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Il creatore di Sabayon Linux
Faccia a faccia con il fondatore della distro Made in Italy più “cool” del momento. Le novità dell'attuale release 5.1 e qualche indiscrezione sull'attesa 5.2
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LM - Preferisci Gnome o KDE come ambiente desktop? Quale utilizza Sabayon 5.1 e perché?

FE - Sabayon esce con due versioni distinte, una per Gnome e l'altra per KDE. Io non ho preferenze particolari, non uso il “desktop”, ma le singole applicazioni a seconda delle esigenze. Ho usato Gnome per due anni ed ora sto tornando a KDE, posso ritenermi quindi “super partes”.

LM - Cosa offre Sabayon 5.1 sotto il punto di vista degli effetti desktop e del 3D?

FE - Offriamo Compiz/Compiz Fusion con numerosi plugin pre-configurati. Nella versione Gnome è abilitato di default, mentre nella release con KDE c'è l'ottimo Kwin. In più, offriamo un supporto ai driver proprietari che altre distribuzioni non hanno, vuoi per filosofia, vuoi per la vecchia questione della “gray” area, facilmente risolvibile dal lato tecnico fra l'altro. Sabayon è gli utenti, e gli utenti vogliono cose che semplicemente funzionano.

LM - Come viene effettuata la gestione dei pacchetti su Sabayon 5.2?

FE - Tramite Entropy! O meglio, tramite un'interfaccia grafica (Sulfur) o testuale (Equo), completamente compatibili con il gestore dei pacchetti (sorgenti) derivato da Gentoo, Portage.

LM - Pensi che Sabayon 5.1 così com'è possa già funzionare anche sui netbook o hai in programma una versione ottimizzata per questi dispositivi?

FE - Le ultime versioni di Sabayon si sono snellite molto e funzionano già alla grande sui netbook. Provare per credere!

LM - Quale pensi sia la sfida più grande che Sabayon si troverà ad affrontare nei prossimi anni?

FE - Il cambio di metafora in ambiente desktop! Dobbiamo davvero lasciarci il concetto di “file” e “cartelle” alle spalle, per questo sono fiero di lavorare in una azienda di così “rischiosa frontiera” come Itsme. Invece, da lato prettamente Sabayon, direi che il “package manager” in una distro qualsiasi rappresenta il fulcro fondamentale della maggior parte delle operazioni effettuate sul sistema. Credo però che, per come è implementato ora, sia più una “design flaw”. L'idea sarebbe quella di rendere i package manager talmente trasparenti agli utenti da poter essere utilizzati senza nemmeno conoscerli. In altre parole, riscrivere la metafora dei package manager.

LM - Secondo il tuo punto di vista, GNU/Linux è veramente pronto per gli utenti desktop? In che modo è possibile migliorare la situazione attuale?

FE - GNU/Linux oramai rappresenta più una commodity che altro. Guardiamoci intorno, è ovunque, ma non nella rappresentazione che vorremmo fosse. Che cambia però? Le persone mortali non conoscono il concetto di “sistema operativo”, vogliono solo scrivere all'amico su Facebook o mandare i messaggini su Twitter. Dobbiamo andare anche noi in questa direzione, il mondo è cambiato, dobbiamo cambiare.
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Tag: sabayon, linux, gnu, kernel, distribuzioni
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