Categoria: Distribuzioni

Linux Mint 18.3: le ultime novità e caratteristiche di Sylvia

Ha finalmente un nome il nuovo Linux Mint 18.3: si chiamerà Sylvia, così come è stato confermato dal fondatore Clement Lefebvre, attraverso un post sul blog ufficiale di Mint. La data di distribuzione è prevista per il mese di novembre, massimo dicembre, e riserverà diverse novità. Tra queste citiamo i strumenti per il backupmintBackup e Timeshift, che equipaggeranno Mint 18.3 Sylvia.

Al momento il team tra lavorando per lo sviluppo della nuova versione, partendo dalle traduzioni disponibili, che necessitano miglioramenti.

Il desktop di Mint cercherà infine di adattarsi al meglio con i display moderni, che sono caratterizzati da risoluzioni alte. In alcuni casi, senza il corretto supporto del software, vi sono non poche difficoltà di utilizzo per gli utenti, che si trovano davanti a icone o scritte con dimensioni davvero microscopiche.

BackTrack 5 R2 è qui!

La distro degli hacker si rinnova a partire dal kernel
Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di BackTrack. Non resteremo di certo stupiti se la conta delle mani alzate restituisse un valore molto scarso. Già, perché nel corso degli anni, questa distro è riuscita ha conquistare il cuore di numerosi seguaci del pinguino, hacker per primi che la considerano come una sorta di grimaldello universale capace di scardinare i lucchetti da qualsiasi chiave di protezione, che sia essa relativa ad un file criptato o ad una rete Wi-Fi altrui. Senza ombra di dubbio i principi sui quali BackTrack pone le sue radici non sono certo quelli di violare la privacy altrui, bensì quelli di difendere la propria, cercando di mettere sempre a dura prova la propria rete locale o il PC. Se pensiamo poi alla comodità che BackTrack offre ai sistemisti di rete di tutto il mondo ci rendiamo davvero conto di quanto grandiosa possa essere questa distro: tutto quello che serve in un solo DVD o pendrive USB da portare sempre in tasca, pronta a risolvere qualsiasi enigma.

Ubuntu approda su Windows Store: disponibile per Windows 10

Ubuntu è finalmente disponibile per il dowload su Windows Store. Si tratta di una notizia che va così a sancire la fine della guerra tra le due parti, Windows e Linux per l’appunto. Una faida durata anni e anni che ora termina con la disponibilità del sistema operativo sullo store di Windows 10. Ogni utente potrà quindi entrare nello store, scaricare il pacchetto e lasciare che l’installazione proceda in modo del tutto automatico. Così si potrà poi lanciare Ubuntu direttamente dal sistema operativo di Microsoft.

Rilasciato Linux 2.6.35: tante novità e un appello di Torvalds

Linus Torvalds, il papà del kernel Linux, ha annunciato la disponibilità della nuova versione 2.6.35 della sua “creatura”. Tra bugfix e nuove funzionalità, le novità introdotte nel nuovo kernel Linux sono numerose e toccano un po’ tutti gli ambiti di utilizzo: dal risparmio energetico, al miglior sfruttamento della potenza delle CPU, dalla gestione dei video alla virtualizzazione. E ancora gestione memoria, file system e networking.

La novità più interessante di Linux 2.6.35 è stata introdotta proprio nel “comparto” reti, infatti, l’ultima revisione del kernel implementa le tecnologie Receive Packet Steering (RPS) e Receive Flow Steering (RFS) di Google, entrambe pensate per incrementare le “transazioni per secondo” (tps) e il volume di traffico di rete sui sistemi multi-core. RPS serve a distribuire i pacchetti di rete in arrivo su tutte le CPU (e i core) disponibili sulla macchina, mentre RFS si incarica di calcolare quale CPU/core sia più adatto a processare i suddetti pacchetti di dati. I risultati delle due nuove tecnologie si misurerebbero in un incremento di tps da 104 a 303mila sfruttando il doppio della potenza del processore (61% contro il 30% senza RPS/RFS). Ma lo sviluppo del kernel Linux non è solo questo, così Torvalds ha approfittato dell’occasione per lanciare un appello agli sviluppatori invitandoli a fare attenzione a quel che sottopongono ai mantainer del progetto per la prossima versione.

Lo scopo è evitare di trasformare i nuovi kenrel in qualcosa di instabile e difficile da gestire. Intanto, è stato reso noto che il nuovo kernel Linux integrerà la piattaforma di sicurezza AppArmor, grazie alla quale gli amministratori di sistema avranno la possibilità di stabilire criteri di accesso più restrittivi per ogni software GNU/Linux, in modo da limitare i danni in caso di exploit di vulnerabilità e rafforzare la sicurezza dell’intero sistema. Il lavoro di integrazione di AppArmor nel kernel Linux è stato voluto e gestito dal mantainer del sottosistema di sicurezza James Morris.

Linux Mint: cos’è e quali sono i suoi vantaggi

Hai mai sentito parlare di Linux Mint? Chi utilizza in modo regolare un computer avrà sicuramente avuto modo di incontrare questa distribuzione GNU/Linux, che è diventata nota per la grande facilità di utilizzo e per la sua veloce installazione. Si basa sul sistema operativo Ubuntu, che è a sua volta collegato a Debian.

A partire dal 2011 è diventata la distribuzione più consultata e utilizzata, capace anche di superare lo stesso Ubuntu.

Caratteristiche della distribuzione Linux Mint

Negli ultimi anni abbiamo potuto assistere al lancio di tante diverse distribuzioni, che sono caratterizzate da una capacità comune, ovvero quella di offrire a ogni utente una transizione facile e sicura da Windows a Linux. Nel caso specifico di Mint ci troviamo di fronte a un’interfaccia grafica molto tradizionale con funzioni semplici da utilizzare, così intuitivo da aver tolto il monopolio a Ubuntu.

Linux Mint tiene testa a Ubuntu

Ubuntu deriva da Debian GNU/Linux e ha dimostrato una vitalità eccellente che gli ha fatto conquistare un parco di computer, principalmente nel comparto domestico, molto vasto. Le stime più affidabili lo collocano intorno ai 12 milioni di device attivi, un dato importante e in forte crescita. La forza di GNU/Linux si basa anche sulla capacità di generare nuove realtà per gemmazione spontanea. Una distribuzione che nasce partendo dal lavoro svolto da una distro esistente è quindi cosa abbastanza comune. Linux Mint è nata da Ubuntu ma ciò che non ci si poteva aspettare è che in breve tempo sarebbe giunta a sfidare la distro più diffusa al mondo per la palma di distro più popolare. Un approccio di maggiore semplificazione dell’esperienza d’uso rispetto a Ubuntu, interfacciamento utente dalla grafica curata e una politica più conservativa verso gli aggiornamenti, le hanno consentito di guadagnare un parco utilizzatori decisamente vasto per una distro comunque ancora relativamente giovane. Per diverse settimane Linux Mint ha finanche scalzato Ubuntu dal primo posto per pageview sul portale Distrowatch. In parte questa performance potrebbe essere dovuta al recente rilascio e non necessariamente si tradurrà in un sorpasso definitivo nel medio periodo, tuttavia appare comunque indicativa di una tendenza in atto.

Fedora 12. Dal desktop al server

Fedora 12, nome in codice Constantine è stata l’ultima delle grandi distribuzioni ad essere rilasciata. Come le altre che l’hanno preceduta, promette aggiornamenti e novità in ambito server, desktop e per quanto riguarda i netbook, in quest’ultimo caso grazie all’integrazione di Moblin. Oltre a questo, la nuova Fedora garantisce tempi di avvio inferiori e gestione energetica ottimizzata. Per gli utenti mobili, invece, c’è anche il migliorato interfacciamento con i telefoni cellulari e la configurazione automatica dei modem 3G. La nuova distribuzione è ora in grado di rilevare i telefoni con Bluetooth attivo e di aggiungerli automaticamente ai dispositivi presenti nel Network Manager. Da qui gli utenti possono scegliere il dispositivo mobile e utilizzarlo come modem per l’accesso a Internet. Il tool Network Manager può anche essere utilizzato per configurare connessioni always on direttamente dal desktop e per accedere alle principali impostazioni del sistema di sicurezza PolicyKit. Migliora anche il supporto alle webcam e sono stati introdotti nuovi strumenti per la virtualizzazione. Inoltre, aggiornamenti anche per la piatatforma di sciurezza SELinux e per il tool Abrt utilizzato per la segnalazione automatica dei bug, ora attivo di default. Aggiornato anche tutto il parco software. Tra le novità troviamo i desktop Gnome 2.28 e KDE 4.3, il kernel Linux 2.6.31, il sistema grafico X Server 1.7.1 e il supporto sperimentale al 3D per le schede grafiche ATI R600/R700.