
PC stressato? Verifica il suo stato di salute con Monitorix
Scopri ed elimina eventuali “colli di bottiglia” che rallentano il tuo computer monitorando costantemente il carico di lavoro a cui sono sottoposti CPU, RAM e Hard Disk
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Installare Monitorix
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Monitorix durante il monitoraggio del sistema |
Prima di mostrare come si usa praticamente questa applicazione,
affronteremo la sua installazione. Anche se si tratta di un software
sviluppato da più di due anni (la prima release risale al 2005),
non è pacchettizzato per diverse distribuzioni. Fortunatamente,
l’autore fornisce sul sito web il pacchetto RPM per RedHat, Fedora
e CentOS e uno generico per tutte le altre (almeno in teoria). Se
siete tra i fortunati utilizzatori di una di queste distribuzioni, per
installare Monitorix, è sufficiente scaricare il pacchetto
monitorix-
1.1.1-1.noarch.rpm ed eseguire il comando seguente:
rpm -ihv monitorix-1.1.1.noarch.rpm
Terminata l’installazione il software è subito pronto per essere
configurato. I “guai” arrivano nel momento in cui si sceglie
di utilizzare l’archivio di installazione generico. Dopo aver decompresso
il file “monitorix-1.1.1.tar.gz”(tar -xzf monitorix-
1.1.1.tar.gz) in una directory temporanea, possiamo eseguire lo
script di installazione:
cd monitorix-1.1.1
./install.sh
Per prima cosa ci verrà chiesto di indicare la distribuzione in
uso scegliendola tra quelle disponibili. Al momento il sistema
è compatibile con Debian GNU/Linux, Slackware, Gentoo e un
enigmatico “Generic”. Nel secondo passo, invece, è necessario
confermare i percorsi di installazione dei vari componenti di
Monitorix, assicurandoci che siano quelli corretti prima di andare
a scrivere le modifiche su disco. È anche possibile effettuare
un’installazione totalmente manuale, nel caso in cui qualcosa
non dovesse funzionare. Tuttavia, la documentazione non indica
adeguatamente le operazioni da svolgere. Purtroppo, nei test da
noi effettuati lo script di installazione ha fallito il proprio compito
sia su Debian GNU/Linux sia su Slackware, ma l’errore è
imputabile in parte alla maggiore cura del progetto per le distro
basate su Red Hat.
Rrdtool su Redhat e Centos
Scaricare i pacchetti aggiornati da fonti sicure!
Se siete utenti CentOS o Red Hat, vi accorgerete di sicuro
dell’assenza dei pacchetti RRDtool necessari per crare le
strutture dati. Niente paura, basta aggiungere il repository
di Dag Wieers seguendo le istruzioni disponibili sul sito
http://dag.wieers.com/howto.
Diagrammi e risorse da monitorare
Prima di occuparci delle personalizzazioni avanzate dei diagrammi
e delle risorse da monitorare, modifichiamo le poche voci che
ci permettono di avere da subito un sistema di monitoraggio funzionante.
Apriamo il file “/etc/monitorix.conf” e assicuriamoci
di impostare correttamente le seguenti voci:
our $TITLE=”Linuxmagazine, IT”;
our $HOSTNAME=”testmachine.edmaster.it”;
our $OSTYPE=”Linux-RHFC”;
our $IDATE=”01 Jan 2008”;
our $EMAIL=”admin\@kbytesys.bogus”;
Le prime due righe permettono di impostare un titolo e l’hostname
della macchina che stiamo monitorando. La terza riga
specifica il tipo di sistema operativo (distribuzione) ed è possibile
scegliere una tra le seguenti opzioni:
- Linux-RHFC per distribuzioni basate su RedHat, tra cui
CentOS e Fedora;
- Linux-Debian per le distribuzioni Debian based;
- Linux-Gentoo per Gentoo;
- Linux-Slack per Slackware;
- Linux-Generic per le altre distribuzioni, anche se non
si garantiscono i risultati voluti.
Prima di modificare questo campo assicuriamoci di scrivere correttamente
la voce scelta, altrimenti il programma non funzionerà
come dovrebbe e, soprattutto, lo farà senza avvertirci dell’errore
di configurazione. Le ultime due righe del blocco di configurazione
mostrato in precedenza fanno riferimento rispettivamente alla
data relativa all’inizio della raccolta dati e all’indirizzo e-mail a
cui inviare i rapporti. A questo punto, salvato il file, è sufficiente
riavviare Monitorix utilizzando il comando /etc/init.d/monitorix
restart. Infine, per visualizzare le statistiche di monitoraggio
è necessario collegarci con il browser (ad esempio Konqueror o
Firefox) alla pagina “http://ipmacchina/monitorix/ ”.