Ti spieghiamo come fanno i pirati informatici a entrare nelle reti senza fili, anche la tua. Perché la migliore difesa è sempre l'attacco
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Le debolezze dei protocolli Wep e Wpa
Il protocollo WEP è
estremamente vulnerabile: non è necessario
procedere con un attacco a forza bruta ma è sufficiente
catturare un numero abbastanza grande di IV e, poi, effettuare
un'analisi statistica dei dati raccolti. Dato che nel normale traffico
di una rete vengono generati pochi IV, grazie ad una tecnica chiamata
Packet Injection è possibile generare un volume di traffico maggiore,
così da ridurre il tempo richiesto per raccogliere i IV necessari. Non
è possibile,
invece, adottare l'analisi statistica per attaccare una rete WPA. In
questo caso, quindi, bisogna impiegare un attacco
a forza bruta (brute force) catturando le informazioni sulla chiave
dall'handshake tra l'Access Point e un client: per non dover attendere
che un nuovo client si autentichi sull'Access Point, quindi, è
possibile far disconnettere un client già connesso e catturare così
l'handshake nel più breve tempo possibile. Ottenuto questo, è richiesto
l'utilizzo di una wordlist per effettuare l'attacco vero e proprio.
Perché il WEP è così debole?
Gli IV troppo "piccoli" consentono
attacchi rapidi Perché è così facile attaccare una rete WEP? La chiave
RC4 di questo protocollo è formata da 40 o 104 bit effettivi di
chiave e 24 bit di IV: in 24 bit disponibili, la possibilità che un
singolo IV venga ripetuto è piuttosto alta e non richiede che il
trasferimento
di una manciata di Mbyte di traffico nella rete da attaccare. È proprio
la presenza di ripetizioni negli IV (chiamate anche “collisioni”),
quindi, che consente di ridurre drasticamente i tempi richiesti per
l'analisi e la decifrazione della chiave.
Qualche termine tecnico
Quelli da conoscere assolutamente
Nome
Signnificato
Vettori di inizializzazione (IV)
Sono dei numeri casuali, sempre diversi, che vengono aggiunti alla chiave di cifratura per aumentarnela sicurezza.
Attacco a forza bruta
Tecnica di decifrazione delle password che analizza in sequenza tutte le possibili soluzioni finché non viene individuata quella corretta.
Attacco statistico
Attacco che utilizza l'analisi statistica dei dati raccolti per ricavare la chiave di cifratura.
Handshake
Lo scambio di pacchetti iniziale per mezzo dei quali Access Point e client negoziano la connessione.
Mac address
Codice che identifica, in modo univoco. Un dispositivo hardware, schede di rete Wi-Fi comprese.
BSSID
MAC Address dell'Access Point.
Le dritte per scegliere la rete bersaglio
La prima operazione
da compiere durante la fase di preparazione
di un attacco, è individuare il bersaglio più appetibile,
in poche parole quello più facile da portare al termine, ovvero la rete
più debole, con il livello di protezione più basso.
Inoltre, è consigliabile che la scheda Wi-Fi del proprio PC si trovi il
più vicino possibile alla rete bersaglio.Altro dato fondamentale è
conoscere il protocollo di sicurezza
utilizzato dalla rete vittima, in modo tale da pianificare un attacco
efficace con gli strumenti più idonei al tipo specifico
di protezione. Nel tutorial “Informazioni sulla rete da attaccare”,
faremo uso di un importante strumento incluso come predefinito in
BackTrack 3, chiamato Kismet. Grazie allo stesso otterremo un elenco
degli Access Point presenti nelle vicinanze della nostra macchina, sarà
poi possibile individuare la rete con il segnale più forte (quella più
vicina, quindi) e ricavare tutte le informazioni necessarie per
sferrare
l'attacco. Leggendo il tutorial si scopre che Kismet è in grado di
individuare anche le reti Wi-Fi con SSID nascosto:
ciò mostra come nascondere il SSID della propria rete sia, in realtà,
una tecnica di difesa inutile.
I vantaggi di Backtrack 3
Kismet non richiede alcuna configurazioneGià da questa primo “assaggio”
è possibile notare uno dei principali vantaggi di usare una distro specifica
per i test di sicurezza. Solitamente, infatti, Kismet necessita di una configurazione
iniziale per mettere la scheda di rete in modalità monitor e poter quindi funzionare
a dovere; con Backtrack
3, invece, il programma
è in grado di analizzare il traffico nelle reti senza alcun intervento dell'utente. Più semplice di così...
La modalità monitor
Così Kismet analizza tutto il traffico Wi-FiKismet
agisce in modo passivo, non inviando alcun pacchetto verso le reti.
Così non è possibile individuare
l'attività di analisi del programma: un notevole vantaggio nella fase
d'avvio di un attacco, che può quindi
avvenire senza lasciare alcuna traccia. Per ottenere ciò Kismet deve
mettere la scheda di rete dell'attaccante
in modalità monitor. Tale modalità permette di leggere tutto il
traffico che passa per la scheda, a differenza della modalità promiscua
che richiede di associare la scheda a un Access Point e che, quindi,
consente di raccogliere solo i dati in transito su questo.
Informazioni sulla rete da attaccare
Con Kismet individuiamo l'Access Point più vicino e otteniamo informazioni dettagliate
Avvio di Kismet
Per avviare Kismet andiamo sul menu K e
selezioniamo Backtrack/
Radio Network Aanalysis/80211/Aanalyser/Kismet. Nella nuova finestra,
la parte principale è occupata dall'elenco delle reti Wi-Fi (gli Access
Point) individuate. Le reti nascoste sono quelle Name
.
Ordina e seleziona
Ordiniamo le reti per potenza del segnale.
Premiamo il tasto 's', quindi 'Q'. La rete più in alto è quella con il
segnale più forte. Ora che le reti sono ordinate,
selezioniamone una con i tasti cursore Su e Giù: evidenziamo la prima
nell'elenco e premiamo Iinvio per selezionarla.
Le informazioni
Comparirà una lunga serie di dati sull'Access
Point selezionato.
Per spostarci nell'elenco usiamo i tasti cursore Su e giù. Le linee da
leggere sono SSID, BSSID, Cchannel e Eencrypt (il protocollo di
sicurezza utilizzato). Per uscire dall'elenco "q" e da Kismet "Q".
Attacco al WEP
La tecnica per scoprire la chiave di accesso a una rete wireless protetta mediante questo tipo di protocollo giudicato, a ragione, poco sicuro. Adesso scopriremo perchèLa linea Encrypt dell'Access Point individuato, indica che questo
utilizza l'algoritmo WEP? In questa sezione della Cover Story, quindi,
scopriremo come catturare i pacchetti in transito nella rete bersaglio
e come decifrare la relativa chiave di cifratura WEP. Per le operazioni
che seguono, sul PC da cui vengono sferrati gli attacchi, deve essere
presente
una scheda di rete Wi-Fi provvista di driver funzionante su Backtrack
3: per un elenco di schede compatibili puntiamo il web browser alla
pagina
http://backtrack.offensive-security.com/index.php?title=HCL:Wireless
Impostare la scheda di rete in monitor mode
La prima
operazione da compiere è mettere la scheda di rete del PC in monitor
mode per analizzare il traffico: Kismet fa ciò in automatico ma, se si
chiude il programma (scelta
raccomandata), è necessario procedere manualmente. Apriamo dunque un
terminale cliccando sulla seconda icona nel pannello del desktop,
partendo da sinistra. Comparirà una finestra di Konsole. Eeguiamo il
comando airmon-ng per individuare l'interfaccia usata dalla scheda di
rete Wi-Fi. L'output sarà simile al seguente:
Interface Chipset Driver
eth0 Centrino b/g ipw2200
Nel PC di prova, dunque, l'interfaccia è eth0. A questo punto,
eseguiamo una seconda volta airmon-ng, inserendo come parametro “stop”
seguito dall'interfaccia della scheda Wi-Fi, così da bloccare
l'interfaccia stessa:
airmon-ng stop eth0
Infine, lanciamo ancora airmon-ng, questa volta con l'opzione
“start” per abilitare la modalità monitor sulla scheda; a questo punto, bisogna ancora aggiungere un ulteriore parametro,
che è il canale utilizzato dall'Access Point bersaglio:
airmon-ng start eth0 11
L'output confermerà l'attivazione del monitor mode:
Interface Chipset Driver
eth0&nbs
Le dritte per scegliere la rete bersaglio
La prima operazione
da compiere durante la fase di preparazione
di un attacco, è individuare il bersaglio più appetibile,
in poche parole quello più facile da portare al termine, ovvero la rete
più debole, con il livello di protezione più basso.
Inoltre, è consigliabile che la scheda Wi-Fi del proprio PC si trovi il
più vicino possibile alla rete bersaglio.Altro dato fondamentale è
conoscere il protocollo di sicurezza
utilizzato dalla rete vittima, in modo tale da pianificare un attacco
efficace con gli strumenti più idonei al tipo specifico
di protezione. Nel tutorial “Informazioni sulla rete da attaccare”,
faremo uso di un importante strumento incluso come predefinito in
BackTrack 3, chiamato Kismet. Grazie allo stesso otterremo un elenco
degli Access Point presenti nelle vicinanze della nostra macchina, sarà
poi possibile individuare la rete con il segnale più forte (quella più
vicina, quindi) e ricavare tutte le informazioni necessarie per
sferrare
l'attacco. Leggendo il tutorial si scopre che Kismet è in grado di
individuare anche le reti Wi-Fi con SSID nascosto:
ciò mostra come nascondere il SSID della propria rete sia, in realtà,
una tecnica di difesa inutile.
I vantaggi di Backtrack 3
Kismet non richiede alcuna configurazione Già da questa primo “assaggio”
è possibile notare uno dei principali vantaggi di usare una distro specifica
per i test di sicurezza. Solitamente, infatti, Kismet necessita di una configurazione
iniziale per mettere la scheda di rete in modalità monitor e poter quindi funzionare
a dovere; con Backtrack
3, invece, il programma
è in grado di analizzare il traffico nelle reti senza alcun intervento dell'utente. Più semplice di così...
La modalità monitor
Così Kismet analizza tutto il traffico Wi-Fi Kismet
agisce in modo passivo, non inviando alcun pacchetto verso le reti.
Così non è possibile individuare
l'attività di analisi del programma: un notevole vantaggio nella fase
d'avvio di un attacco, che può quindi
avvenire senza lasciare alcuna traccia. Per ottenere ciò Kismet deve
mettere la scheda di rete dell'attaccante
in modalità monitor. Tale modalità permette di leggere tutto il
traffico che passa per la scheda, a differenza della modalità promiscua
che richiede di associare la scheda a un Access Point e che, quindi,
consente di raccogliere solo i dati in transito su questo.
Informazioni sulla rete da attaccare
Con Kismet individuiamo l'Access Point più vicino e otteniamo informazioni dettagliate
Avvio di Kismet
Per avviare Kismet andiamo sul menu K e
selezioniamo Backtrack/
Radio Network Aanalysis/80211/Aanalyser/Kismet. Nella nuova finestra,
la parte principale è occupata dall'elenco delle reti Wi-Fi (gli Access
Point) individuate. Le reti nascoste sono quelle Name.
Ordina e seleziona
Ordiniamo le reti per potenza del segnale.
Premiamo il tasto 's', quindi 'Q'. La rete più in alto è quella con il
segnale più forte. Ora che le reti sono ordinate,
selezioniamone una con i tasti cursore Su e Giù: evidenziamo la prima
nell'elenco e premiamo Iinvio per selezionarla.
Le informazioni
Comparirà una lunga serie di dati sull'Access
Point selezionato.
Per spostarci nell'elenco usiamo i tasti cursore Su e giù. Le linee da
leggere sono SSID, BSSID, Cchannel e Eencrypt (il protocollo di
sicurezza utilizzato). Per uscire dall'elenco "q" e da Kismet "Q".
Attacco al WEP
La tecnica per scoprire la chiave di accesso a una rete wireless protetta mediante questo tipo di protocollo giudicato, a ragione, poco sicuro. Adesso scopriremo perchè La linea Encrypt dell'Access Point individuato, indica che questo
utilizza l'algoritmo WEP? In questa sezione della Cover Story, quindi,
scopriremo come catturare i pacchetti in transito nella rete bersaglio
e come decifrare la relativa chiave di cifratura WEP. Per le operazioni
che seguono, sul PC da cui vengono sferrati gli attacchi, deve essere
presente
una scheda di rete Wi-Fi provvista di driver funzionante su Backtrack
3: per un elenco di schede compatibili puntiamo il web browser alla
pagina
http://backtrack.offensive-security.com/index.php?title=HCL:Wireless
Impostare la scheda di rete in monitor mode
La prima
operazione da compiere è mettere la scheda di rete del PC in monitor
mode per analizzare il traffico: Kismet fa ciò in automatico ma, se si
chiude il programma (scelta
raccomandata), è necessario procedere manualmente. Apriamo dunque un
terminale cliccando sulla seconda icona nel pannello del desktop,
partendo da sinistra. Comparirà una finestra di Konsole. Eeguiamo il
comando airmon-ng per individuare l'interfaccia usata dalla scheda di
rete Wi-Fi. L'output sarà simile al seguente:
Interface Chipset Driver
eth0 Centrino b/g ipw2200
Nel PC di prova, dunque, l'interfaccia è eth0. A questo punto,
eseguiamo una seconda volta airmon-ng, inserendo come parametro “stop”
seguito dall'interfaccia della scheda Wi-Fi, così da bloccare
l'interfaccia stessa:
airmon-ng stop eth0
Infine, lanciamo ancora airmon-ng, questa volta con l'opzione
“start” per abilitare la modalità monitor sulla scheda; a questo punto, bisogna ancora aggiungere un ulteriore parametro,
che è il canale utilizzato dall'Access Point bersaglio:
airmon-ng start eth0 11
L'output confermerà l'attivazione del monitor mode:
Interface Chipset Driver
eth0 Centrino b/g ipw2200 (monitor mode enabled)
A questo punto può avere iniziare l'attacco. Durante questa fase è
necessario raccogliere un numero sufficiente di pacchetti
IV in transito nella rete bersaglio, di solito tra 300.000 e 1.500.000.
Per fare questo basta seguire le semplici istruzioni fornite nel
tutorial “Catturiamo il traffico nella rete WEP.
Catturare il traffico di una rete WEP
Con airodump-ng salviamo su file i pacchetti IV che ci servono per craccare la rete
Il canale della rete
Eseguiamo il programma airodump-ng, contenuto
nella suite aircrack-ng. Per catturare i pacchetti IV bisogna
costruire, pezzo per pezzo, la giusta sequenza di opzioni e parametri.
Iniziamo scrivendo “airodump-ng -c “ seguito dal numero di channel
della rete bersaglio.
BSSID e IVS
Nella riga di comando
aggiungiamo
“--bssid ”, seguito dal BSSID dell'Access Point bersaglio. Così
cattureremo solo i dati in transito su questa rete. A noi servono i
pacchetti IV: inseriamo il parametro “--ivs”, in modo tale da catturare
solo gli IV e occupare così meno spazio su disco.
File e interfaccia
Indichiamo il file in cui salvare i pacchetti IV
catturati. Per farlo aggiungiamo “-w ”, seguito dal prefisso del file:
ad esempio con “-w wep” verrà creato il file wep-01.ivs. Infine,
aggiungiamo come ultimo parametro l'interfaccia di rete della nostra
scheda Wi-Fi, ad esempio eth0.
Due schede sono meglio di una
Una per ricevere, l'altra per
trasmettere Attenzione! Non tutte le schede Wi-Fi permettono di
utilizzare il monitor mode e, nello stesso tempo, trasmettere
(la possibilità di inviare dati è indispensabile per l'attacco ARP
request replay). In alcuni casi, quindi,
è necessario dotarsi di due schede Wi-Fi: una per catturare i
pacchetti, l'altra per trasmettere i dati necessaria
a sferrare l'attacco. Consentono invece questa duplice modalità di
utilizzo le schede dotate di chipset Prism 2, Prismgt, Ralink e
Atheros.