
PC robusto? Un penetration test e lo scopri subito
Solo un’analisi accurata delle vulnerabilità può dirti se un computer e la LAN a cui appartiene sono adeguatamente protetti contro exploit e attacchi di altro tipo
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I Passi fondamentali
Solitamente un Penetration Test viene effettuato da società o professionisti
esterni alla rete, quindi personale estraneo alla configurazione
specifica e senza alcun tipo di informazione a riguardo. Per cui in alcuni
casi, è meglio eseguire il test personalmente, anche se non siamo
amministratori di rete professionisti. In effetti, l’unico dato necessario
per poter effettuare il check-up è, in genere, l’indirizzo IP della macchina
da testare (Target Host). Tre sono i passi fondamentali previsti
da un test d’intrusione:
- ricerca di eventuali vulnerabilità
- di sistema;
- uso delle vulnerabilità rilevate
- per cercare di forzare le difese;
- acceso alla rete interna e identificazione
- delle criticità riscontrate.
In pratica, i passi sono identici a quelli
compiuti da un eventuale aggressore. Prima di continuare, è bene precisare
che per effettuare questa tipologia di test su una macchina che
non è la nostra, bisogna sempre ottenere il consenso da parte del proprietario
o di chi lo gestisce, in modo da essere autorizzati a valutare la
sicurezza dell’infrastruttura ed essere salvaguardati in caso di compromissioni
di dati e sistemi. Per quanto riguarda i software utilizzati per
eseguire il test, sono disponibili diverse distribuzioni “ network oriented
“ focalizzate in particolar modo all’esecuzione di Penetration Test.
La più famosa è senza dubbio BackTrack (www.remote-exploit.org/
backtrack.html), basata su Slackware e contenente decine di tool per
effettuare auditing, fuzzing, exploiting, enumeration, ecc. In questo articolo
utilizzeremo la neonata Screamix (www.screamix-project.org),
una distribuzione sviluppata in Italia e basata su Ubuntu, che come la precedente contiene tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno. Sono
tutte e due di tipo live, quindi utilizzabili direttamente da CD/DVD,
senza necessità di installazione. Inoltre, hanno entrambe un’ottima
modularità e un buon riconoscimento hardware. Nulla ci vieta però di
installare sulla nostra distribuzione GNU/Linux i software di cui abbiamo
bisogno e che nel corso dell’articolo esamineremo in dettaglio.
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Il client Nessus in esecuzione |
Test in locale
Meglio evitare problemi legali
Per motivi pratici e relativi ai permessi, tutti gli esempi
riportati nel corso dell’articolo sono stati effettuati su
una rete interna, in pratica sullo stesso sistema, cioè in
locale. In questi casi si parla di localhost il cui indirizzo IP è
127.0.0.1. Ovviamente, per eseguire il test su altre macchine
di una rete è necessario indicare il relativo IP. Naturalmente
le cose si complicano effettuando tali operazioni
su reti esterne alla LAN, le quali, quasi sicuramente sono
protette da sistemi di firewalling, IDS e IPS.