
Il sistema più rapido per recuperare un PC in panne
Il computer non si avvia più? Niente paura, ti spieghiamo come ripristinarlo in pochi minuti e salvare i dati in esso contenuti, anche quelli creati con Windows
(pagina 1 di 3)
L'informatica, si sa, non è un scienza
esatta. Così, può capitare di ritrovarsi con il PC che improvvisamente
rifiuta di avviarsi. Le cause possono essere
tante, da un problema hardware a qualche software difettoso.
La domanda allora è: cosa è possibile fare in questi casi?
Ovviamente, tutto dipende dall'entità del danno e dalla natura
del problema, ma nella maggior parte dei casi è possibile
affidarsi a strumenti di recupero che consentono di ripristinare
il computer o, almeno, recuperare i dati in esso contenuti.
Nel caso di sistemi GNU/Linux, in particolare, oltre ai software
di recovery “indipendenti”, sono disponibili vere e proprie
distribuzioni, quasi sempre di poche decine di Mbyte, sviluppate
in modo specifico per recuperare dati
e, nei casi più fortunati, ripristinare il sistema.
Tra queste, una delle più potenti e
complete è, senza dubbio, SystemRescueCD.
Scopriamo insieme come utilizzarla per
toglierci rapidamente dai guai.
 |
Configurazione del BIOS per l'avvio del sistema dal lettore CD/DVD |
Cosa permette di fare
Abbiamo detto che SystemRescueCD
consente di ripristinare i sitemi in panne o, comunque, recuperare
i dati presenti nell'hard disk quando si verifica qualche
problema. Ma non è tutto. Grazie alle numerose utility di cui dispone,
è possibile svolgere una serie di operazioni per amministrare
al meglio la macchina da “riparare”. Ad esempio, è possibile
gestire le partizioni del disco fisso, modificare file di sistema, sostituire
kernel non funzionanti, ripristinare il boot loader, riparare
il file system (Ext2/Ext3, ReiserFS, Reiser4, Xfs, Jfs,
Vfat, NTFS e iso9660) e, addirittura, lavorare in rete. In pratica,
c'è tutto quello che occorre per diagnosticare malfunzionamenti
e riparare sistemi basati su GNU/Linux e non. Vediamo
come.
Perchè tante interfacce?
A ogni sistema quella più adatta
Una tale abbondanza di scelte non è disponibile per
puro esercizio, ma per offrire una soluzione valida per
ogni sistema. A volte, infatti, ci si trova a dover lavorare
su un server non dotato di interfaccia grafica, su una
macchina con la scheda video danneggiata o, più semplicemente,
con il mouse non funzionante. Da qui la
necessità di offrire il maggior numero di configurazioni
possibili.
 |
L'interfaccia di SystemRescueCD subito dopo il boot |
Tutto si svolge in modalità “live”
La cosa più interessante di SystemRescueCD è rappresentata
dal fatto che si tratta di una mini-distribuzione “live”, cioè utilizzabile
direttamente da CD senza, quindi, la necessità di installare
software aggiuntivi o altro (ammesso che la situazione
lo consenta) che potrebbero compromettere ultriormente
il sistema. Per prima cosa, quindi, è necessario procurarsi il CD
della distribuzione. In questo caso specifico è possibile masterizzare
l'immagine ISO systemrescuecd-x86-0.4.2.iso, per la precisione nella directory ~/distribuzioni/
SystemRescueCd_0.4.2. Creato il supporto non resta che inserirlo nel PC e
riavviare. A questo punto, se il BIOS è impostato per eseguire
il boot dal lettore CD/DVD, bisogna solo attendere qualche
secondo, altrimenti è necessario configurare il sistema affinché
possa farlo. Niente di più semplice. Per accedere al BIOS
basta premere il pulsante Canc (Del), oppure F2 su molti portatili,
nei primi istanti di avvio, e spostarsi sulla scheda Boot,
dopodiché, aiutandosi con i tasti freccia + e -, bisogna impostare
il lettore CD/DVD come prima periferica di boot. Precisiamo
che i comandi potrebbero differire leggermente a seconda
del BIOS utilizzato dal PC, quindi, massima attenzione!
Modificata la configurazione basta salvare e riavviare. Dopo
pochi secondi apparirà l'interfaccia per gestire l’esecuzione SystemRescueCD.
Tante interfacce a seconda delle necessità
A questo livello, l'interfaccia è testuale: questo per essere sicuri
che SystemRescueCD risulti compatibile con il più vasto numero
di PC. Solo in un secondo momento è possibile caricare
quella grafica e il relativo window manager. Per cominciare,
premiamo Invio: questo ci permetterà di caricare il kernel di
default e accedere alla shell per eseguire i comandi. A questo
punto, premendo i tasti da F2 a F7 abbiamo accesso alle possibili
configurazioni di avvio, attraverso le quali è possibile scegliere
cosa caricare (ad esempio quale kernel) e le opzioni da
passare al sistema. Ad esempio, possiamo decidere se eseguire
un kernel a 32 o 64 bit scegliendo tra le immagini rescuecd o rescue64,
a cui è possibile aggiungere ancora le opzioni selezionandole
tra le tante disponibili, tutte visualizzabili premendo
il tasto F3. Ad esempio, digitando sul prompt di boot il comando
rescuecd dochace setkmap=it vga=5, verrà caricato il kernel
a 32bit (in questo caso Linux 2.6.23.8), e l'intera distro sarà
eseguita completamente nella memoria RAM (dochace) in modo
da poter estrarre il Cd-Rom e utilizzarlo per altri scopi.
Sempre lo stesso comando configura la tastiera sul modello
italiano e imposta la risoluzione (testuale) al massimo numero
possibile di caratteri supportato dal sistema. Se, invece, preferiamo
utilizzare la modalità framebuffer-vesa (da non confondere
con l'ambiente grafico X Window System vero e proprio),
è sufficiente sostituire vga=5 con una delle seguenti modalità:
vga=785 per la risoluzione 640x480, vga=788 per 800x600, vga=791
per il 1024x768 e vga=794 per il 1280x1024. La modalità framebuffer
permette, tra le altre cose, di eseguire alcuni applicativi
grafici anche senza disporre di un ambiente grafico completo.
Ad esempio, eseguendo il comando links -g www.linux-magazine.
it, possiamo navigare, anche se solo in modalità testuale,
nel sito indicato come argomento. Una funzonalità indipensabile,
quando è necessario cercare informazioni sulla rete
ma non si dispone di un sistema completo.
 |
L'interfaccia grafica con il window manager Window Maker |