
La parola al papà di Ubuntu
In occasione del rilascio della nuova versione della distribuzione abbiamo intervistato l’eclettico miliardario sudafricano Mark Shuttleworth, fondatore della società Canonical che si occupa del suo sviluppo
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MARK SHUTTLEWORTH
Dopo alcuni mesi di trepidante attesa è stata finalmente
rilasciata Ubuntu 8.04 Hardy Heron (www.ubuntu.com),
ancora una volta ricca di novità e sempre all’avanguardia,
tanto da essere stata annunciata, dagli stessi svilupapori
come “la migliore Ubuntu di sempre”. Allora, per scoprire se
è effettivamente così, abbiamo deciso di chiederlo direttamente al
suo “papà”, Mark Shuttleworth, l’eclettico miliardario sudafricano
fondatore di Canonical Ltd, la società che si occupa dello sviluppo
e della promozione della distribuzione. Ecco cosa ci ha detto
Shuttleworth, che ha al suo attivo anche un viaggio nello spazio,
a proposito della sua nuova creatura, di GNU/Linux e dell’Open
Source in generale.
Linux Magazine - Ciao Mark, grazie per aver accettato la
nostra intervista. Tanto per rompere il ghiaccio e farti
conoscere ai nostri lettori, ci dici cosa ti piace fare nel
tempo libero e quali sono i tuoi hobby?
Mark Shuttleworth - Pratico snowboarding e amo visitare luoghi
tropicali. Ultimamente mi sono riscoperto geek, con la passione
per la lettura, i video giochi e propenso al relax con gli amici.
LM - Sei il fondatore di Canonical Ltd (www.canonical.
com), la società che finanzia lo sviluppo di Ubuntu.
Perché hai deciso di investire in quest’azienda? In quali
campi opera? Quali sono le sue fonti di guadagno e come
riesce a sostenersi economicamente?
MS - Crediamo che GNU/Linux sia cresciuto al punto che un’azienda
che decide di basare su di esso il suo business possa sostenersi
economicamente unicamente vendendo servizi, piuttosto che
costosissime licenze. In altre parole, crediamo che il supporto, la
formazione, la consulenza specializzata e servizi online possono
generare un volume d’affari tale da ripagare senza problemi le spese
alla base dello sviluppo di Ubuntu e della crescita di Canonical.
Ciò significa che vogliamo letteralmente rivoluzionare il business
che ruota attorno all’industria del software, e in generale quella dei
sistemi operativi. Naturalmente occorre un po’ di tempo prima di
vedere i risultati di questa strategia.
LM - Parliamo di Ubuntu 8.04. Hai dichiarato che “Hardy
Heron è la migliore release di sempre”. Perché?
MS – Per prima cosa perché si tratta di una versione LTS (“Long Term
Support”) e, nonostante stiamo parlando di un sistema operativo di
classe enterprise, siamo riusciti a rispettare la scadenza del rilascio per
il 24 Aprile, il giorno stabilito mesi prima: una vera e propria prova di
forza che ha dimostrato la nostra perfetta organizzazione, grazie anche
all’aiuto degli sviluppatori Debian GNU/Linux. Questo aspetto, a prima
vista, può sembrare marginale, ma fino ad oggi mai nessun sistema
operativo degno di questo nome è stato rilasciato con una tale puntualità.
Poi ci sono le tante novità introdotte: il lavoro svolto con HP
per rendere Ubuntu compatibile con i sistemi della gamma Proliant,
con Dell per i suoi PowerEdge e poi Sun Microsystems ha appena
certificato Ubuntu 8.04 LTS su tutta la sua gamma di server basati su
architettura x86. Ultimamente Ubuntu pare sia diventata una distribuzione
di punta anche sul mercato server e dunque ci siamo mossi
per “certificarla”. Per i nostri utenti, poi, abbiamo svolto molto lavoro anche per offrire soluzioni complete di virtualizzazione grazie a KVM
e VMware. Per quanto riguarda il desktop, abbiamo focalizzato l’attenzione
nel rendere il processo di installazione di Ubuntu quanto più
semplice possibile, in modo particolare sulle macchine che già utilizzano
Windows. In quest’ultimo caso è ora possibile installare Ubuntu
all’interno di un singolo file nella partizione di Windows senza doverne
ridimensionare nessuna o crearne di nuove. Tutto ciò permetterà a più
persone di provare Ubuntu e la sua dotazione software.
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