
Jurassic computing
I computer che hanno fatto la storia dell'informatica: dalle valvole termoioniche ai PC. A voi il mitico ENIAC
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Fig. 1 - Il Commodore 64. Oggetto del desiderio di molti appassionati di retrocomputing |
Il primo computer elettronico
Con il termine retrocomputing si fa principalmente riferimento al lavoro di recupero operato da parte di appassionati e collezionisti, i quali, spesso con pochi mezzi a disposizione, si dedicano perlopiù a collezionare macchine in commercio durante gli anni '80, tipicamente Personal Computer. Spetta ai musei dedicati alla tecnologia, alle fondazioni e alle associazioni di una certa levatura, invece, recuperare i grandi calcolatori che hanno fatto la storia dell'informatica. In alcuni casi, addirittura, l'opera di recupero e restauro non è neppure possibile, magari perché le macchine, per qualche motivo, sono andate distrutte. Per fortuna, nella maggior parte dei casi, esistono documenti e immagini che testimoniano la nascita e l'evoluzione di queste macchine ormai leggendarie. E dunque: qual è stato il primo vero computer della storia? Da quando
Wilhelm Schickard costruì la sua prima macchina calcolatrice (ovviamente meccanica) nel 1623, bisogna attendere il 1946 per arrivare al primo calcolatore elettronico della storia, il mitico
ENIAC (
Electronic Numerical Integrator And Computer), anche se secondo alcuni il primo vero computer fu lo
Z3. Quest'ultimo in alcuni ambiti è stato considerato il primo calcolatore totalmente programmabile e completamente automatico, ma in genere gli esperti sostengono che il primato spetti all'ENIAC. Lo Z3, creato da
Konrad Zuse nel 1941, venne distrutto da un bombardamento alleato nel 1944, ma negli anni 60' la società Konrad Zuse ne creò una copia perfetta oggi conservata al Deutsches Museum e ancora perfettamente funzionante.
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Fig. 2 - L'imponente ENIAC: primo calcolatore elettronico della storia |