
Il creatore di Sabayon Linux
Faccia a faccia con il fondatore della distro Made in Italy più “cool” del momento. Le novità dell'attuale release 5.1 e qualche indiscrezione sull'attesa 5.2
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LM - Attualmente, quindi, il tuo compito è quello di dirigere lo sviluppo della distribuzione Sabayon, una bella promessa nel panorama delle distribuzioni GNU/Linux. Ci vuoi spiegare qual è la sua filosofia e quando è nata?
FE - Sabayon (RR4), è nata nell'anno 2003 sui forum di Gentoo, con lo scopo di fornire una distribuzione GNU/Linux live che raccogliesse tutte le tecnologie emergenti del momento, Reiser4, HAL & Dbus (progetto Utopia), i “kernel” di Con Kolivas, fino ad arrivare a Compiz. Sostanzialmente, possiamo suddividere la vision di Sabayon in quattro “pilastri fondamentali”: out of the box, il computer al servizio dell'utente; stare nel mezzo, molto spesso gli sviluppatori maturano pensieri troppo distanti da quelli dei propri utenti, portando il proprio progetto all'estinzione; community-driven, ogni nuova tecnologia introdotta in Sabayon e frutto dell'approvazione della nostra community, che decide quindi il destino dello stesso progetto; eleganza, non c'è buon prodotto senza un buon design, sia grafico che, per noi hard-core developer, architetturale.
LM - Perché hai utilizzato Gentoo come base?
FE - Perché è una meta-distribuzione. È fatta apposta per essere “forkata”. È come un bel piatto d'insalata, a noi resta la scelta del condimento.
LM - Per qualche tempo il progetto Gentoo non è stato molto attivo, tant'è che in molti hanno temuto il peggio (la chiusura). Puoi darci qualche dettaglio in più?
FE - Il progetto Gentoo ha una caratteristica particolare. La direzione è spesso lasciata ai singoli sotto-progetti, anche se esiste un consiglio che, nel caso di mancato accordo fra essi, ha il diritto di veto. Questo può essere un bene e un male allo stesso tempo, e a volte causare facili incomprensioni (anche a livello di stampa). C'è aria nuova in Gentoo, questo fa ben sperare, sta avvenendo un cambio generazionale e di mentalità mai visto prima: per questo ho deciso di farne parte.