
Jurassic computing
I computer che hanno fatto la storia dell'informatica: dalle valvole termoioniche ai PC. A voi il mitico ENIAC
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L'ENIAC venne progettato presso la
Moore School of Electrical Engineering dell'Università di Pennsylvania (su commissione del Goverso USA a sua volta motivato dalla richiesta dall'esercito che doveva servirsene per calcoli balistici.) da
J. Presper Eckert e
John Mauchly e presentato ufficialmente il 16 Febbraio del 1946. Il team di sviluppo includeva
Bob Shaw (tabelle funzionali),
Chuan Chu (divisione/radice quadrata),
Kite Sharpless (programmatore principale), Arthur Burks (moltiplicatore),
Harry Huskey (lettore/stampante) e
Jack Davis (accumulatori). Alla presentazione ufficiale, L'ENIAC fu in grado di moltiplicare, in meno di un secondo, il numero 97.367 per sé stesso 5.000 volte. Una curiosità: dopo alcune vicissitudini legati all'utilizzo dell'ENIAC, più volte smantellato e poi riassemblato altrove, nel 1948 il brevetto depositato dai suoi creatori decadde ad opera del giudice federale Earl Larson, del distretto degli Stati Uniti nel Minnesota, il quale stabilì che l'ENIAC derivava dal computer che
John Vincent Atanasoff e
Clifford E. Berry costruirono nel 1939, chiamato
Atanasoff Berry Computer e noto con l'acronimo
ABC.
L'hardware dell'ENIAC
Come tutti i calcolatori costruiti in quel periodo, anche l'ENIAC occupava una stanza di grandi dimensioni, nello specifico
9 x 30 m, la cui superficie complessiva si estendeva su ben
180 metri quadrati. Notevole anche il peso, di circa
30 tonnellate. Era costituito da 42 pannelli sistemati su tre pareti della stanza. Ogni pannello era alto circa 3,2 m, largo 75 cm e spesso 32 cm. In alto, sui pannelli, erano stati sistemati i condotti dell'aria per il raffreddamento. Altri 5 pannelli portatili, invece, potevano essere spostati da un posto all'altro. L'ENIAC era composto da
18.000 valvole termoioniche, collegate da
500.000 contatti saldati manualmente,
1.500 relé e generava un calore di circa 200 Kilowatt. Fu quest'ultimo aspetto a creare grossi problemi affidabilità, in quanto il calore sviluppato faceva bruciare le valvole con la frequenza di una ogni 2 minuti. Il momento più critico si raggiungeva durante la fase di accensione e spegnimento della macchina, quando lo stress termico era più alto. Per questo motivo venne deciso di lasciarlo sempre acceso. Questo accorgimento, unito all'adozione di valvole più affidabili a partire dal 1948, fece ridurre la frequenza di rotture abbassandola ad una media di una ogni due giorni, con un periodo massimo di 116 ore ininterrotte di funzionamento raggiunte nel 1954. È stato calcolato che durante tutta l'attività dell'ENIAC fu richiesta la sostituzione di ben 19.000 valvole. Nonostante queste limitazioni, bisogna dare atto a J. Mauchly e J. Eckert di essere riusciti a costruire il primo calcolatore con soli circuiti elettronici non in movimento. Gli unici elementi meccanici dell'ENIAC erano esterni al calcolatore. Questi erano un lettore di schede per l'input della
International Business Machines Corporation (
IBM), un punzone di scheda sempre dell'IBM per l'output, e i 1.500 relé. L'ENIAC, pur essendo un calcolatore digitale, utilizzava il sistema numerico decimale, mentre com'è noto, i computer moderni utilizzano quello binario. La sua memoria poteva contenere solo 20 numeri di 10 cifre, era di tipo flip-flop e l'input avveniva tramite l'utilizzo di schede di carta perforate. La programmazione, invece,
avveniva tramite l'uso di cavi elettrici di collegamento applicati ai pannelli, che
dovevano essere ogni volta scollegati e ricollegati a seconda del compito che l'ENIAC era tenuto a svolgere. In pratica, ogni configurazione consentiva al computer di risolvere un problema diverso. I limiti più evidenti dell'ENIAC, oltre al calore prodotto, erano i tempi di programmazione molto lunghi, l'affidabilità e la ridotta quantità di memoria.