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Costruisci una ''live'' fai da te derivata da Debian
Pensate che le distribuzioni “preconfezionate” siano tutte uguali e poco adatte alle vostre esigenze? Noi vi mostriamo come crearne una su misura per voi
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Personalizzare i programmi
I template per i diversi rami di sviluppo e le liste dei pacchetti sono contenuti in file di testo messi a disposizione dal progetto Debian Live. La loro semplicità fa sì che tutte le distribuzioni derivate da Debian possano utilizzare questo sistema. A questo punto, è utile dare un’occhiata alle liste dei pacchetti, le quali sono contenute nella directory “/usr/share/live-helper/lists/”. Prendiamo, come esempio, la lista dei package utilizzata per aggiungere KDE alla nostra distribuzione:
## LH: KDE
#include
kde kdm
desktop-base
Nelle ultime due righe sono presenti una serie di nomi di pacchetti da installare. Le prime due righe indicano che deve essere caricata anche la lista “kde-core”. In questo modo è possibile definire le dipendenze grazie alle quali si evita di indicare tutti i pacchetti necessari alla configurazione scelta. Ad esempio, se volessimo realizzare una lista con dentro KDE e K3b ci basterebbe scrivere:
## LH: KDE
#include
k3b wodim dvd-tools
Se i pacchetti da aggiungere non sono tantissimi, possiamo anche evitare di creare una vera e propria lista. L’inclusione di quelli addizionali può essere effettuata tramite il comando “lh_config” o modificando direttamente il file di configurazione “config/chroot”: LH_PACKAGES=”k3b wodim”. Se non siete sicuri di quello che fate, evitate tassativamente di rimuovere eventuali pacchetti già presenti nella chiave di configurazione. Le soluzioni appena proposte sono perfettamente valide qualora i pacchetti Debian che vogliamo includere siano presenti nel repository. Queste strade però non possono essere perseguite se vogliamo installare pacchetti di terze parti o di nostra produzione. Copiando i pacchetti da includere nella directory “config/chroot_local-packages”, il sistema provvederà all’installazione automatica senza dover modificare alcun file di configurazione. L’unico neo di questo sistema è la necessità di nominare il file contenente il pacchetto Debian in forma canonica. Se non sapete cosa vuol dire o non volete perdere tempo a determinare il nome corretto ed effettuare il cambio a mano, potete usare il programma dedicato “dpkg-name”: dpkg-name file.deb. L’invocazione del comando rinominerà il file “file.deb” in “nomepacchetto_ versione_architettura.deb”.
Il filesystem? Compresso!
Indispensabile per ridurre gli ingombri
Come con Knoppix, il file system utilizzato è compresso. In questo modo è possibile installare molti software in spazi ristretti. Inoltre, grazie al file system unionfs, questa tecnica permette all’utente di modificare qualsiasi file del sistema live, anche se esso è contenuto in un dispositivo di sola lettura. Ovviamente, le modifiche verranno eseguite solo in memoria e scompariranno al riavvio.
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Tag: live, debian, distribuzione personalizzata, knoppix, debian live, live magic
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