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Tuning mania
Dopo un opportuno collaudo, il nostro PC è pronto per prendere il largo: facciamo andare al massimo hard disk e scheda grafica, quindi ottimizziamo i programmi
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Formattare una partizione
Grazie a GParted è facile cambiare rapidamente tipo di file system
Il Tool Gparted

Installiamo GParted con “sudo apt-get install gparted”. Per eseguire il programma andiamo su “Sistema” e clicchiamo su “Amministrazione/ Editor di partizioni”. In Kubuntu il menu è “K/Sistema/GParted”. Nella nuova finestra inseriamo la nostra password.
Partizione smontata

Cerchiamo la partizione da modificare. Se nella riga relativa compare l’icona a forma di lucchetto, prima di modificare il file system bisogna smontarla. Clicchiamo con il tasto destro del mouse sulla partizione interessata e selezioniamo “Smonta”.
Nuovo file system

Clicchiamo ancora con il tasto destro del mouse sulla partizione, selezioniamo “Formatta come” e dal sottomenu scegliamo il nuovo file system. Premiamo “Applica” in alto nella finestra e ancora “Applica” nella finestra di dialogo che compare.
Compilato è più veloce
Ricompilare il kernel per adattarlo all'hardware in nostro possesso e abilitare alcune le opzioni nascoste che rendono il sistema più veloce e più reattivo ai comandi
Il kernel è il nucleo, il cuore del sistema operativo. Possiamo migliorarne le prestazioni seguendo, essenzialmente, due strade. La prima consiste nella compilazione dell'ultima versione disponibile: di release in release, infatti, il kernel presenta aggiunte e migliorie più o meno importanti, spesso con incrementi delle performance nei driver per i dispositivi hardware, nella gestione dei processi ed in quella della memoria. L'altra strada è quella dell'applicazione di patch al kernel. Tratteremo entrambe le tecniche nel corso di questa sezione che terminerà con alcuni consigli su come rendere “indolore” la compilazione del software d'uso comune.
Kernel aggiornato
Per avere l'ultima versione disponibile del kernel, dunque, con il web browser andiamo su ftp://ftp.it.kernel.org/pub/linux/kernel/ v2.6 e nella directory che appare cerchiamo il file LATEST-IS; attualmente il nome completo del file è LATEST-IS-2.6.24.3, quindi scarichiamo dalla pagina corrente il file linux-2.6.24.3.tar.bz2. Copiamo questo file in /usr/src: apriamo una console, entriamo nella directory in cui il browser memorizza i file salvati (ad esempio con “cd Download”) e quindi lanciamo “cp linux-2.6.24.3.tar.bz2 /usr/src”. Fatto ciò, installiamo il pacchetto kernel-package con “sudo apt-get install kernel-package” e seguiamo le istruzioni presenti nel tutorial “Sfida all'ultimo kernel!”. Conclusi i passaggi del tutorial, torniamo in /usr/src (“cd /usr/src”) ed installiamo il pacchetto (termina per *.deb) del kernel appena compilato con il comando “dpkg -i file_kernel.deb”.
Il kernel è installato. E adesso?
Avviamo il nuovo ma conserviamo quello di default Abbiamo compilato ed installato correttamente un nuovo kernel. Adesso cosa succede? Semplicemente, al prossimo boot del PC verrà avviato di default il nuovo. Quello fornito dalla nostra distro, però, è ancora presente nel menu del bootloader. Per sicurezza, è consigliabile sempre mantenere una copia del kernel della propria distribuzione; in caso di problemi con quelli compilati da noi, infatti, potremo comunque ritornare alla situazione standard di Ubuntu, sempre affidabile e sicura.
Sfida all'ultimo kernel!
Configuriamo e compiliamo l'ultima versione disponibile del cuore del sistema
I sorgenti

Per comodità diventiamo root (“sudo -s” ed inseriamo la nostra password) e subito dopo entriamo nella directory /usr/src: “cd /usr/src”. Per scompattare i sorgenti del kernel eseguiamo il comando “tar xvfj linux-2.6.24.3.tar.bz2” e poi “cd linux-2.6.24.3”.
Il file .config

Usiamo la configurazione del kernel di Ubuntu come base per quello nuovo: “cp /boot/config-2.6.22-14- generic .config” e poi “make oldconfig”. Ci verranno mostrate le opzioni del nuovo kernel che erano assenti in quello vecchio: confermiamole tutte con Invio.
La compilazione

A questo punto, eseguiamo “make gconfig”  per poter controllare le opzioni attive nel kernel e modificarle. Salviamo le modifiche alla configurazione premendo Ctrl+S, torniamo, infine, in console e compiliamo il kernel con “make-kpkg --initrd kernel_image”.
Ottimizziamo dai sorgenti
Con apt-build possiamo compilare i programmi per adattarli al nostro hardware
Ottimizzare sempre

Installiamo apt-build con “sudo apt-get install apt-build”e scegliamo il livello di ottimizzazione che vogliamo ottenere per i programmi da compilare con questo tool: scegliamo “Intermedio”, che è un'ottima via di mezzo.
L'architettura

Alla domanda “Aggiungere il repository di apt-build” rispondiamo Sì e nella schermata successiva indichiamo l'architettura del PC (“cat /proc/ cpuinfo”). Scegliamo dall'elenco quella più simile alla nostra CPU.
Adesso installiamo

Per scaricare un pacchetto, compilarlo e installarlo eseguiamo “sudo apt-build install pacchetto”. Possiamo anche ricompilare un software presente nel sistema: il comando è “sudo apt-build --reinstall install pacchetto”.
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Tag: tuning, computer, prestazioni massime, componenti
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