
Fin qui, tra le altre cose, abbiamo anche capito che questo strumento non è perfetto e non assicura l’anonimato al 100%. Per questo motivo gli utilizzatori stessi del circuito sconsigliano vivamente comunicazioni non criptate in quanto il nodo di uscita ha la possibilità di leggere i dati originari. Ma il vero pericolo per il proprio anonimato è la mancanza di prudenza nell’utilizzo dei servizi Internet. Anche se si utilizza lo strumento più sicuro al mondo, l’anonimato è nullo se l’utente firma allegramente il suo pensiero pubblicamente con il suo nome e cognome. Ovviamente, bisogna sempre essere prudenti anche in aspetti meno banali. Fortunatamente TorK ci avvertirà con una serie di messaggi sulle possibili problematiche relative al nostro stato di anonimato. Il primo tra tutti è la rimozione dei plugin Java e Flash per i browser, in quanto essi potrebbero provare a eseguire connessioni dirette alla rete rendendo vano l’utilizzo di Privoxy e Tor. Un altro aspetto da non sottovalutare sono le richieste di tipo DNS, le quali permettono ad altre persone di scoprire cosa l’utente sta visitando in quel momento, anche se il traffico è veicolato nel circuito Tor, nel quale dovrebbe risultare anonimo. In quest’ultimo caso è necessario assicurarsi che il programma che accede alla rete utilizzi unicamente i Socks Server o servirsi del comando “tor-resolve” qualora fosse necessario conoscere un indirizzo IP di un hostname “proibito”. Seguendo questi semplici consigli sarà praticamente impossibile risalire alla nostra identità e potremo accedere a siti vietati ed esprimerci liberamente senza il rischio di ritorsioni.
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Informazioni sullo stato di collegamento o sui pericoli dell’anonimato |
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