
Un blog tutto tuo in pochi minuti
Fatti conoscere su Internet e metti online le tue capacità artistiche o “solo” le tue esperienze di vita con un sito adatto a te
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Non più di dieci anni fa, gli utenti Internet erano soliti esprimere le
proprie emozioni e raccontare le proprie esperienze di vita realizzando
un sito personale in uno dei tanti spazi in hosting gratuiti o a
pagamento messi a disposizione
dai provider. Spesso le pagine web venivano realizzate
con poca cura, in seguito aggiornate raramente fino all’abbandono
totale. A quell’epoca, infatti, aggiungere nuovi contenuti significava
creare manualmente le pagine web per cui era necessario conoscere un
minimo di programmazione in HTML, cosa che pochi erano in grado di
fare. Finalmente, qualche anno dopo sono nati i cosiddetti siti a
“contenuto dinamico”
e con essi i CMS (Content Managment System) scritti in PHP, JSP, ASP
che consentivano di inserire nuovi contenuti e aggiornare quelli
esistenti semplicemente utilizzando appositi
strumenti che svolgevano il lavoro “sporco” di programmazione.
Questi, allora, divennero, il sistema preferito per creare il proprio
spazio web dove parlare agli altri di se stessi: nacquero così i blog,
tutto il resto è storia.
La storia del blog
Si inizia a parlare di weblog dal 1997, quando Jorn Barger pubblica
periodicamente una serie di link nel suo sito chiamato “Robot Wisdom”.
Negli anni a seguire il termine comprende anche i diari online, i quali
arriveranno in Italia solo nel 2001 grazie ai servizi specializzati per
la loro creazione.Sono proprio i servizi specializzati a contribuire
fortemente alla diffusione dei blog, in quanto essi permettono l’uso di
questo strumento di comunicazione a persone che hanno compreso a pieno
tutte le potenzialità comunicative di Internet, ma che non hanno una
conoscenza informatica tale da gestire da soli un sito web o un blog in
uno spazio in hosting. Attualmente, infatti, l’utente può scrivere i
suoi pensieri nella pagina del servizio come se elaborasse il testo da
un programma di videoscrittura. Inoltre, la gestione della grafica
avviene grazie all’uso di temi e strumenti per la personalizzazione
della struttura della pagina.
Servizi famosi, agevolati da ottime politiche di marketing, sono
Blogger di Google, MySpace e LiveSpaces di Microsoft.
Questi ultimi, sposano il social networking, permettendo al blogger di
creare una cerchia di amici con i quali condividere gioie e dolori
della vita pubblicandoli nel proprio blog. Il Web 2.0 ha fatto si che
il blog evolvesse da semplice contenitore di testo e immagini a
contenuti multimediali, grazie alla nascita dei video blog e del
fenomeno YouTube.
Un problema di stile
Tutti i servizi sopra citati, per quanto siano ottimi e diffusi, sono
molto lontani dalla filosofia libera e Open Source. E ciò non è
limitato al solo software impiegato e dunque alla necessità di
utilizzare unicamente i server ad essi dedicati. Alcuni servizi, nel
loro contratto d’uso, richiedono il trasferimento di eventuali diritti
di autore sul materiale pubblicato. Altri non garantiscono la
riservatezza dei dati personali e l’anonimato, due aspetti fondamentali
quando il contenuto del blog è di denuncia sociale. Basti pensare agli
arresti di blogger, rei di aver semplicemente criticato il governo
cinese, i cui dati sono stati forniti da due colossi
come Yahoo! e Microsoft come per i casi di Li Zhi e Zhao Jing. Per cui
se volete avere pieno controllo su come realizzare il vostro blog e/o
avete necessità di riservatezza e anonimato, la strada migliore è
utilizzare una delle tante applicazioni web per la loro realizzazione.
A differenza del passato, il costo di un server virtuale o di un
hosting adatti allo scopo sono ormai accessibili a chiunque, senza
dimenticare l’esistenza di diversi spazi gratuiti i quali, però,
possono porre limiti sul tipo di software
da utilizzare o sui contenuti di pubblicazione.
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