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Macchine virtuali: è l'ora del 3D
Grafica tridimensionale e giochi di ultima generazione anche sui sistemi virtualizzati. Non è più un sogno e, grazie a VirtualBox, possiamo farlo tutti. Ecco come
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funziona su tutte le distro
Spesso la scheda di rete virtuale impostata di default non si comporta correttamente con alcune distribuzioni GNU/Linux. Infatti, durante i test condotti, utilizzando come sistemi guest sia Fedora che Ubuntu, il sistema diventava molto lento e addirittura arrivava a bloccarsi durante l’accesso alla LAN. E’ stato sufficiente cambiare la scheda di rete di default scegliendo la Intel PRO/1000 MT Desktop per rendere stabile l’applicativo.

VirtualBox. Configurazione della scheda di rete

Installare VirtualBox
Con i pacchetti precompilati bastano solo tre passi fino al primo avvio
Download

Dopo aver individuato il pacchetto per la propria distro, bisogna scegliere se utilizzare la versione a 32bit o quella a 64bit a seconda del nostro PC. Al termine del download controlliamo l’integrità del pacchetto verificando l’output del comando md5sum nome_del_pacchetto con l’equivalente elencato nella pagina http://download.virtualbox.org/ virtualbox/3.0.2/MD5SUMS.

Installazione

Scaricato il pacchetto, facciamo clic con il tasto destro del mouse e selezioniamo l’opzione di installazione. Sei il sistema host è OpenSUSE, questa si chiama “Apri con Installazione del software”, mentre per Ubuntu è “Apri con GDEbi – Installatore di pacchetti”. In genere basta un doppio clic per richiamare il gestore di pacchetti predefinito.
Esecuzione

Il package manager installa tutte le dipendenze necessarie e dopo pochi istanti il programma sarà pronto all’uso. Per avviarlo basterà individuare l’icona di “VirtualBox” che è stata aggiunta al menu delle applicazioni: su OpenSUSE questa si trova nel menu “Applicazione/Sistema/Virtual Machine”, su Ubuntu invece è sotto “Applicazioni/Strumenti di sistema”.
Come funziona il sistema virtualizzato
Quando si avvia VirtualBox va creata una macchina virtuale alla quale vanno assegnate determinate risorse. Queste comprendono logicamente tutte le periferiche che solitamente si trovano su un normale computer, come il processore, la memoria RAM, i dischi fissi e i CD/DVD ROM, le porte USB, quelle seriali e quelle parallele, il sistema audio e la scheda di rete. L’utente può intervenire su ogni aspetto, decidendo quindi quante risorse concedere al PC virtuale; ovviamente queste non possono superare quelle fisiche e,anzi, in alcuni casi, come ad esempio la memoria RAM, non si dovrebbe mai assegnare più della metà di quella disponibile. Inoltre, far funzionare più macchine virtuali contemporaneamente richiede una più attenta calibrazione dell’allocazione di risorse, per evitare blocchi del sistema. La macchina virtuale viene quindi “confezionata” su misura durante la prima fase di creazione per poi poter eseguire al suo interno il sistema operativo. I singoli parametri possono comunque essere cambiati anche nel tempo, quindi se ad esempio si aggiunge più RAM fisica al proprio computer la si può anche aggiungere a quello virtuale. Infatti, attraverso l’interfaccia principale
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Tag: 3D, macchine virtuali, virtual box, hard disk virtuale, virtualizzazione
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