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Stefano “zack” Zacchiroli
Stefano “zack” Zacchiroli, incontrato già in passato in occasione della sua nomina a DPL, ci svela i segreti del recente rilascio di Debian GNU/Linux 6.0 Squeeze
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STEFANO “ZACK” ZACCHIROLI
Stefano “zack” Zacchiroli ha conseguito un dottorato di ricerca in informatica teorica presso l’Università di Bologna e lavora come ricercatore presso l’Università Paris Diderot a Parigi. In particolare, nel laboratorio IRILL, si occupa di innovazione e ricerca su temi legati al Software Libero. Sviluppatore Debian GNU/Linux dal 2001, all’interno del progetto è stato maintainer di decine di pacchetti relativi al linguaggio di programmazione OCaml, a VIM, a tecnologie XML e a programmi matematico-scientifici. Ha inoltre lavorato nel team di Quality Assurance ed è stato co-maintainer del Package Tracking System (PTS). È Debian Project Leader da aprile 2010.

Linux Magazine - Debian GNU/Linux è una distribuzione curata da una equipe di sviluppatori molto vasta. Come coordinate il lavoro di una comunità di developer così imponente senza utilizzare le metodologie tipiche di un’organizzazione di natura aziendale?

Stefano Zacchiroli - Non solo la comunità di sviluppatori è molto vasta (circa 1.000), ma è anche formata da volontari che si occupano sia della distribuzione sia dell’infrastruttura per svilupparla. È una caratteristica abbastanza rara tra le distribuzioni più popolari, della quale siamo orgogliosi. La coordinazione tra volontari avviene principalmente all’interno di team spontanei che si creano sulla base di interessi comuni dentro Debian GNU/Linux (ad esempio: Gnome, Python, il kernel Linux etc). Il meccanismo decisionale di base è ciò che chiamiamo “do-ocracy” (una “-crazia del fare”): le decisioni tecniche sono prese da chi esegue, in prima persona, il lavoro nel quale la decisione si situa. Per i (pochi) casi nei quali la do-ocracy non è sufficiente, abbiamo strumenti di risoluzione dei conflitti definiti nella nostra Costituzione, quali un Technical Committee ed un sistema di voto democratico per interpellare tutti i membri del progetto.

LM - La vostra distro ha una particolare attenzione verso la stabilità, considerata senza pari nel vasto universo GNU/Linux. Come viene gestita la fase di testing dei pacchetti?

SZ - L’attenzione alla qualità è una delle caratteristiche distintive di Debian GNU/Linux. Tale attenzione si manifesta in molti modi, a partire dalla Debian Policy, che stabilisce dettagliati criteri di qualità che i pacchetti devono soddisfare per essere parte di Debian GNU/Linux come, ad esempio, il rispetto di standard quali FHS e LSB, o comportamenti rigorosi nelle fasi di installazione/rimozione/upgrade. Tutti i pacchetti sono testati con tool automatici (ad esempio Lintian e Piuparts) per verificare il rispetto della policy. Usiamo poi i più recenti risultati di ricerca per garantire che tutti i pacchetti distribuiti abbiano dipendenze soddisfacibili e per identificare conflitti non dichiarati, ma necessari, tra pacchetti. L’intero archivio viene, inoltre, ricompilato periodicamente per garantire che gli utenti possano fare altrettanto, eventualmente apportando modifiche (a che servirebbe il Software Libero altrimenti?). Infine, abbiamo procedure di Quality Assurance per identificare pacchetti “abbandonati” dai loro maintainer.
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Tag: stefano zacchiroli, debian, project leader
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