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Tuning mania
Dopo un opportuno collaudo, il nostro PC è pronto per prendere il largo: facciamo andare al massimo hard disk e scheda grafica, quindi ottimizziamo i programmi
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FS Journaled
Aumentano la sicurezza
Cosa si intende per file system journaled? Si chiamano journaled tutti quei file system che utilizzano un file di log per memorizzare informazioni sulle operazioni effettuate su disco. In caso di crash della macchina, il confronto tra le operazioni effettivamente eseguite sul disco e quelle non compiute (proprio a causa del crash improvviso) permette di evitare che, al successivo riavvio, il file system risulti in “stato inconsistente” e che, quindi, sia necessario provvedere al controllo ed all'eventuale riparazione dello stesso.
La memoria di swap al nostro servizio
L’area di swap è quello spazio disponibile su un dispositivo (solitamente una partizione dell’hard disk) che viene utilizzato dal sistema come estensione della memoria RAM quando questa risulta insufficiente. Dato che la velocità di scrittura dei dati su hard disk è enormemente più lenta di quella in RAM, l’utilizzo di un area di swap deve essere considerato solo un ripiego. È possibile, tuttavia, migliorare sensibilmente le prestazioni della swap; nel tutorial “Tuning della memoria swap”, scopriremo quindi qualche utile trucchetto per impedire che l’uso di questa memoria rallenti eccessivamente il PC. Per maggiore chiarezza, ricordiamo che la sintassi di /etc/fstab per una partizione di swap è la seguente: “device none swap sw 0 0”, con “device” che indica il file di dispositivo della partizione di swap; ad esempio, se si tratta di /dev/hda5 la relativa riga in /etc/ fstab sarà “/dev/hda5 none swap sw 0 0”. Al termine del tutorial, infine, per aggiornare la configurazione della swap senza dover riavviare il sistema eseguiamo, in una console, il comando “sudo swapon-a”.
Tuning della memoria swap
Ridurne l’impiego da parte del sistema e creare una nuova partizione su un secondo disco
Senza SWAP

L’hard disk è lento ed il PC diventa inutilizzabile quando è in uso la swap? Ecco come è possbibile rimediare. Apriamo da root il file /etc/sysctl.conf  ed aggiungiamo la riga “vm.swappiness=10” (“vm.swappiness=0” per una riduzione ancora più drastica).
La partizione

Per migliorare le prestazioni possiamo usare come area di swap la partizione presente su un secondo hard disk, ad esempio /dev/hdb1. Colleghiamolo al PC e in console eseguiamo “sudo mkswap /dev/ hdb1” per assicurarci che la swap sia stata inizializzata.
Stabilire le priorità

Per fare in modo che quando finisce la swap sul secondo hard disk venga utilizzata quella presente sul primo, apriamo il file /etc/fstab ed inseriamo la riga relativa alla partizione di swap del secondo disco prima di quella relativa alla swap del primo hard disk.
Cos'è l 'UUID?
Un file fstab senza partizioni
Effettuando una nuova installazione (e non un semplice aggiornamento) di Ubuntu 6.10, 7.04 o 7.10, sull'hard disk troveremo in /etc/fstab delle righe che iniziano con “UUID=” al posto delle comuni stringhe per la definizioni dei dispositivi da montare. Nelle ultime versioni di Ubuntu, infatti, si è preferito identificare i file system nelle partizioni tramite il cosiddetto Universally Unique IDentifier, un numero che individua in maniera univoca un determinato file system, indipendentemente dalla partizione in cui questo è contenuto. Ogni linea che inizia con “UUID=” è preceduta da un commento, nel quale viene precisata la partizione a cui l'UUID rimanda (ad esempio, “# /dev/sda3”).
I consigli per ottimizzare Ext3
Scopriamo come aumentare le prestazioni di questo diffusissimo file system
La partizione

Apriamo il file /etc/fstab e individuiamo la riga relativa alla partizione Ext3 su cui intervenire, ad esempio la nostra home. Possiamo iniziare la “cura” cambiando la modalità di journaling del file system sulla partizione, da “ordered” a “writeback”.
Modalità writeback

Utilizzando questa opzione vengono preservati solo i metadata, invece che dati+metadata. Le prestazioni aumentano, pur restando il file system journaled . Apriamo /etc/fstab e aggiungiamo l’opzione “data=writeback” alla partizione interessata.
Aggiornamento date

Di default, la data di accesso ai file in lettura viene aggiornata automaticamente. rallentando inevitabilmente il sistema. Possiamo impedire che ciò avvenga inserendo la direttiva “noatime” nel il file /etc/fstab, sempre nella riga relativa alla nostra home.
I file system su GNU/LINUX
Il file system è il sistema mediante il quale i file e le directory (che poi non sono altro che particolari tipi di file) vengono organizzati all’interno dei dispositivi di memorizzazione (hard disk, CD/DVD, memorie USB, ecc.). Nella tabella “I principali filesystem” (nella pagina seguente), troviamo una panoramica di quelli disponibili su GNU/ Linux. Sugli hard disk dei sistemi desktop la scelta più comune è senz’altro Ext3: si tratta di un file system robusto e affidabile e con prestazioni ottime per la maggior parte degli utilizzi; seguendo il tutorial “I consigli per ottimizzare Ext3”, comunque, possiamo intervenire su alcuni parametri di questo particolare file system per migliorarne visibilmente le performance. Inoltre, sempre nella tabella “I principali file system” è presente il campo “Ambito di utilizzo”: ogni file system, infatti, ha caratteristiche particolari che lo rendono più o meno adatto a svolgere un particolare compito. Infine, bisogna considerare che GNU/Linux da parte sua consente di usare un file system diverso per ogni partizione, in modo da impiegare quello più adatto a seconda del compito a cui è destinata quella specifica parte dell’hard disk. Ad esempio, possiamo avere una partizione /var/media con file system XFS per gestire contenuti multimediali, mentre il resto del disco lo possiamo lasciare in mano al solido e rassicurante Ext3. Per modificare il file system presente in una partizione possiamo far uso di un semplice ma completo tool grafico come GParted!; nel tutorial “Formattare una partizione”, quindi, scopriremo passo passo tutte le operazioni da compiere. Modificare il tipo di file system utilizzato da una partizione comporta sempre la cancellazione dei dati presenti al suo interno: prima di procedere con qualsiasi operazione di questo tipo, quindi, è sempre necessario effettuare almeno il backup di quelli che riteniamo più importanti in modo da poterli ripristinare subito dopo. Diverso è il caso in cui è necessario ridimensionare o spostare la partizione interessata ma senza modificarne il tipo di file system utilizzato. In quest'utlimo caso, infatti, è possibile variarne le dimensioni senza il rischio di perderli. Spesso, l'unico requisito richiesto, ma solo per le partizioni Windows, è deframmentare la partizione da ridimensionare per far sì che i dati, quindi i file, in essa contenuti vengano posizionati all'inizio, in modo tale da lasciare completamente libero (senza alcun dato) lo spazio vuoto.
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Tag: tuning, computer, prestazioni massime, componenti
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