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Tuning mania
Dopo un opportuno collaudo, il nostro PC è pronto per prendere il largo: facciamo andare al massimo hard disk e scheda grafica, quindi ottimizziamo i programmi
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Un collaudo e via, alla massima velocità!
Nella Cover Story, dunque, scopriremo come ottenere le massime prestazioni dal nostro hard disk, imparando tutti i segreti della compilazione del kernel e del software comune, per poi dare una bella e salutare sforbiciata ai servizi avviati durante il boot della macchina; proseguiremo andando ad intervenire sulla configurazione del server grafico XOrg per migliorare le prestazioni dell’accelerazione 3D e, per finire, completeremo il tuning del sistema scoprendo come precaricare alcuni dei programmi più utilizzati e aumenta le performance del web browser Firefox.
Come è ormai consuetudine da tempo, come distro di riferimento per la Cover Story Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon (e la controparte per gli amanti di KDE, Kubuntu), l’ultima release di questa diffusissima distribuzione per il desktop. Al termine dell’articolo, quindi, tutte le informazioni fondamentali per sfruttare al massimo le potenzialità del nostro PC con GNU/Linux saranno a nostra disposizione: a noi rimarrà la scelta degli ambiti di intervento più utili ed urgenti per la nostra macchina. Prima di far sfrecciare alla massima velocità il nostro bolide di silicio, però, è utile effettuare un indispensabile collaudo del PC, come spiegheremo nelle pagine che seguono.
Il check up del PC
Controlliamo il corretto funzionamento degli elementi di base della nostra macchina: verifichiamo hard disk, scheda grafica e carico sulla CPU e poi passiamo all'ottimizzazione

Abbiamo appena installato l’ultima release di Ubuntu sul nostro PC. Certo, il desktop è gradevole, il sistema funziona correttamente, ma... sembra tutto troppo lento! È davvero così? Quale sarà, poi, la causa di queste prestazioni mediocri, che hanno trasformato un’ipotetica macchina da corsa in un furgoncino da trasporto? Scopriamolo in questa prima parte.

Prove su strada
Il check up del nostro PC inizia con un controllo dettagliato della velocità di lettura del disco rigido, come è possibile leggere nel tutorial “Le performance dell’hard disk”, quindi passeremo a valutare le prestazioni della scheda video ed il carico sulla CPU del sistema. Per i confronti utilizzeremo come PC di riferimento un laptop Toshiba Satellite M70-150 con CPU Intel Pentium M 740 1,73 Ghz, hard disk SATA Hitachi da 80GB a 5400 RPM e scheda grafica Intel 915GM; si tratta di un portatile non certo di ultima generazione, ma ottimo per avere un’idea di quali possono essere le prestazioni medie di una macchina e quindi, di rimando, per riconoscere facilmente performance sottotono.
Hard disk SATA e PATA
Cosa si cela dietro queste sigle misteriose
No, non si tratta di uno scioglilingua ma delle sigle con le quali vengono identificate le interfacce per la connessione dei dischi rigidi. PATA sta per Parallel Advanced Technology Attachment e non è altro che un nuovo modo per chiamare la vecchia e collaudata interfaccia ATAPI, utilizzato essenzialmente per differenziarla dalla recente SATA. Quest’ultima sigla, che sta per Serial AT Attachment, indica, invece, il diretto successore dell’interfaccia PATA; tra le caratteristiche di rilievo della SATA spicca una maggiore velocità nel trasferimento dei dati (si arriva fino a 300 MB/s) rispetto all’interfaccia PATA e la possibilità di inserire o togliere dei dischi mentre il PC è in funzione (hotswap).
Le performance dell’hard disk
Qual è la velocità di lettura del nostro disco rigido? Ecco come scoprirlo
Il Tool  HDPARM

Apriamo una console. Il programma che ci servirà per controllare la velocità dell’hard disk è hdparm, installato default su Ubuntu. Ma per essere certi della sua presenza eseguiamo “sudo apt-get install hdparm”, premiamo Invio e inseriamo la password.
Device da testare

Individuiamo il file di dispositivo relativo all’hard disk. Quelli SATA hanno come device /dev/sda, mentre i PATA /dev/hda. Per sicurezza, comunque, eseguiamo “df | grep “/\$” | cut -c1-8”: come output otterremo il file di dispositivo dell’ hard disk.
Controllo velocità

Eseguiamo hdparm con “sudo hdparm -t /dev/sda” (ricordate di inserire il dispositivo relativo al vostro hard disk al poso di /dev/sda). Come risultato avremo la velocità in lettura del disco in MB/sec, in questo caso 35 MB/sec (il valore standard è fra 15 e 50 MB/sec).
Scheda grafica in analisi
Dopo il disco rigido, è il turno della scheda video. Ormai i driver installati di default dalle distribuzioni desktop forniscono, nel complesso, prestazioni di buon livello. Non sempre, però, le potenzialità delle schede vengono sfruttate a pieno per l’accelerazione 3D. Con il tutorial “Le prestazioni della scheda video”, andremo quindi a saggiare sul campo l’effettiva velocità del 3D: utilizzeremo per fare questo un metodo piuttosto empirico (glxgears non può considerarsi certo un vero e proprio benchmark ) ma, senza alcun dubbio, efficace. Nell’ultimo passaggio del tutorial, quindi, scopriremo come ottenere un resoconto dettagliato delle performance del server grafico: dato che nel corso della Cover Story andremo a modificare la sua configurazione, tale prospetto ci consentirà di toccare con mano i risultati ottenuti grazie alle modifiche apportate. Infatti, grazie a questi dati potremo verificare eventuali miglioramenti confrontandoli con quelli nuovi.
Il check up finale

• La CPU lavora troppo? Scopriamolo con “top”

Concludiamo questa sezione dedicata ai controlli preliminari con una verifica molto semplice, ma che è importante per stabilire il grado di “salute” del PC. Apriamo una console ed eseguiamo “top”. Immediatamente la schermata del terminale si popolerà di informazioni: a noi interessa conoscere il carico del sistema sulla CPU, che troviamo indicato lunga la terza linea di output (“Cpu(s)”). Per semplificare, usiamo come riferimento il quarto campo della riga, che indica la percentuale di CPU libera. Su di un sistema ben calibrato, con un desktop KDE/ Gnome in funzione e nessuna applicazione avida di risorse attiva (come un web browser o un lettore multimediale), il campo id dovrebbe avere come valore 95% o più; in caso contrario, può essere utile eliminare alcuni dei servizi e qualche programma lanciato all’avvio: scopriremo come fare nella sezione “Boot al fulmicotone” della Cover Story (i suggerimenti presenti in quella stessa sezione possono servire anche nel caso si tratti di PC equipaggiati con poca memoria RAM).
Le prestazioni della scheda video
Performance 3D e un’”istantanea” delle prestazioni complessive del server grafico
Check up 3D

Per valutare le prestazioni dell’accelerazione 3D useremo glxgears. Eseguiamolo in una console scrivendo semplicemente “glxgears”. Il valore che ci serve è il numero di frame per secondo (FPS) con cui gira questo semplice programma.
Frame per secondo

Sul PC di test gli FPS sono circa 850. Un valore 400-1000 è adeguato per un chipset grafico di basso livello (come l’Intel 915GM), 2000-5000 per una scheda di media potenza (NVidia GeForce4) e sopra i 10000 per le schede di fascia alta (NVidia GT6800).
Test del server x

Scattiamo un’ “istantanea” delle prestazioni attuali del server grafico: sarà utile per stabilire se le modifiche apportate in seguito alla configurazione avranno migliorato o meno le performance. Eseguiamo “x11perf -all > check1.txt” e aspettiamo che i test terminino.
I dischi in pole position

Le performance dell’hard disk, la gestione della memoria di swap, i file system da usare. Tutto quello che serve per sfruttare al meglio i nostri dischi rigidi
Un disco rigido dalle prestazioni mediocri può rallentare il funzionamento complessivo di una macchina. Spesso, però, l’origine di performance non esaltanti va ricercata in una cattiva calibratura del software, piuttosto che nei numeri nudi e crudi (RPM, MB/s e via dicendo) dell’hardware. In questa seconda sezione, dunque, scopriremo come dare una boccata d’ossigeno ai nostri dischi: andremo quindi a modificare alcuni parametri relativi al funzionamento dell’hard disk, individueremo le migliori strategie per la gestione dello spazio di swap e, infine, sceglieremo il file system più adatto alle nostre esigenze.
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Tag: tuning, computer, prestazioni massime, componenti
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