
File sharing
Nonostante le restrizioni, le reti di file sharing non sono morte. Scopriamo come utilizzarle al meglio per la condivisione di software, musica e film scaricabili nel rispetto delle regole
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Le reti P2P (peer-to-peer), o di file
sharing che dir si voglia, costituiscono
senza dubbio uno dei mezzi più efficienti
per la condivisione di risorse su
Internet. Pensiamo, ad esempio, all'enorme
vantaggio offerto dalla possibilità di distribuire
in modo rapido e senza costi aggiuntivi sistemi
GNU/Linux, software Open Source, documentazione
“free”, musica e video non coperti
da diritto d'autore e altre risorse di pubblico
dominio. Si, proprio così, perché anche se il file
sharing è ormai sinonimo di pirateria, c'è anche
questo aspetto positivo, troppo
spesso sottovalutato. Purtroppo,
i connotati negativi assunti da
questa utile tecnologia, hanno fatto
sì che una parte rilevante dell'industria
dell'intrattenimento e del software vedano
nel P2P un nemico da combattere
a suon di multe, arresti, sequestri e blocco
totale di servizi. Ma se comprensibile (con
molti distinguo) è la difesa di interessi ed
investimenti ingenti, inaccettabile è il tentativo
di affossare l'intera struttura del file
sharing al fine di arginarne l'utilizzo per
la condivisione del materiale coperto
da diritto d'autore. Allo stato attuale,
ad esempio, la rete eDonkey
appare letteralmente “mutilata”:
alcuni dei suoi server principali,
quelli a cui si collegavano migliaia
e migliaia di utenti da tutto il mondo,
sono stati chiusi sotto la forte pressione
dell'IFPI. E questo non è che l'intervento
più recente e più eclatante. Nella
Cover Story, quindi, scopriremo
come difenderci da questi veri e propri
attacchi alla nostra libertà di prelevare e condividere
materiale distribuibile in piena legalità.