
ATTUALITA'
L'ufficio brevetti statunitense (USPTO) ha recentemente concesso il brevetto numero 7617530 a Microsoft. Fin qui tutto normale verrebbe da dire, non è certo il primo registrato dall'azienda di Redmond. Ma c'è un piccolo dettaglio: si tratta di un brevetto relativo ad una "variante" del noto comando sudo. Per intenderci quello che sui sistemi Unix, GNU/Linux compreso, permette di ottenere temporaneamente i privilegi di amministratore. È ovvio che la facilità con cui l'USPTO ha concesso il brevetto su qualcosa che in pratica esiste da quando sono nati i sistemi operativi Unix BSD, ha ancora una volta sollevato polemiche sulla validità stessa dei brevetti software, con in primo piano l'eterno confronto tra l'Open Source e Microsoft che, come sempre, sembra remare contro il mondo FOSS. Ovviamente, sudo non è in pericolo, ma quanto accaduto non fa altro che alimentare la discussione sulla reale utilità dei brevetti software, da alcuni descritti come l'unico sistema di difesa efficace delle buone idee, dell'innovazione e dell'industria del software, mentre dall'altra vengono liquidati come un malefico e capzioso strumento coercitivo in mano alle grandi corporazioni intenzionate a spazzare via la concorrenza e gli avanzamenti tecnologici reali. In questo caso una sola cosa è certa: un organismo come l'USPTO dovrebbe prestare maggiore attenzione quando rilascia i brevetti, altrimenti si rende colpevole di incompetenza e lassismo nei confronti di alcune società richiedenti, le quali, a loro vantaggio, forniscono informazioni incomplete sul brevetto. Tutto questo, ovviamente, dequalifica il concetto stesso di "brevetto software".