
Luca Ferroni, Italian Linux Society
In occasione del Linux Day 2010, che si tenutosi in tutta Italia giorno 23 ottobre, abbiamo fatto alcune domande ad uno dei fondatori dell'associazione che ha dato vita a questo evento
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LUCA FERRONI
Luca Ferroni è membro dell'Italian Linux Society (ILS), consigliere dell'Associazione per il Software Libero, fondatore nel 2003 del PDP Free Software User Group a Fabriano, sviluppatore e programmatore, nonché curatore del Vademecum per il Software Libero e del Dossier Scuola, il quale raccoglie gli esempi più emblematici di adozione di Software Libero in ambito formativo. Ecco cosa ci ha detto a proposito di Software Libero in Italia, Linux Day e dei programmi di ILS..
Linux Magazine – Software Libero non significa solo GNU/Linux, c'è tanto altro ancora. Per fare chiarezza, poiché la definizione si presta a multiformi interpretazioni, cosa intendete per Software Libero e perché ritenete che esso vada preferito alle sue alternative non libere?
Luca Ferroni - Purtroppo il significato di Software Libero spesso viene frainteso, ciò deriva innanzitutto dal fatto che in inglese il Software Libero si chiami “Free Software”.La parola "free" significa sia libero sia gratuito. Richard Stallman specifica che il termine "free" debba essere inteso come "conoscenza libera" e non "birra gratis". Un altro problema è che la parola "libero" sia istintivamente associata a qualcosa di anarchico, senza regole, e faccia quindi paura. Per capire il Software Libero bisogna solo partire dalla premessa che ogni programma, libero o non libero, è distribuito con una licenza d'uso che l'utente accetta al momento dell'installazione. Ciò premesso la definizione risulta molto chiara: è Software Libero qualunque programma distribuito con una licenza d'uso che ne consenta l'utilizzo per qualunque scopo, la possibilità di studiarlo, modificarlo e distribuirlo nonché di mettere in circolazione eventuali modifiche ad esso apportate. Il Software Libero dovrebbe quindi essere preferito per molti motivi, fra questi, ad esempio: pur non essendo un requisito di libertà, per l'utente finale il Software Libero è sempre gratuito; la copia non solo è concessa ma addirittura incoraggiata; si può ottenere supporto in molti modi differenti, condizione che incrementa la concorrenza, abbassa i prezzi e migliora i servizi, favorendo l'economia del territorio.
LM - Il Software Libero in Italia è noto anche per la meritoria azione svolta dall'ILS, che attraverso le sue iniziative è riuscita a radicare una maggiore consapevolezza informatica fra i nostri connazionali. Può descriverci l'associazione e i fini che si prefigge?
LF - ILS è un'associazione senza fini di lucro che dal 1994 promuove e sostiene iniziative e progetti in favore della diffusione di GNU/Linux e del Software Libero in Italia, con lo scopo di far crescere la cultura informatica nel nostro paese. Ci rivolgiamo a chiunque adoperi il computer. Ancora oggi, purtroppo, è diffusa una certa ignoranza informatica: i programmi gestiscono i nostri dati e, se non abbiamo idea di cosa stiamo adoperando, rischiamo di perderli o di rimanere vincolati a specifiche applicazioni (e magari pagarne gli aggiornamenti). Se l'azienda produttrice fallisse? Se non volesse più assisterci? E inoltre, cosa può fare un programma a nostra insaputa? Nessun utente di computer dovrebbe ignorare queste criticità. In secondo luogo, ci rivolgiamo a programmatori e tecnici: ci divertiamo a studiare, sperimentare, esplorare. Per questo è importante far capire che il software deve essere libero, così come devono esserlo le idee e gli algoritmi alla base del suo funzionamento. Credo sia corretto dividere il merito che lei ci attribuisce anche con altre associazioni: fra tutte Assoli (http://softwarelibero.it) che affronta il tema da un punto di vista più ideologico e politico.