Vogliamo sapere se uno scanner è compatibile? Non riusciamo ad abilitare gli effetti 3D sulla nostra nuova scheda grafica? Niente paura, c’è Linux Magazine!
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I PRINCIPALI FILE DI DISPOSITIVO
Ecco come GNU/Linux identifica l’hardware che compone il PC
DISPOSITIVO
FILE
NOTE
Primo hard disk EIDE
/dev/hda
I successivi dischi o lettori CD/DVD saranno /dev/hdb,/dev/hdc e così via
Primo hard disk SATA
/dev/sda
I successivi dischi o lettori CD/DVD saranno /dev/sdb,/dev/sdc e così via
Lettore/Masterizzatore CD/DVD
/dev/dvd, /dev/cdrom
È un link simbolico al file di dispositivo effettivo, come /dev/hdc
Floppy disk
dev/fd0
/dev/floppy
Modem analogico
/dev/ttyS0
/dev/ttyS0 equivale a com1 su Windows
Webcam e videocamere
/dev/video0
-
Bluetooth
/dev/rfcomm0
-
Porta IrDA (infrarossi)
/dev/ircomm0
-
Stampante USB
/dev/usb/lp0
-
Scanner USB
/dev/usb/lp0
-
Il file di dispositivo corretto
Ecco come viene identificato un dispositivo hardware. In questo caso un hard disk USB
Dalla shell
Apriamo una console. In Gnome
andiamo su “Applicazioni”, sezione
“Accessori” e clicchiamo su “Terminale”.
Con KDE, invece, premiamo sull’icona con la
K in basso, andiamo su “Sistema” e selezioniamo
la voce “Konsole”.
Colleghiamo il disco
Attacchiamo l’hard disk ad una
porta USB. Dalla shell digitiamo
“dmesg
tail” e premiamo Invio. Il comando
appena inserito mostrerà gli ultimi messaggi
del kernel: in queste righe troveremo il file di
dispositivo relativo all’hard disk collegato.
Ecco il dispositivo!
Cerchiamo la linea contenente
un file di dispositivo posto tra
parentesi quadre. Nell’esempio è la prima
linea e contiene [sdb]. Il file di log, dunque, ci
sta dicendo che l’hard disk è connesso al file
/dev/sdb (più avanti troviamo le partizioni).
Scoprire se l’hardware è compatibile
Basta una semplice ricerca sul web per capire se il dispositivo in questione funziona con GNU/Linux!
Gli strumenti giusti
Apriamo una console ed eseguiamo
“sudo apt-get install
pciutils xsel”. Come al solito usiamo “sudo”
per eseguire un comando con i permessi di
root fornendo la nostra password. Installati i
programmi eseguiamo “lspci -n
xsel -i -b”.
Ricerca sul web
Il comando precedente fornisce
dati sull’hardware connesso sul
bus PCI (lspci -n), mentre xsel -i -b serve per
copiarli negli appunti (clipboard ). A questo
punto apriamo il browser (Firefox), e colleghiamoci
a http://kmuto.jp/debian/hcl.
Verifica compatibilità
Clicchiamo al centro della pagina,
premiamo Ctrl + V e subito dopo
“Check”. Nell’elenco, nel campo “Device”
troviamo dati sui dispositivi, in “Works?”
scopriamo se funzionano con GNU/ Linux e
in “Driver” i moduli da caricare.
Setup scheda video
La riga del fi le xorg.conf da modifi care per attivare la modalità VESA
Installare i driver che forniscono prestazioni migliori, attivare una modalità video universale... ed altro ancora per sfruttare l’ambiente grafico al 110% delle sue possibilitàSuperate le premesse della sezione introduttiva,
eccoci a trattare uno degli
argomenti più importanti della Cover Story:
l’utilizzo di una scheda video al meglio delle
sue potenzialità (attivando, quando disponibile,
l’accelerazione 3D hardware). In questa
sezione, dunque, vedremo come installare
i driver più performanti per le schede ATI,
Nvidia, Matrox e Intel; inoltre, impareremo
ad abilitare, in caso di problemi, la modalità
video VESA e scopriremo poi cosa si cela
dietro la misteriosa parola framebuffer. Iniziamo
questa carrellata presentando Envy,
un ottimo software sviluppato dall’italiano Alberto
Milone che ci consente di installare rapidamente,
senza la necessità di disattivare
il server X, i driver ufficiali più aggiornati per
la nostra scheda ATI o NVidia. Incuriositi?
Allora seguite il tutorial “Prestazioni al top
per ATI ed Nvidia”.
Prestazioni al top per ATI ed NVidia
Con Envy installare i driver ufficiali per queste schede video è un gioco da ragazzi
Installiamo Envy
Andiamo sul sito del programma
con Firefox e clicchiamo su “Get
Envy new”. Apparirà una finestra di dialogo:
selezioniamo “Aprirlo con GDebi” e premiamo
“OK”. A questo punto, nella finestra
dell’installer premiamo “Installa pacchetto”.
Dipendenze importanti
Eseguiamo Envy da Applicazioni/
Strumenti di sistema (Gnome) o
da K/Sistema (KDE). All’avvio il programma
ci chiederà di installare alcune dipendenze:
rispondiamo “Sì”, dopodiché nella finestra di
Envy selezioniamo il driver da installare.
Scelta del driver
Se abbiamo una scheda ATI
selezioniamo “Installare il driver
ATI” e premiamo “Applica”. Envy si occuperà
dell’installazione del driver e configurerà
il sistema. Infine, rispondiamo “Sì” alle
domande. Al termine il PC verrà riavviato.
La modalità video universale
La scheda video non vuole saperne di funzionare
a dovere? In attesa di installare e
configurare a puntino un driver specifico,
è possibile attivare una modalità video generica,
chiamata VESA che ci consentirà
almeno di avviare l’ambiente grafico, pur senza poter sfruttare al 100% il dispositivo.
Per abilitare la modalità VESA, entriamo
nella prima console virtuale premendo i tasti
Ctrl+Alt+F1) ed effettuiamo il login con il
nostro utente. A questo punto, apriamo con
l’editor nano, da root, il file /etc/X11/xorg.
conf : “sudo nano /etc/X11/xorg.conf”.
Individuiamo la sezione ‘Section “Device”’;
scendiamo di qualche riga, ma non
tanto da superare la stringa EndSection, e
sostituiamo la riga relativa al driver in uso
(ad esempio ‘Driver “ati”’ se possediamo
una scheda ATI) con ‘Driver “vesa". Salviamo il file (Ctrl+O, quindi Invio)
ed usciamo dall’editor (Ctrl+X). Per finire
riavviamo il login manager grafico: se siamo
utenti Gnome basta eseguire dalla console
“sudo /etc/init.d/gdm restart”, se usiamo
KDE “sudo /etc/init.d/kdm restart”.
Le nuove Matrox
Nel tutorial “Installazione delle schede
Matrox” scopriamo come sfruttare al massimo,
accelerazione 3D inclusa, le schede
grafiche Matrox di nuova generazione: i modelli
supportati dal driver “mtx” sono quelli
con chipset P650, P750, Parhelia-128 e
Parhelia-512. Al termine del tutorial per terminare
la configurazione è ancora necessario
spostare le librerie OpenGL installate
dalla distro in un’altra posizione. Per farlo,
creiamo una nuova directory con il comando
“sudo mkdir /usr/lib/libGL.old” e, subito
dopo, provvediamo a spostare tutti file necessari
con il comando “sudo mv /usr/lib/
libGL.so* /usr/lib/libGL.old”.
Intel: meglio il vecchio o il nuovo driver?
Per quanto riguarda le schede video prodotte
da Intel, il recente driver “intel” permette
di ottenere prestazioni migliori ed una
maggiore flessibilità nella gestione delle
risoluzioni video rispetto al vecchio “i810”
(che, in alcuni casi, viene configurato come
driver di default anche in Ubuntu/Kubuntu
7.10). Ma, purtroppo, a volte tale soluzione
si rivela poco stabile. Tentare di risolvere il
problema, però, non nuoce, quindi proviamoci
subito. Accertiamoci di avere il nuovo
driver nel sistema con “sudo apt-get install
xserver-xorg-video-intel”, quindi in /etc/
X11/xorg.conf modifichiamo la riga ‘Driver
“i810”’ in ‘Driver “intel”’; salviamo il file di
configurazione, usciamo dall’editor e, infine,
riavviamo il login manager grafico come
indicato nel paragrafo “La modalità video
universale”. In caso di problemi, per ritornare
ad usare il vecchio driver è sufficiente
ripristinare la riga ‘Driver “i810”’ presente
nel solito file /etc/X11/xorg.conf.
Il framebuffer rilancia la console
La modalità framebuffer consente di estendere
le potenzialità grafiche delle normali
console a caratteri, permettendo la visualizzazione
di immagini (come il logo della nostra
distro) e l’utilizzo di alte risoluzioni per
lo schermo. Ubuntu attiva di default questo
tipo di configurazione ma non è detto che la
risoluzione configurata in automatico corrisponda
a quella da noi desiderata: per modificarla e adattarla alle nostre esigenze, quindi,
apriamo con un editor, e sempre da root,
file /boot/grub/menu.lst (“sudo na
Il file di dispositivo corretto
Ecco come viene identificato un dispositivo hardware. In questo caso un hard disk USB
Dalla shell
Apriamo una console. In Gnome
andiamo su “Applicazioni”, sezione
“Accessori” e clicchiamo su “Terminale”.
Con KDE, invece, premiamo sull’icona con la
K in basso, andiamo su “Sistema” e selezioniamo
la voce “Konsole”.
Colleghiamo il disco
Attacchiamo l’hard disk ad una
porta USB. Dalla shell digitiamo
“dmesg | tail” e premiamo Invio. Il comando
appena inserito mostrerà gli ultimi messaggi
del kernel: in queste righe troveremo il file di
dispositivo relativo all’hard disk collegato.
Ecco il dispositivo!
Cerchiamo la linea contenente
un file di dispositivo posto tra
parentesi quadre. Nell’esempio è la prima
linea e contiene [sdb]. Il file di log, dunque, ci
sta dicendo che l’hard disk è connesso al file
/dev/sdb (più avanti troviamo le partizioni).
Scoprire se l’hardware è compatibile
Basta una semplice ricerca sul web per capire se il dispositivo in questione funziona con GNU/Linux!
Gli strumenti giusti
Apriamo una console ed eseguiamo
“sudo apt-get install
pciutils xsel”. Come al solito usiamo “sudo”
per eseguire un comando con i permessi di
root fornendo la nostra password. Installati i
programmi eseguiamo “lspci -n | xsel -i -b”.
Ricerca sul web
Il comando precedente fornisce
dati sull’hardware connesso sul
bus PCI (lspci -n), mentre xsel -i -b serve per
copiarli negli appunti (clipboard ). A questo
punto apriamo il browser (Firefox), e colleghiamoci
a http://kmuto.jp/debian/hcl.
Verifica compatibilità
Clicchiamo al centro della pagina,
premiamo Ctrl + V e subito dopo
“Check”. Nell’elenco, nel campo “Device”
troviamo dati sui dispositivi, in “Works?”
scopriamo se funzionano con GNU/ Linux e
in “Driver” i moduli da caricare.
Setup scheda video
La riga del fi le xorg.conf da modifi care per attivare la modalità VESA
Installare i driver che forniscono prestazioni migliori, attivare una modalità video universale... ed altro ancora per sfruttare l’ambiente grafico al 110% delle sue possibilità Superate le premesse della sezione introduttiva,
eccoci a trattare uno degli
argomenti più importanti della Cover Story:
l’utilizzo di una scheda video al meglio delle
sue potenzialità (attivando, quando disponibile,
l’accelerazione 3D hardware). In questa
sezione, dunque, vedremo come installare
i driver più performanti per le schede ATI,
Nvidia, Matrox e Intel; inoltre, impareremo
ad abilitare, in caso di problemi, la modalità
video VESA e scopriremo poi cosa si cela
dietro la misteriosa parola framebuffer. Iniziamo
questa carrellata presentando Envy,
un ottimo software sviluppato dall’italiano Alberto
Milone che ci consente di installare rapidamente,
senza la necessità di disattivare
il server X, i driver ufficiali più aggiornati per
la nostra scheda ATI o NVidia. Incuriositi?
Allora seguite il tutorial “Prestazioni al top
per ATI ed Nvidia”.
Prestazioni al top per ATI ed NVidia
Con Envy installare i driver ufficiali per queste schede video è un gioco da ragazzi
Installiamo Envy
Andiamo sul sito del programma
con Firefox e clicchiamo su “Get
Envy new”. Apparirà una finestra di dialogo:
selezioniamo “Aprirlo con GDebi” e premiamo
“OK”. A questo punto, nella finestra
dell’installer premiamo “Installa pacchetto”.
Dipendenze importanti
Eseguiamo Envy da Applicazioni/
Strumenti di sistema (Gnome) o
da K/Sistema (KDE). All’avvio il programma
ci chiederà di installare alcune dipendenze:
rispondiamo “Sì”, dopodiché nella finestra di
Envy selezioniamo il driver da installare.
Scelta del driver
Se abbiamo una scheda ATI
selezioniamo “Installare il driver
ATI” e premiamo “Applica”. Envy si occuperà
dell’installazione del driver e configurerà
il sistema. Infine, rispondiamo “Sì” alle
domande. Al termine il PC verrà riavviato.
La modalità video universale
La scheda video non vuole saperne di funzionare
a dovere? In attesa di installare e
configurare a puntino un driver specifico,
è possibile attivare una modalità video generica,
chiamata VESA che ci consentirà
almeno di avviare l’ambiente grafico, pur senza poter sfruttare al 100% il dispositivo.
Per abilitare la modalità VESA, entriamo
nella prima console virtuale premendo i tasti
Ctrl+Alt+F1) ed effettuiamo il login con il
nostro utente. A questo punto, apriamo con
l’editor nano, da root, il file /etc/X11/xorg.
conf : “sudo nano /etc/X11/xorg.conf”.
Individuiamo la sezione ‘Section “Device”’;
scendiamo di qualche riga, ma non
tanto da superare la stringa EndSection, e
sostituiamo la riga relativa al driver in uso
(ad esempio ‘Driver “ati”’ se possediamo
una scheda ATI) con ‘Driver “vesa". Salviamo il file (Ctrl+O, quindi Invio)
ed usciamo dall’editor (Ctrl+X). Per finire
riavviamo il login manager grafico: se siamo
utenti Gnome basta eseguire dalla console
“sudo /etc/init.d/gdm restart”, se usiamo
KDE “sudo /etc/init.d/kdm restart”.
Le nuove Matrox
Nel tutorial “Installazione delle schede
Matrox” scopriamo come sfruttare al massimo,
accelerazione 3D inclusa, le schede
grafiche Matrox di nuova generazione: i modelli
supportati dal driver “mtx” sono quelli
con chipset P650, P750, Parhelia-128 e
Parhelia-512. Al termine del tutorial per terminare
la configurazione è ancora necessario
spostare le librerie OpenGL installate
dalla distro in un’altra posizione. Per farlo,
creiamo una nuova directory con il comando
“sudo mkdir /usr/lib/libGL.old” e, subito
dopo, provvediamo a spostare tutti file necessari
con il comando “sudo mv /usr/lib/
libGL.so* /usr/lib/libGL.old”.
Intel: meglio il vecchio o il nuovo driver?
Per quanto riguarda le schede video prodotte
da Intel, il recente driver “intel” permette
di ottenere prestazioni migliori ed una
maggiore flessibilità nella gestione delle
risoluzioni video rispetto al vecchio “i810”
(che, in alcuni casi, viene configurato come
driver di default anche in Ubuntu/Kubuntu
7.10). Ma, purtroppo, a volte tale soluzione
si rivela poco stabile. Tentare di risolvere il
problema, però, non nuoce, quindi proviamoci
subito. Accertiamoci di avere il nuovo
driver nel sistema con “sudo apt-get install
xserver-xorg-video-intel”, quindi in /etc/
X11/xorg.conf modifichiamo la riga ‘Driver
“i810”’ in ‘Driver “intel”’; salviamo il file di
configurazione, usciamo dall’editor e, infine,
riavviamo il login manager grafico come
indicato nel paragrafo “La modalità video
universale”. In caso di problemi, per ritornare
ad usare il vecchio driver è sufficiente
ripristinare la riga ‘Driver “i810”’ presente
nel solito file /etc/X11/xorg.conf.
Il framebuffer rilancia la console
La modalità framebuffer consente di estendere
le potenzialità grafiche delle normali
console a caratteri, permettendo la visualizzazione
di immagini (come il logo della nostra
distro) e l’utilizzo di alte risoluzioni per
lo schermo. Ubuntu attiva di default questo
tipo di configurazione ma non è detto che la
risoluzione configurata in automatico corrisponda
a quella da noi desiderata: per modificarla e adattarla alle nostre esigenze, quindi,
apriamo con un editor, e sempre da root,
file /boot/grub/menu.lst (“sudo nano /boot/
grub/menu.lst”) ed individuiamo la riga che
inizia per “# defoptions=”. A questo punto,
inseriamo al termine della linea “vga=” il codice
che attiva la risoluzione desiderata; ad
esempio, per un framebuffer 1280x1024 a
256 colori aggiungiamo “vga=775”. Salviamo
il file ed aggiorniamo la configurazione
del bootloader con “sudo update-grub”.
Installazione delle schede Matrox
Quelle di ultima generazione hanno i driver ufficiali. Ecco come installarli
Pacchetti necessari
Assicuriamoci di avere tutto il
necessario per installare i driver
di tipo .mtx. Apriamo una console ed eseguiamo
“sudo apt-get install linux-headersgeneric
linux-libc-dev”. A questo punto,
apriamo il browser e andiamo su “http://
tuxx-home.at/projects/mtx”.
Download driver
Entriamo in “latest” e scarichiamo
il file “matroxdriver
_mtx-x86_32-1.4.5.2-installer.run” . A questo punto, andiamo nella directory
in cui abbiamo salvato il file, eseguiamo
“sudo sh matroxdriver_mtx-x86_32-1
.4.5.2-installer.run” e premiamo Invio.
Modifiche a A XORG.CONF
Apriamo il file /etc/X11/xorg.
conf da root: usando nano, ad
esempio, il comando da eseguire è “sudo
nano /etc/X11/xorg.conf”. Nella sezione
“Device” spostiamoci su “Driver” e modifichiamola in ‘Driver “mtx”’. Salviamo e
chiudiamo l’editor.
Suono sempre perfetto
In genere le schede audio non creano particolari problemi ma a volte è necessario intervenire manualmente. Scopriamo cosa bisogna fare per configurarle al meglio Solitamente, utilizzando una distribuzione
desktop oriented come Ubuntu
non si riscontrano problemi di sorta nel
funzionamento della scheda audio; nella
maggior parte dei casi, infatti, il dispositivo
viene riconosciuto e correttamente
configurato già all’avvio della macchina.
Ma anche se non dovesse provenire alcun
suono dagli altoparlanti del PC non
disperiamo: spesso si tratta semplicemente
di impostare il volume corretto dal
mixer o poco più, come scopriremo nel
tutorial “Configurazione dell’audio dal
mixer” in questa stessa pagina.
Problemi con le schede Intel HD Audio Controller
Sui PC equipaggiati con la scheda audio
integrata Intel HD Audio Controller, e
purtroppo non sono pochi i notebook
che la usano, le cose si complicano leggermente,
in particolare quando si tratta
di Ubuntu 7.10. Questa distribuzione,
infatti, presenta un fastidioso bug che
rende “muta” la scheda sonora o, comunque,
ne compromette il corretto funzionamento.
Troviamo questo controller
sull’Acer Travelmate 5710, sul Dell Latitude
D630 e su molti altri laptop; per
scoprire rapidamente se questa scheda
equipaggia il nostro PC apriamo una
console ed eseguiamo quanto segue:
lspci -n | grep `lspci | grep
-i audio | awk ‘{print $1}’`
Come risultato dovremmo ottenere un
codice identificativo. Se dovesse trattarsi
di 8086:284b significa che nella
nostra macchina è presente l’Intel HD
Audio Controller. A questo punto, per
risolvere il problema su Ubuntu 7.10, è
possibile seguire due strade: installare
un pacchetto aggiuntivo o ricompilare
manualmente i moduli di ALSA. Il
primo metodo consiste nell’installare il
pacchetto linux-backports-modulesgeneric:
per fare questo, basta eseguire
in un terminale “sudo apt-get install
linux-backports-modules-generic”.
Il secondo metodo è leggermente più
complesso. Innanzitutto, assicuriamoci
che nel sistema sia presente il pacchetto
module-assistant (altrimenti installiamolo
con “sudo apt-get install module-
assistant”); fatto ciò, dalla console
entriamo nella directory /usr/src (“cd /
usr/src”) ed eseguiamo il comando
“sudo m-a update, prepare, a-i alsa”.
Al termine dell’operazione (verrà scaricato
dalla rete il pacchetto dei sorgenti
relativo al server audio ALSA, quindi
verranno compilati ed installati i moduli
necessari). Infine, non resta che riavviare
il computer. Se nessuno dei due
metodi appena illustrati dovesse funzionare,
possiamo comunque cercare
istruzioni specifiche per il nostro portatile
all’indirizzo https://wiki.ubuntu.com/
Gutsy_Intel_HD_Audio_Controller.
Configurazione dell’audio dal mixer
Il PC rimane stranamente muto? A volte è sufficiente la semplice regolazione del volume
Il mixer ALSA
Eseguiamo il comando “alsamixer”
( installiamolo con “sudo
apt-get install alsa-utils”). A questo punto,
con i tasti freccia sinistra e destra selezioniamo
i vari controlli, mentre con freccia in alto
e freccia in basso alziamo ed abbassiamo il
volume di quello scelto.
I controlli
Sotto i controlli Master e PCM è
presente la scritta MM? Allora
significa che sono “muti”, cioè disattivati. In
questo caso spostiamoci sul controllo muto e
premiamo “m” per sbloccare l’audio. Infine,
aumentiamo il volume di Master e PCM e
premiamo Esc per uscire.
Volume predefinito
A questo punto memorizziamo
stabilmente il volume dei
controlli nel mixer eseguendo il comando
“sudo alsactl store”. Al prossimo avvio del
PC i livelli dei controlli audio verranno correttamente
ripristinati e l’audio funzionerà
regolarmente.
Entriamo in rete
Che sia tramite Wi-Fi o il classico cavo, la configurazione della connessione ad Internet a volte può creare qualche problema. Anche in questo caso abbiamo la soluzione giusta
Le schede Wi-Fi sono sempre più diffuse
per effettuare la connessione a Internet.
Purtroppo, però, non sempre i produttori rilasciano
le specifiche tecniche dei loro dispositivi:
il risultato è che, sovente, non è disponibile
alcun driver per GNU/Linux, soprattutto
quando si tratta dei modelli con interfaccia
USB. Cosa fare? Usiamo i driver Windows!
Driver Windows anche per GNU/LINUX
Quando la scheda Wi-Fi in nostro possesso
è supportata, non ci sono problemi: basta
collegarla al PC e configurare la connessione
con uno dei tanti tool grafici disponibili. In
caso contrario, l’unica soluzione è utilizzare
i driver Windows caricandoli con il programma
(wrapper) Ndiswrapper. Per prima cosa
installiamolo con il comando “sudo apt-get
install ndiswrapper-utils-1.9”. A questo
punto dobbiamo procurarci i driver Windows
presenti nel CD/DVD fornito con la scheda
Wi-Fi. C’è da dire, comunque, che non sempre
questo sistema funziona correttamente
con Ndiswrapper e, in generale, i driver Vista
non sono compatibili con il programma
in questione. Per sicurezza, quindi, andremo
ad utilizzare un driver Windows testato e
sicuramente funzionante. Innanzitutto, scopriamo
qual è il modello della nostra scheda
Wi-Fi: in pratica si tratta di individuare il chipset
che la equipaggia. Apriamo una console
e, se il dispositivo è su scheda PCI, scriviamo
“lspci | more”: scorriamo l’elenco dei dispositivi
premendo la barra spaziatrice e raggiungiamo
la riga relativa alla scheda Wi-Fi, che
sarà simile a “06:02.0 Network controller:
Intel Corporation PRO/Wireless 2200BG”;
segniamoci il valore presente nella prima colonna
(“06:02.0” nell’esempio). A questo punto,
eseguiamo il comando “lspci -n | grep
“ seguito dal valore individuato (seguendo
l’esempio “lspci -n | grep 06:02.0”); in output
otterremo l’ID della scheda, cioè due blocchi
di numeri simili a “8086:4220”.