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Parla il creatore di PCLinuxOS
Intervista esclusiva a Bill Reynolds, creatore della distribuzione derivata da Mandriva in testa alle classifiche delle distro preferite dagli utenti. Come è nata, perché e i motivi del suo successo dalla “voce” dell’autore
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po ci affidiamo ancora a KDE 3.5.9 e avremo cura di tenere aggiornati tutti i pacchetti che riguardano questo desktop e il suo concorrente Gnome. Per tutti coloro che amano Gnome, vorrei segnalare un’altra versione di PCLinuxOS, curata da Ken Dotson, basata proprio su questo ambiente desktop.
LM – Esistono versioni di PCLinuxOS per altre architetture? Quali sono i vostri piani per il futuro?
BR - Visto che siamo un team davvero molto piccolo, tutto ciò che possiamo fare è concentrarci unicamente sulla versione per sistemi a 32 bit, i586 e successivi. Anche se questa release lavora abbastanza bene sulle architetture a 64 bit. Ci mancano gli sviluppatori e le risorse per pensare di creare delle versioni di PCLinuxOS multipiattaforma. Ricordo comunque di una variante a 64 bit curata dai alcuni nostri utenti, ma attualmente il progetto non è molto attivo.
LM – Ma allora siete intenzionati a sfidare Ubuntu?
BR - Purtroppo non abbiamo i loro soldi, questo è sicuro. Però siamo una distribuzione “genuina” e non ci interessa combattere con le altre. Penso che tutte abbiano il loro posto nella comunità. Ubuntu, per esempio, ha fatto cose grandiose negli ultimi anni e ha semplificato di molto la vita agli utenti che volevano usare il loro computer senza troppa fatica. L’unica cosa certa è che l’universo GNU/Linux è bello proprio perché ognuno ha la possibilità di provare più distribuzioni e scegliere quella che lo soddisfa maggiormente.
LM – Qualcuno contribuisce allo sviluppo di PCLinuxOS?
BR - Tutto il supporto che abbiamo ricevuto fino ad oggi proviene direttamente dalla nostra comunità di utilizzatori sotto forma di donazioni, assistenza sui forum e aiuti per lo sviluppo. Abbiamo anche una partnership con Karli Robinson, di On-Disk.com (http://on-disk. com), che ci aiuta a vendere la nostra distribuzione a tutti coloro che ne fanno richiesta perché magari non dispongono di una connessione a Internet appropriata per poter scaricare le ISO e masterizzarle. Una parte dei profitti derivanti dalle vendite dei CD arriva direttamente a noi e ci aiuta a coprire alcuni costi legati allo sviluppo della distribuzione. Abbiamo anche ricevuto hosting gratuito da parte della societa ENKI (http://enkiconsulting.net). Le donazioni di denaro sono sempre ben accette ma devo dire che sono allo stesso modo apprezzati i contributi su MyPCLinuxOS, dove ognuno può scrivere articoli per la webzine di PCLinuxOS, fare traduzioni, aiutarci con i pacchetti e molto altro ancora. Insomma, tutto ciò che ci aiuta a crescere noi lo accettiamo volentieri.
LM – Come definiresti l’interesse degli utenti verso PCLinuxOS? Da quante persone è composta la comunità?
BR - Penso che la comunità sia uno dei maggiori punti di forza di PCLinuxOS. Ogni giorno gli utenti possono chiacchierare con me su IRC e sui forum insieme a tutti gli altri sviluppatori. Ascoltiamo molto i nostri utenti e facciamo sempre in modo di accontentarli, risolvendo la maggior parte delle loro richieste. In questo modo tutti contribuiscono al successo della distribuzione. Ad oggi il nostro forum conta circa 17.000 iscritti, con una media di 1.200 nuove registrazioni al mese. Secondo le nostre stime, lo scorso anno PCLinuxOS è stata scaricata ben 700.000 volte.
 LM – Ti aspetti profitti economici da PCLinuxOS?
BR - Al momento, eventuali profitti, servirebbero solo per finanziare i nostri sviluppatori, che si impegnano veramente tanto per il successo del progetto, e per comprare dell’hardware su cui eseguire i test.
LM – Che futuro ti aspetti per PCLinuxOS?
BR - È da quattro anni ormai che siamo presenti sulla scena delle distribuzioni GNU/Linux e vorremo restarci ancora per molto tempo. Diciamo che GNU/Linux ci diverte ancora un sacco e condividere le idee con tutti gli amici conosciuti all’inizio di questa avventu
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Tag: PCLinuxOS, Bill Reynolds, intervista
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