
Obiettivo privacy
Cifrare i dati presenti sull'hard disk, garantire la riservatezza delle e-mail, navigare in Internet in completo anonimato... ecco cosa è possibile fare per evitare che i nostri dati finiscano in mani sbagliate !
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Vogliamo rendere i nostri dati più importanti
completamente inaccessibili agli estranei?
Possiamo memorizzare queste informazioni sensibili
su un disco rigido esterno, come ad esempio
un economico hard disk da collegare alla
porta USB ed utilizzare quindi un sistema di cifratura
per nasconderne il contenuto, così da
renderlo leggibile solo se in possesso di una determinata
“chiave di accesso”. In questa prima parte
scopriremo come fare.
Preparare il supporto
Colleghiamo l'hard disk esterno al PC e come
prima operazione riempiamolo di dati casuali:
ciò impedirà di individuare l'esatta quantità di
informazioni contenute nel dispositivo, rendendo
molto più difficile identificare la parola d'accesso
necessaria per mostrare in chiaro le informazioni
in esso contenute. Apriamo una console ed eseguiamo “sudo dd if=/dev/urandom
of=/dev/sdb” (attenzione, con questo comando
verrà cancellato l'intero contenuto del
disco!). Inseriamo la password del nostro utente
ed attendiamo pazientemente la fine della
scrittura: l'inserimento di dati casuali, infatti, richiede
molto tempo (circa 5 minuti per ogni Gbyte
da riempire). Nel comando precedente, sostituiamo
/dev/sdb con il file di dispositivo associato
al nostro hard disk esterno: nel caso non lo conoscessimo,
una volta connesso il disco USB
digitiamo in console “dmesg | tail” e cerchiamo
nell'output fornito una riga del tipo “sd 4:0:0:0:
[sdb] Attached SCSI disk”; “sdb” sarà dunque
il file di dispositivo del nostro hard disk. Arrivati
a questo punto, installiamo il programma che ci
servirà per le operazioni di cifratura mediante il
comando “sudo apt-get install cryptsetup”,
quindi carichiamo in memoria i moduli necessari
con “sudo modprobe aes”, “sudo modprobe
dm-crypt” e, infine, “sudo modprobe dm_mod”.
Fatto ciò, seguiamo le istruzioni contenute nel
tutorial “I dati sul disco li leggiamo solo noi!”.
I dati sul disco li leggiamo solo noi!
Prepariamo l'hard disk esterno affinché possa contenere i dati cifrati
Moduli all'avvio
Facciamo caricare i moduli per la
cifratura all'avvio della macchina.
Apriamo una console e scriviamo “sudo
nano -w /etc/modules”. All'interno dell'editor
aggiungiamo le righe “aes”, “dmcrypt”
e “dm_mod”. Salviamo il file e premiamo
Ctrl + O seguito da Invio. Infine,
usciamo dall'editor con Ctrl + X.
Preparare il disco

Inizializziamo la partizione cifrata.
Per semplicità, invece di utilizzare
una partizione faremo uso dell'intero
hard disk. In console scriviamo “sudo
cryptsetup luksFormat /dev/sdb” (invece
di /dev/sdb inseriamo il dispositivo del nostro
disco esterno rivelato da “dmesg |
tail”). Scriviamo “YES” e premiamo Invio.
Accesso in chiaro
Inseriamo la passphrase e premiamo
Invio e reinseriamo la
passphrase per conferma. A questo punto,
apriamo l'hard disk cifrato: “sudo
cryptsetup luksOpen /dev/sdb chiaro” e
digitiamo la passphrase. La parola “chiaro”
è il nome associato al dispositivo per
accedere al contenuto in chiaro.
Accesso al disco cifrato
Abbiamo creato il dispositivo removibile contenente tutti i nostri dati più segreti debitamente protetti. Ma come fare per montare e
smontare l'hard disk per utilizzarlo successivamente?
Per il mount dovremo
eseguire questi due comandi:
sudo cryptsetup luksOpen /dev
/sdb chiaro
sudo mount /dev/mapper/
chiaro /mnt/cripto
Per smontare il disco, invece, i comandi
da eseguire sono gli stessi indicati
nel terzo passaggio del tutorial “Usare
l'hard disk cifrato”: “sudo umount
/mnt/cripto” e, quindi, “sudo cryptsetup
luksClose chiaro”. E se volessimo
avere accesso all'hard disk cifrato
direttamente al boot, senza dover
eseguire alcun comando? Apriamo con
l'editor nano il file /etc/crypttab ed inseriamo
una riga simile alla seguente:
chiaro /dev/sdb none luks
Nei primi due parametri, come è facile
intuire, bisogna inserire il nome da assegnare
al dispositivo in chiaro (detto
anche “mapping”), e il file di dispositivo
(device) associato all'hard disk. A
questo punto, non rimane che aggiornare
il file /etc/fstab inserendo le informazioni
sul disco criptati. Eseguiamo
“sudo nano /etc/fstab” ed aggiungiamo
al file la riga seguente: