
Rootkit alla larga dal tuo computer
Ogni attacco informatico si
conclude, in genere, con la
cancellazione delle tracce che possono
rilevare la presenza dell'intruso
nel sistema e con l'installazione di un
rootkit. Ma di cosa si tratta esattamente?
Un rootkit, in particolare sui
sistemi GNU/Linux, non è altro che
una copia modificata ad-hoc di un
programma di gestione di uso comune.
Questo, al suo interno, oltre ai
normali strumenti di cui è dotato il
software o script originale, integra
funzionalità che garantiscono facili
accessi futuri alla macchina compromessa
e controllo completo del sistema
senza destare sospetti. Tutto
questo grazie al fatto che i rootkit si
sostituiscono ai normali programmi,
in particolare quelli di amministrazione.
Fatta questa premessa, anche
se è vero che i rootkit entrano in azione
quando il PC è ormai compromesso,
è ancora possibile fare qualcosa.
Infatti, pur se pressoché “invisibili,
anche questi particolari programmi
lasciano le tracce della loro presenza.
Fortunatamente, tali tracce sono
rilevabili con appositi software tra i
quali uno dei più potenti è chkrootkit
o Check Rootkit ( www.chkrootkit.org).
L'uso di questo programma è molto
semplice. Per avviarlo basta, infatti,
eseguire (da root) il comando chkrootkit.
Così facendo immediatamente verrà effettuata la scansione del
sistema per scovare eventuali rootkit.
Durante questa fase, ogni file analizzato
è seguito da frasi del tipo not
found, not infected, nothing detected,
nothing found, per confermare
che i file sono stati controllati e
non è stata rilevata la presenza di
rootkit. Come è possibile vedere analizzando
l'output di chkrootkit, questo
programma controlla i comandi
di sistema fondamentali, i file di configurazione
e altri aspetti fondamentali
per la sicurezza del computer.
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Scansione del sistema per rilevare la presenza di eventuali rootkit |