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Macchine virtuali: è l'ora del 3D
Grafica tridimensionale e giochi di ultima generazione anche sui sistemi virtualizzati. Non è più un sogno e, grazie a VirtualBox, possiamo farlo tutti. Ecco come
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i (che utilizzano quindi le librerie OpenGL o DirectX 8/9) era praticamente impossibile raggiungere un livello di utilizzo accettabile. Con questa nuova versione è invece stato introdotto un supporto (ancora in parte sperimentale) per virtualizzare anche l’hardware 3D. In pratica, una volta opportunamente installato e configurato (sia il guest che l’host) quando un programma farà richiesta, attraverso le librerie OpenGL o DirectX, di accedere alla grafica, VirtualBox farà in modo di usare direttamente le capacità di calcolo della scheda video con notevoli benefici in termini di velocità di esecuzione.
Dove vanno le macchine virtuali?
La directory dove vengono salvate
Ogni volta che viene creata una nuova macchina virtuale, tutti i file ad essa relativi, vengono conservati in una cartella specifica il cui nome è uguale a quello assegnato alla macchina virtuale durante la sua creazione. Tutte queste cartelle, a loro volta, si trovano all’interno della directory home nella cartella nascosta ./VirtualBox.
Attivare l’accelerazione 3D
Bisogna seguire un ordine specifico e disporre di un sistema virtuale installato e funzionante
Situazione attuale

Il supporto 3D è inizialmente disabilitato, ed è consigliabile non attivarlo prima di avere una macchina virtuale funzionante e aggiornata. Solo dopo è possibile procedere con i passaggi successivi. Lo stato attuale della scheda video virtualizzata è mostrato nella sezione “Schermo” nella finestra principale.
Test standard

Per verificare la differenza tra una configurazione standard e con il 3D attivo è necessario un test. Quello più semplice consiste nell’eseguire, dalla shell, il programma glxgears che, utilizzando le librerie OpenGL, mostra tre ingranaggi che girano e ne misura la velocità di aggiornamento in FPS (frame per secondo).
Con il  3D attivo

VirtualBox. Configurazione della scheda di rete

A fine test, prendiamo nota del numero di frame ottenuti in configurazione “normale”, spegniamo la macchina virtuale e attiviamo il 3D. Per farlo premiamo Ctrl+S dopo aver selezionato il sistema virtuale e spostiamoci su“Schermo”. Qui barriamo l’abilitazione dell’accelerazione 3D e assegnamo la RAM virtuale (64MB).
Le guest additions

 Al primo riavvio, con il 3D attivo, per sfruttarne le potenzialità è necessario installare le Guest Additions. Queste sono fondamentali per attivare il driver 3D dal lato guest. L’applicativo si trova in un CD virtuale accessibile dal menu (di VirtualBox) “Installa Guest Addition”. La stesso può essere attivato premendo Ctrl (destro) + D.
Comandi aggiuntivi

Nelle Guest Additions sono presenti diversi eseguibili; basta individuare quello per GNU/Linux (a 32bit o 64bit) ed eseguirlo come root: sudo
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Tag: 3D, macchine virtuali, virtual box, hard disk virtuale, virtualizzazione
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