
Recuperare intere partizioni
Trucchi e consigli per usare subito GNU/Linux come un esperto, trovare soluzioni rapide ai problemi e sfruttare appieno le potenzialità del sistema
Spesso, a causa di un nostro
errore o di un problema al PC,
l’hard disk risulta tutto ad un tratto
inaccessibile. Il difetto più frequente
riguarda la perdita della tabella delle
partizioni contenuta nel settore di
avvio MBR (Master Boot Record)
del disco fisso. In genere, quando
questa zona dell’hard disk, che in
pratica contiene tutte le informazioni
su come è strutturato fisicamente il
supporto (numero, tipo e disposizione
delle partizioni), presenta dei
problemi, risulta impossibile avviare il
sistema e accedere ai dati contenuti
al suo interno. Per fortuna è
disponibile una potente utility,
TestDisk (www.cgsecurity.org/wiki/
TestDisk), specifica per risolvere
questo e altri tipi di problemi.
Ovviamente, se l’hard disk da
riparare è quello principale, cioè
dove è installato il sistema operativo
è necessario optare per una
distribuzione live contenente al suo
interno questa utility. Da questo
punto di vista una delle migliori è
SystemRescueCD (www.sysresccd.
org), in tutti gli altri casi TestDisk può
essere eseguito direttamente
all’interno della distribuzione in uso.
TestDisk è in grado di ripristinare
diversi tipi di partizioni, anche quelle
Windows (NTFS e FTA) e Mac OS
(HFS, HFS+) oltre, ovviamente, a
quelle native per GNU/Linux (Ext2,
Ext3, ReiserFS, Linux RAID e
Swap). La procedura per recuperare
un hard disk in panne è relativamente
semplice. Basta eseguire TestDisk
(possibilmente da root) e seguire i
singoli passaggi indicati dal programma.
Dopo una prima analisi, TestDisk
chiede di selezionare il disco su cui
operare e, inoltre, bisogna specificare
la tipologia di tabella delle
partizioni presente al suo interno.
Nulla di complicato, anche perché
nella maggior parte dei casi la scelta
è “Intel”, tipica dei PC; le altre sono
“Mac”, “Sun” e “Xbox”. In genere, le
partizioni sono individuate velocemente,
ma in casi estremi è possibile
optare per un’analisi approfondita
dell’intero disco alla ricerca di ogni
informazione necessaria alla ricostruzione
della struttura del supporto.
Terminata l’operazione non rimane
che scrivere la nuova tabella e
riavviare il sistema. A questo punto, il
disco dovrebbe essere nuovamente
funzionante.