
I numeri utlizzati per le versioni del Kernel
Gli utilizzatori Linux di lunga data sicuramente si ricorderanno che, ai tempi
dell'uscita del kernel 2.0, si utilizzava una numerazione che distingueva chiaramente
le versioni stabili da utilizzare con tranquillità da quelle in sviluppo, semplicemente
utilizzando un numero pari dopo la virgola, per indicare le prime, o dispari
per indicare le seconde. Questo approccio, seppure chiarissimo per gli utenti,
che quindi si concentravano ad esempio sulla versione 2.4.x nel caso in cui
volessero un kernel affidabile e testato, o che andavano sulla 2.5.x per cercare
nuove funzioni, è stato abbandonato al momento dello sviluppo della versione
2.6.x. Oggi si distinguono le versioni in sviluppo dalle stabili solo attraverso
la presenza del suffisso -rc; seguito, a sua volta, da un numero progressivo.
Quindi, ogni nuova versione, se definita stabile, sarà seguita da un ulteriore
numero; ad esempio 2.6.25 a cui seguiranno versioni di sviluppo 2.6.26-rc1,
-rc2 e via dicendo e che confluiranno, una volta deliberate, nella versione
2.6.26. Ma questo non basta, infatti il mantenimento della versione 2.6.25 sfocerà
in versioni 2.6.25.1 .2 .3 e via dicendo, che non conterranno nuove modifiche
ma solo ed esclusivamente correzione di errori, inclusi anche gli aggiornamenti
necessari ad incrementare la sicurezza derivante da eventuali falle.Conoscere
questo schema è importante per ogni utente ma diventa fondamentale se si desidera
compilare in proprio il kernel o se si vogliono applicare ad esso delle patch.
Infatti, spesso e volentieri, queste fanno riferimento solamente ai primi 3
numeri del kernel, generando un po' di inevitabile confusione. Ma niente paura,
visto che nella maggior parte dei casi, se non diversamente specificato, si
dimostrano funzionanti anche su tutti le sotto-versioni correttive, che per
loro natura contengono modifiche contenute. Ad oggi l'ultima versione del kernel
è la 2.6.5.10 e quella in sviluppo è la 2.6.26-rc8.