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Il sistema più rapido per recuperare un PC in panne
Il computer non si avvia più? Niente paura, ti spieghiamo come ripristinarlo in pochi minuti e salvare i dati in esso contenuti, anche quelli creati con Windows
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L'informatica, si sa, non è un scienza esatta. Così, può capitare di ritrovarsi con il PC che improvvisamente rifiuta di avviarsi. Le cause possono essere tante, da un problema hardware a qualche software difettoso. La domanda allora è: cosa è possibile fare in questi casi? Ovviamente, tutto dipende dall'entità del danno e dalla natura del problema, ma nella maggior parte dei casi è possibile affidarsi a strumenti di recupero che consentono di ripristinare il computer o, almeno, recuperare i dati in esso contenuti. Nel caso di sistemi GNU/Linux, in particolare, oltre ai software di recovery “indipendenti”, sono disponibili vere e proprie distribuzioni, quasi sempre di poche decine di Mbyte, sviluppate in modo specifico per recuperare dati e, nei casi più fortunati, ripristinare il sistema. Tra queste, una delle più potenti e complete è, senza dubbio, SystemRescueCD. Scopriamo insieme come utilizzarla per toglierci rapidamente dai guai.

Configurazione del BIOS per l'avvio del sistema dal lettore CD/DVD


Cosa permette di fare
Abbiamo detto che SystemRescueCD consente di ripristinare i sitemi in panne o, comunque, recuperare i dati presenti nell'hard disk quando si verifica qualche problema. Ma non è tutto. Grazie alle numerose utility di cui dispone, è possibile svolgere una serie di operazioni per amministrare al meglio la macchina da “riparare”. Ad esempio, è possibile gestire le partizioni del disco fisso, modificare file di sistema, sostituire kernel non funzionanti, ripristinare il boot loader, riparare il file system (Ext2/Ext3, ReiserFS, Reiser4, Xfs, Jfs, Vfat, NTFS e iso9660) e, addirittura, lavorare in rete. In pratica, c'è tutto quello che occorre per diagnosticare malfunzionamenti e riparare sistemi basati su GNU/Linux e non. Vediamo come.
Perchè tante interfacce?
A ogni sistema quella più adatta
Una tale abbondanza di scelte non è disponibile per puro esercizio, ma per offrire una soluzione valida per ogni sistema. A volte, infatti, ci si trova a dover lavorare su un server non dotato di interfaccia grafica, su una macchina con la scheda video danneggiata o, più semplicemente, con il mouse non funzionante. Da qui la necessità di offrire il maggior numero di configurazioni possibili.

L'interfaccia di SystemRescueCD subito dopo il boot


Tutto si svolge in modalità  “live”
La cosa più interessante di SystemRescueCD è rappresentata dal fatto che si tratta di una mini-distribuzione “live”, cioè utilizzabile direttamente da CD senza, quindi, la necessità di installare software aggiuntivi o altro (ammesso che la situazione lo consenta) che potrebbero compromettere ultriormente il sistema. Per prima cosa, quindi, è necessario procurarsi il CD della distribuzione. In questo caso specifico è possibile  masterizzare l'immagine ISO systemrescuecd-x86-0.4.2.iso, per la precisione nella directory ~/distribuzioni/ SystemRescueCd_0.4.2.  Creato il supporto non resta che inserirlo nel PC e riavviare. A questo punto, se il BIOS è impostato per eseguire il boot dal lettore CD/DVD, bisogna solo attendere qualche secondo, altrimenti è necessario configurare il sistema affinché possa farlo. Niente di più semplice. Per accedere al BIOS basta premere il pulsante Canc (Del), oppure F2 su molti portatili, nei primi istanti di avvio, e spostarsi sulla scheda Boot, dopodiché, aiutandosi con i tasti freccia + e -, bisogna impostare il lettore CD/DVD come prima periferica di boot. Precisiamo che i comandi potrebbero differire leggermente a seconda del BIOS utilizzato dal PC, quindi, massima attenzione! Modificata la configurazione basta salvare e riavviare. Dopo pochi secondi apparirà l'interfaccia per gestire l’esecuzione SystemRescueCD.
Tante interfacce a seconda delle necessità
A questo livello, l'interfaccia è testuale: questo per essere sicuri che SystemRescueCD risulti compatibile con il più vasto numero di PC. Solo in un secondo momento è possibile caricare quella grafica e il relativo window manager. Per cominciare, premiamo Invio: questo ci permetterà di caricare il kernel di default e accedere alla shell per eseguire i comandi. A questo punto, premendo i tasti da F2 a F7 abbiamo accesso alle possibili configurazioni di avvio, attraverso le quali è possibile scegliere cosa caricare (ad esempio quale kernel) e le opzioni da passare al sistema. Ad esempio, possiamo decidere se eseguire un kernel a 32 o 64 bit scegliendo tra le immagini rescuecd o rescue64, a cui è possibile aggiungere ancora le opzioni selezionandole tra le tante disponibili, tutte visualizzabili premendo il tasto F3. Ad esempio, digitando sul prompt di boot il comando rescuecd dochace setkmap=it vga=5, verrà caricato il kernel a 32bit (in questo caso Linux 2.6.23.8), e l'intera distro sarà eseguita completamente nella memoria RAM (dochace) in modo da poter estrarre il Cd-Rom e utilizzarlo per altri scopi. Sempre lo stesso comando configura la tastiera sul modello italiano e imposta la risoluzione (testuale) al massimo numero possibile di caratteri supportato dal sistema. Se, invece, preferiamo utilizzare la modalità framebuffer-vesa (da non confondere con l'ambiente grafico X Window System vero e proprio), è sufficiente sostituire vga=5 con una delle seguenti modalità: vga=785 per la risoluzione 640x480, vga=788 per 800x600, vga=791 per il 1024x768 e vga=794 per il 1280x1024. La modalità framebuffer permette, tra le altre cose, di eseguire alcuni applicativi grafici anche senza disporre di un ambiente grafico completo. Ad esempio, eseguendo il comando links -g www.linux-magazine. it, possiamo navigare, anche se solo in modalità testuale, nel sito indicato come argomento. Una funzonalità indipensabile, quando è necessario cercare informazioni sulla rete ma non si dispone di un sistema completo.

L'interfaccia grafica con il window manager Window Maker

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Tag: SystemRescueCD, recuperare dati, hard disk, Systemrescuecd, NTFS
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