Screen e il terminale

Screen appartiene a quella categoria di applicativi molto potenti ma poco conosciuti, basta però utilizzarlo anche una sola volta per non poterne più fare a meno. Tecnicamente è un multiplexer per terminale, ovvero un applicativo con cui eseguire, all’interno di una console, molti comandi contemporaneamente, oppure connettersi allo stesso schermo virtuale da più console. Proprio questa seconda opportunità è quella preferita dagli esperti utenti GNU/Linux, infatti, tramite screen si può lanciare un programma, disconnettersi dal suo output, fare altro e riagganciarsi ad esso in un altro momento senza aver perso nulla! Più facile a farsi che a dirsi, basta infatti eseguire screen da riga di comando, lanciare ad esempio la compilazione del kernel e poi premere CTRL + A + D per eseguire il detach (la disconnessione). A questo punto si potrà lavorare su altri programmi e quando lo si riterrà opportuno basterà eseguire il comando

screen -x

per agganciarsi nuovamente alla sessione precedentemente “distaccata” dallo schermo (ma non sospesa, infatti nel frattempo il programma avrà continuato a lavorare). Nel caso in cui vi siano più sessioni disponibili, i nomi delle stesse verranno elencati e si dovrà rieseguire screen facendo seguire l’identificativo della stessa dopo lo switch -x. Grazie a questo applicativo ci si può ad esempio collegare in remoto al proprio server, eseguire lunghi comandi di manutenzione, scollegarsi e connettersi anche dopo ore per vedere il risultato, oppure connettersi da più macchine allo stesso schermo “virtuale” e lavorare insieme. La modalità condivisa permette a tutti gli utenti che si “agganciano” non solo di vedere il contenuto dello schermo ma anche di scrivere sulla stessa console; una bella comodità!

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