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PC stressato? Verifica il suo stato di salute con Monitorix
Scopri ed elimina eventuali “colli di bottiglia” che rallentano il tuo computer monitorando costantemente il carico di lavoro a cui sono sottoposti CPU, RAM e Hard Disk
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La configurazione di Selinux con Monitorix
Nelle ultime release di RedHat, CentOS e Fedora la configurazione di default fa uso della piattaforma SELinux per aumentare la sicurezza del sistema. Purtroppo, le operazioni effettuate dal monitoraggio rientrano tra quelle bloccate dalle politiche di default di questo componente. A questo punto, molti suggeriscono la disattivazione di SELinux, ma in realtà esistono diverse soluzioni per risolvere il problema creando un modulo di policy di sicurezza ad-hoc per Monitorix. Una soluzione semplice può essere quella seguente: fermiamo tutti i servizi non essenziali, in modo da non generare violazioni catturate da SELinux non dovute a Monitorix e svuotiamo il file “/var/log/audit/audit.log”. Avviamo Monitorix ed apriamo la pagina del browser con le statistiche. Se tutti i grafici si vedono correttamente, non abbiamo bisogno di effettuare ulteriori modifiche, altrimenti passiamo al punto successivo. Eseguiamo il seguente comando in una directory temporanea:
audit2allow -i /var/log/audit/audit.log -M
MonitorixPolicies
Grazie al comando precedente abbiamo generato una policy con le regole per accettare quello che era stato precedentemente negato. Infine, carichiamo la policy in SELinux utilizzando il comando seguente:
semodule -i MonitorixPolicies.pp
Fatto ciò, torniamo nuovamente al secondo passo per essere sicuri di avere catturato tutte le funzioni in precedenza negate dal sistema di sicurezza. Ovviamente, questa guida è utile anche qualora usassimo una distribuzione diversa, ma sempre con il sistema SELinux attivo.
C’è anche Stresslinux
Una distro per mettere sotto stress il PC
 All’indirizzo www.stresslinux.org è disponibile una vera e propria distribuzione GNU/Linux, chiamata appunto Stresslinux, avviabile direttamente da CD che permette di eseguire una serie di test atti a verificare le performance del sistema e il carico di lavoro che è in grado di sopportare. La distribuzione offre come predefiniti strumenti di analisi e monitoraggio come stress, cpuburn, hddtemp, lm_sensors e moltissimi altri.
Guardiamo dentro Monitorix. Ecco come è fatto
Per capire meglio i punti di forza e le debolezze di questo software è necessario spiegare come esso è strutturato. Monitorix è composto da due script Perl più una serie di file di configurazione preparati per le diverse distribuzioni. Tutto il sistema di monitoraggio può essere così riassunto:
  • monitorix.pl  - svolge tutte le funzioni di raccolta dati. Invoca to dallo script situato nella directory “/etc/init.d” provvede a creare i file rrd, la directory e il file HTML di presentazione nella Document Root di Apache. Inoltre, sempre lo stesso script Perl, configura il crontab dell’utente amministratore per essere seguito periodicamente in automatico. Infatti, nel momento in cui viene eseguito da cron, il programma effettua la raccolta dei dati;
  • monitorix.cgi : lo script CGI invocato da Apache si occupa di recuperare i dati archiviati, generare le immagini attraverso le funzioni di RRDtool e mostrarli all’utente.
I due script così organizzati dovrebbero portare ad una capacità di adattamento maggiore. In pratica, lo script principale di Monitorix ha il difetto di inglobare l’invocazione dei controlli unicamente in base alla voce relativa alla distribuzione nella configurazione. Questo approccio ha notevoli difetti, il più importante dei quali è la difficoltà di aggiungere il supporto ad una nuova distribuzione o mantenere aggiornati i controlli quando una distribuzione precedentemente supportata cambia qualcosa di rilevante per Monitorix. Inoltre, lo script non dispone di una gestione di agenti remoti, per cui è possibile monitorare unicamente la macchina corrente, mentre sistemi di monitoraggio concorrenti permettono di centralizzare i controlli di una intera LAN. Tuttavia, Monitorix è consigliato per monitoraggi semplici che non richiedono particolari esigenze.
Configurazione avanzata
Gli aspetti finora analizzati riguardano il funzionamento di base del sistema di monitoraggio, ma c’è molto di più. Intervenendo sulle impostazioni avanzate di Monitorix, oltre che personalizzare esteticamente i grafici, la parte più importante riguarda l’opportunità di stabilire quali risorse monitorare. Applicare semplici modifiche non è complicato, ma fare aggiunte non è una pratica alla portata di tutti. In sostanza, anche se è vero che non bisogna essere veri esperti, è comunque necessario conoscere in modo abbastanza approfondito il linguaggio di programmazione Perl, la cui sintassi deve essere rispettata anche nel file di configurazione di Monitorix. Se, ad esempio, volessimo monitorare il traffico gestito dal servizio “OpenVPN” (in pratica quello relativo alle reti private virtuali), potremmo “sacrificare”, nel senso di modificare, il grafico di un servizio non di nostro interesse e adattarlo al monitoraggio di quello nuovo. Ad esempio, per quanto riguarda Open- VPN, basterebbe applicare le seguenti modifiche:
our $PORT09=”4559”; -> our $PORT09=”1194”;
our $PORT09_NAME=”FAX”; -> our $PORT09_
NAME=”Openvpn”;
In effetti, è evidente che la personalizzazione di un grafico o la creazione di una direttiva a partire da una già esistente sono abbastanza semplici e alla portata di tutti, anche di chi è a digiuno di programmazione Perl. Al contrario, l’aggiunta di una nuova direttiva ex novo, implica la creazione di due nuove voci per la porta e l’impostazione dei limiti posti nelle direttive stesse:
our $PORT13_RIGID=”2”;
our $PORT13_LIMIT=”1000”;
Per la posizione del grafico sulla griglia e il limite superiore, infine, è necessario aggiungere quanto segue:
our %GRAPHS =(“CPU load” => “_cpu1”,
[Omissis]
“Port 13 traff ic” => “_port13”,
[Omissis]
Purtroppo fare aggiunte è molto complesso in quanto Monitorix è stato sviluppato senza tenere conto della possibilità di espansione che un sistema maggiormente modulare avrebbe potuto offrire. Questo aspetto comunque, non intacca la validità generale del software, che resta utilissimo per il monitoraggio dei singoli sistemi, sopratutto all’interno di una rete, in particolare se di grandi dimensioni, dove l’opportunità di poter tenere sotto controllo decine di computer attraverso una comune connessione di rete e un semplice browser web è importante per qualsiasi amministratore. Tutto questo al prezzo di una procedura di installazione tutto sommato semplice, almeno su alcune disribuzioni in particolare e con pochi strumenti di cui ogni sistema GNU/Linux, anche quelli desktop oriented, dispone.
Non solo hardware
Grazie a Monitorix possiamo controllare servizi, utenti e traffico di rete
Richiesta servizi

Al contrario di altri sistemi simili, Monitorix permette di monitorare il numero di richieste verso i servizi presenti sulla macchina utilizzando un calcolo incrementale. I blocchi a destra sono riservati ai servizi di maggiore interesse (di default HTTP e POP3).
Traffico di rete

Tra le altre cose è presente un diagramma che esprime la banda consumata per ogni porta monitorata. Le porte possono essere comunque cambiate nel file di configurazione. Qualora non siano presenti dati, il diagramma sarà colorato interamente di rosso.
Monitoraggio utenti

Tra le risorse da monitorate è presente anche il numero di utenti locali/SSH che hanno avuto accesso al PC e quelli relativi a connessioni Samba e Netatalk. Se non ritenete questo grafico utile, potete disabilitarlo, infatti, il più delle volte non viene usato.
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Tag: Monitorix, pc rallentato, Selinux
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