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File sharing
Nonostante le restrizioni, le reti di file sharing non sono morte. Scopriamo come utilizzarle al meglio per la condivisione di software, musica e film scaricabili nel rispetto delle regole
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Difendiamoci dalle spie e ottimizziamo il download
Nelle pagine che seguono, dunque, vedremo come adottare alcune tecniche di “sopravvivenza” per aMule, il più diffuso client GNU/Linux per reti eDonkey: elimineremo tutti quei server di dubbia provenienza ed impareremo ad usare i filtri per selezionare gli utenti con cui condividere i file, quindi scopriremo pregi e difetti della procedura chiamata “oscuramento del protocollo”; perché la libertà di condivisione passa attraverso la difesa della nostra privacy. Inoltre, scopriremo come sfruttare al meglio la rete Kademlia, una validissima alternativa all'oramai agonizzante network eDonkey. Una proficua attività di file sharing, oltre che sicura (nei limiti della legalità, si intende), deve risultare anche efficace: per tale ragione, spiegheremo fin nei minimi dettagli come far decollare le prestazioni di aMule e Azureus, l'eccellente client per reti BitTorrent. In questo modo, forniremo una panoramica dettagliata ed esaustiva sui due software P2P più utilizzati in ambito GNU/Linux. Il tutto,  prendendo come distribuzione di riferimento Ubuntu, nell'ultima versione stabile 7.10 Gutsy Gibbon.
Riprendiamoci aMule

I nostri server preferiti sono stati chiusi? Scopriamo a quali possiamo ancora connetterci in tutta tranquillità e mettiamo un filtro sugli utenti da contattare
Cominciamo questo viaggio esplorativo nel mondo del P2P presentando gli interventi necessari per far funzionare nuovamente aMule a pieno regime. In questa prima sezione, quindi, vedremo come reagire alla chiusura di alcuni dei principali server eDonkey continuando ad usare aMule nella modalità classica, attraverso cioè la consueta connessione ad altri server. Prima di procedere, però, installiamo una versione aggiornata del programma; la release di aMule fornita in Ubuntu 7.10 presenta infatti alcuni fastidiosi problemi di funzionamento, quindi per prima cosa installeremo la versione di sviluppo del programma.
A caccia dell'ultima versione di aMule
Prima di tutto eliminiamo, se presenti, i pacchetti installati dai repository di Ubuntu: apriamo una console ed eseguiamo il comando “sudo apt-get remove amule-common amule-utils". Fatto questo, con il web browser Firefox colleghiamoci alla pagina http://forum .amule .org/ index.php?topic= 13836.0 e clicchiamo sul link posto sotto la scritta “Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon” (per versioni precedenti della distribuzione selezioniamo gli appositi link più in basso); nella pagina che appare, quindi, scendiamo fino alla scritta “Latest version:” e clicchiamo sull'ultimo pacchetto disponibile, attualmente quello indicato dalla data 2008-01-07. A questo punto, verrà aperta un'ulteriore pagina web, questa volta appartenente ad un servizio di download: per procedere con lo scaricamento del pacchetto dobbiamo inserire un codice di controllo, che possiamo leggere vicino alla scritta “Immetti” in alto nella pagina; inseriamo il codice, quindi, nello spazio vuoto posto alla sinistra del pulsante “Download”. Clicchiamo poi su “Download” e attendiamo pazientemente che risulti visibile il pulsante “Free download”: premiamo su quest'ultimo e, nella finestra di Firefox che appare, assicuriamoci che sia selezionata l'opzione “Aprirlo con gdebi-gtk” e clicchiamo su “OK”. Il pacchetto di aMule sarà scaricato da Internet, quindi comparirà la finestra dell'installatore. Infine, clicchiamo sul pulsante “Installa pacchetto” e digitiamo la password del nostro utente principale. Bene, una versione nuova fiammante di aMule è ora presente nel sistema: non ci rimane che connetterci a dei server fidati seguendo le istruzioni del tutorial “Server sicuri per aMule”.
Server sicuri per aMule
Colleghiamoci ai soli server fidati, senza correre il rischio di imbatterci in quelli spia!
Via i vecchi server


Eseguiamo aMule da Applicazioni/ Internet. Se lo abbiamo già usato dobbiamo cancellare la lista dei server: Clicchiamo prima su “Disconnetti” e poi con il tasto destro del mouse su un server presente nell'elenco e selezioniamo “Rimuovi tutti i server”.
Nuovi indirizzi


Nella nuova finestra clicchiamo su “Sì” e indichiamo gli indirizzi da cui prelevare l'elenco dei server affidabili. Nella finestra principale selezioniamo “Preferenze” in alto e, nella schermata “Preferenze”, entriamo nella sezione “Server”. Qui clicchiamo su “Lista”.
Lista aggiornata


Inseriamo i tre indirizzi, premiamo “OK” e selezioniamo “Aggiorna lista server all'avvio”. Disatti viamo “Aggiorna lista server quando ci si connette ad un server” e “Aggiorna lista server quando un client si connette”. Premiamo “OK” e riavviamo aMule.
Facciamo piazza pulita degli intrusi
Ora che abbiamo ridotto al minimo i server a cui connetterci scegliendo esclusivamente i più affidabili, è il momento di eliminare i client (cioè i singoli utenti che si collegano alla rete) ed i server di dubbia provenienza: oltre ai server-spia, si tratta di difenderci da tutti quei server che inondano il network di file fasulli, allo scopo di rendere difficoltoso lo scaricamento del materiale desiderato, e dagli utenti che, di nascosto, raccolgono informazioni sulle nostre condivisioni mediante dei log. Come si vede, ci stiamo proteggendo da un insieme omogeneo di 'intrusi' sfruttando due metodologie parallele: l'apertura ad un numero ridotto di sistemi fidati e la chiusura, caso per caso, dei contatti che possano risultare compromessi. Scopriamo come applicare questa seconda tecnica in aMule leggendo il tutorial “Proteggiamoci con i filtri”.

La struttura del file ipfilter.dat con i dati in esso contenuti


I livelli di filtraggio
I valori da utilizzare per ottenere filtri efficienti
Abbiamo visto come valori non corretti per il livello di filtraggio possano influenzare negativamente il numero di connessioni possibili. Ma quale significato hanno questi valori? Ad ogni indirizzo presente nel file dei filtri viene assegnato un numero: il valore indicato nell'opzione “Livello filtraggio” indica il numero più alto che desideriamo filtrare. Ad esempio, 95 indica i “fake server” e 111 gli spyware (due diverse tipologie di server fasulli). Inserendo come livello di filtraggio 110, quindi, filtreremo i fake server ma non gli spyware. Un elenco completo dei valori numerici assegnati agli indirizzi IP lo troviamo leggendo il file ipfilter.dat. Ogni riga di questo file è composta da: range degli indirizzi IP, valore numerico per il filtraggio, codice di filtraggio e, infine, descrizione dell'indirizzo.
Invisibili ai provider "spioni"
Dopo aver edificato una solida barriera contro l'esterno, che si tratti di utenti o dei server a cui accediamo, vediamo come difenderci da... un nemico interno: il nostro provider. Negata o meno dai diretti interessati, ridimensionata o ammessa con limpidezza, la pratica di filtrare il traffico P2P da parte dei provider è ormai confermata da un sempre più nutrito numero di utenti; gli esiti di tale filtraggio (per lo più effettuato tramite dispositivi hardware specificatamente sviluppati per svolgere operazioni di traffic shaping) sono diversi, ma nella maggior parte dei casi quello che avviene è una riduzione della banda per le operazioni di file sharing, più raramente si assiste al blocco totale del traffico P2P, almeno allo stato attuale. Detto questo, è chiaro che se notate qualche comportamento anomalo mentre utilizzate un qualsiasi software di file sharing, potrebbe significare che qualcuno vi sta “spiando”. Per evitare questo inconveniente, nel tutorial “Offuschiamo le connessioni P2P”, quindi, ci occuperemo proprio di come agire per impedire che il nostro premuroso fornitore di servizi Internet identifichi il traffico peer-to-peer sulla nostra connessione: per fare ciò “offuscheremo”, cioè nasconderemo letteralmente, il protocollo che utilizziamo nei collegamenti alla rete eDonkey.
Proteggiamoci con i filtri
Scopriamo come impedire la connessione ad utenti o server insicuri
Filtri di sicurezza


Nella finestra principale di aMule scegliamo “Preferenze” in alto, sezione “Sicurezza”. Assicuriamoci che siano selezionati “Filtra i client” e “Filtra i server”. Attivando “Aggiorna ipfilter all'avvio” la lista dei filtri sarà scaricata ad ogni avvio di aMule.
Indirizzi da filtrare

Dobbiamo indicare l'URL da cui aMule recupererà l'elenco degli indirizzi da filtrare. Clicchiamo sullo spazio vuoto a destra della scritta URL, scriviamo “ http://emulepawcio. sourceforge.net/ipfilter.dat” e premiamo “Aggiorna ora” a fianco.
Livello di filtraggio

Attendiamo la fine del download del file per i filtri. Se non riusciamo a connetterci ad un numero sufficiente di client o ai nostri server preferiti, dobbiamo abbassare il “Livello filtraggio”: ad esempio, da 127 a 110. Premiamo OK per terminare.
Nascondiamo le connessioni P2P!
Con il “Protocol Obfuscation” il provider non si accorge che utilizziamo una rete P2P
Nuova protezione

La funzionalità per nascondere il protocollo usato nelle comunicazioni, e quindi per “ingannare” i filtri dei provider, è presente esclusivamente nell'attuale versione in sviluppo di aMule. Per attivarla selezioniamo “Preferenze/ Sicurezza”.
Connessioni nascoste

Verifichiamo che siano attive le opzioni “Supporta offuscamento” e “Utilizza offuscamento per le connessioni in uscita”. Così, aMule tenta un collegamento “oscurato” ai server e, in caso di fallimento, opta per una “normale” connessione in chiaro.
Scelta rischiosa

L'opzione “Accetta SOLO connessioni offuscate” è rischiosa: da una parte consente di attivare la connessione in quei casi in cui i provider bloccano completamente l'uso del protocollo eDonkey, dall'altra può far diminuire il numero di fonti disponibili.
L'evoluzione del P2P
Dalle reti centralizzate al file sharing decentrato
Leggendo i dai presenti nella tabella possiamo farci un'idea dell'evoluzione delle reti P2P. Si è passati da reti centralizzate, in cui sia il bootstrap (la connessione iniziale alla rete) che le ricerche passavano per un unico server, a network peer-topeer, nelle quali tutte le operazioni avvengono solo “da nodo a nodo” (cioè da utente singolo a utente singolo). Nel mezzo troviamo la rete BitTorrent ed il relativo protocollo, in cui i file si prelevano usufruendo di appositi server traccia (tracker) e le ricerche si effettuano dall'esterno della rete stessa, solitamente via web.
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Tag: file sharing, amule, BitTorrent, eDonkey, AZUREUS VUZE, wizard, vuze, reti P2P, Kademlia, connessioni
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