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Gimp 2.4: il fotoritocco di seconda generazione
Interfaccia Tango, tool più sofisticati e tanti filtri in più. Ecco cosa c’è di nuovo e come sfruttarlo per ritoccare le nostre foto
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Finalmente, dopo un breve periodo di attesa necessario per rendere stabili e affidabili le numerose novità introdotte nella nuova versione, anche per noi di Linux Magazine è giunto il momento di provare con mano quanto di buono è stato fatto con la nuova release del programma di grafica e fotoritocco Open Source ovvero Gimp 2.4. Come è ormai consuetudine per la nostra testata, non ci limiteremo alla semplice descrizione dei cambiamenti apportati, ma approfitteremo dell’occasione per “provarli sul campo” e scoprire come utilizzarli al meglio per eliminare i difetti e ritoccare le nostre foto. Di carne al fuoco ce n’è veramente tanta: nuovi strumenti, evoluzione di quelli esistenti, correzione di diversi bug, supporto per nuovi formati, sistema di gestione del colore migliorato, nuovi filtri, altrettanti plugin e, infine, look rifatto grazie a nuovi temi e a un particolare set di icone. Una vera e propria evoluzione/ rivoluzione che, pur mantenendo saldo il legame con il passato, ha permesso al programma di fare un vero e proprio salto di qualità. Inoltre, non mancano le novità a livello strutturale, con affinamenti al “cuore” del software per renderlo ancora più veloce e diminuire i tempi di risposta ai comandi durante l’applicazione di filtri sofisticati e plug-in.

Look in stile Tango
La novità più evidente è la sua nuova interfaccia. Gli sviluppatori hanno creato un set di icone in stile Tango (http://tango.freedesktop. org) basandosi sulle linee guida stabilite da freedesktop.org (www.freedesktop. org). Questo consente di ottenere un aspetto sempre omogeneo sulle diverse piattaforme supportate e l’interfaccia risulta ben integrata all’interno dell’ambiente desktop, sia che si utilizzi Gimp su GNU/Linux con Gnome e KDE, sia su altri sistemi operativi. Inoltre, per chi predilige temi scuri Gimp dispone anche di un set di icone che si adatta a questo stile. Quella che, invece, è rimasta invariata è la struttura generale dell’interfaccia, croce e delizia di Gimp, sempre con lo spazio di lavoro (workspace) organizzato su tre finestre separate: per intenderci, non come su Adobe Photoshop o altri programmi di grafica che utilizzano un’unica finestra. In realtà, chi desidera lavorare con Gimp utilizzando l’interfaccia “monolitica” può farlo mediante un particolare plugin, purtroppo, al momento disponibile solo per Windows. Un ottimo sistema per risolvere comunque il problema, consiste nel visualizzare a tutto schermo la finestra dove è caricata l’immagine su cui lavorare e spostare su un altro desktop la barra degli Strumenti, quella dei Livelli, i Canali, i Tracciati, ecc.
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Tag: Gimp 2.4, fotoritocco
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