Chromium OS è diventato Flow. Provalo subito!

Miglior supporto hardware, un inedito tool di aggiornamento automatico, compatibile con Flash e HTML5 e tante nuove applicazioni. La guida per creare una LiveUSB

Com’era facile prevedere, dopo il rilascio di Chromium OS da parte di Google, vale a dire i sorgenti Open Source del proprio sistema operativo Chrome OS, numerosi sviluppatori si sono immediatamente messi a lavoro per creare versioni “derivate” del progetto originale. Così, sono arrivate le prime release, forse un po’ troppo instabili e certamente non in grado di consentire di valutare appieno le reali potenzialità del sistema operativo di Google. Per fortuna, come spesso accade in questi casi, il lavoro è andato avanti e con esso sono arrivati cambiamenti importanti, senza dubbio in meglio, che si sono trasformati nel rilascio di una nuova versione finalmente stabile, se non migliore, almeno per quanto riguarda le funzionalit�? integrate, del progetto originale. Questa nuova release, creata dallo sviluppatore Hexxeh, è stata chiamata Chromium OS Flow, ed è probabilmente la prima distribuzione di Chromium OS matura e realmente utilizzabile.

Tra le numerose migliorie introdotte, troviamo il supporto per un numero di componenti hardware nettamente maggiore, tra cui numerose webcam e schede video NVIDIA, l’aggiunta di un menu delle applicazioni più ricco ed efficiente, e l’integrazione, finalmente, di un sistema di aggiornamento automatico. Ma, soprattutto, adesso è possibile riprodurre filmati Flash e utilizzare il nuovissimo standard web HTML5.

Una LiveUSB tutta nostra

Chromium OS Flow al momento è disponibile sotto forma di immagine .img trasferibile su pendrive USB. Questo permette di creare rapidamente una cosiddetta distribuzione LiveUSB avviabile e, all’occorrenza, installabile su PC di qualsiasi tipo, compresi i diffusissimi netbook. Per creare una LiveUSB, per prima cosa bisogna scaricate l’archivio compresso di Chromium OS Flow, ovvero ChromeOS-Flow.tar.gz, poi è necessario estrarre il file ChromeOS-Flow.img contenuto al suo interno, e subito dopo trasferirlo su una chiavetta USB da almeno 2 GB. Il trasferimento dell’immagine su pendrive USB, può essere eseguito mediante l’utility USB-ImageWriter che, sulle Debian e derivate come Ubuntu, è installabile con Synaptic o apt-get install usb-imagewriter. Installato il programma, avviamolo da Applicazioni/Accessori/ImageWriter, selezioniamo il file ChromeOS-Flow.img e la pendrive USB connessa al PC sulla quale vogliamo scrivere l’immagine, quindi, confermiamo il trasferimento dei file premendo Scrivi a strumento. A questo punto, bisogna semplicemente attendere che l’operazione termini, dopodiché è possibile avviare Chromium OS Flow. Per farlo, ovviamente, è necessario riavviare il computer con la chiavetta inserita.
In alternativa a USB-ImageWriter, è possibile usare il comando dd (presente come predefinito in qualsiasi distribuzione GNU/Linux). In questo caso, colleghiamo la chiavetta USB al PC e dopo aver estratto l’immagine di ChromeOS-Flow.img, spostiamoci nella directory in cui questa si trova ed eseguiamo il comando seguente:

dd if=ChromeOS-Flow.img of=/dev/sdX bs=4M

La X indica il nome della chiavetta USB (per esempio sdb, sdc, ecc). Assicuriamoci di non usare il nome specifico della partizione ma quello generico, in pratica  “sdb” e mai “sdb1”. Per scoprire qual è il file di dispositivo che GNU/Linux associa alla pendrive USB, avviamo una shell ed eseguiamo fdisk -l. Questo comando ci fornirà l’elenco delle memorie presenti nel sistema, compresi hard disk e chiavette, con relative partizioni.

All’avvio di Chromium OS Flow è necessario effettuare il login. Nel caso di una connessione a Internet tramite router ADSL, tipo quelli di Alice e Vodafone, che prevedono l’utilizzo di un server DHCP per la configurazione automatica delle rete, per effettuare il login, basta inserire nome utente e password del nostro account Google, ad esempio quelli di GMail. In caso contrario, o in presenza di un server proxy, il login va effettuato utilizzando i dati predefiniti: username facepunch e password facepunch. Effettuato l’accesso, possiamo configurare la rete cliccando sul’icona a forma di chiave inglese, visibile a destra, e poi su Options.  Configurata la rete, possiamo eseguire Chomium OS Flow utilizzando i dati del nostro account Google come indicato in precedenza.

Installazione sull’hard disk

Per installare Chromium OS Flow sono previsti due metodi. Il primo, la cui guida è disponibile a questo indirizzo, è molto più laborpremiamo e ioso, ma in compenso permette di installare il nuovo sistema operativo in dual boot con quello già presente nel PC. Il secondo, invece, cancella il contenuto presente e utilizza l’intero disco fisso, quindi massima attenzione. In quest’ultimo caso, però, la procedura è molto semplice. Basta premere Ctrl+Alt+T per aprire la shell Chromium OS Flow, eseguire il comando /usr/sbin/chromeos-install e seguire il processo di installazione.

Problemi di rete con i proxy

Se nella nostra rete è presente un proxy, bisogna configurare di conseguenza Chromium OS Flow. Il tool grafico avviabile premendo sull’icona a forma di chiave inglese e scegliendo la voce Options/Under the Hood/Change proxy settings, purtroppo, non funziona per cui, bisogna procedere manualmente nel modo seguente. Apriamo una shell con  Ctrl+Alt+T e diventiamo root con  sudo -s e la password facepunch (chiave di accesso dell’utente predefinito chronos). Spostiamoci con cd /usr/bin ed eseguiamo il comando mount -o remount /.  A questo punto, apriamo il file di configurazione con nano chromeos-chrome-loop. All’interno del file spostiamoci nella sezione contenente la stringa ‘while true; do’ “$CHROME”, aggiungiamo la riga seguente:

–proxy-server=http://indirizzo.proxy.server:porta \

Per salvare le modifiche, premiamo Ctrl+O Invio, mentre per chiudere l’editor nano e uscire Ctrl+X Invio. Infine, riavviamo con rebooot. Apportata questa modifica, saremo in grado di effettuare il login con i dai del nostro account Google.

One Response

  1. sacarde luglio 5, 2017

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