
Cosa sono e come si creano i cosiddetti collegamenti simbolici?
Un collegamento simbolico, detto anche
symbolic link, spesso abbreviato in
symlink, può essere paragonato alla
copia di un file (può trattarsi anche di
una directory o di un altro collegamento
simbolico) in una diversa posizione,
con la differenza che invece di copiarne
il contenuto si crea un “semplice”
riferimento ad esso che si comporta allo
stesso modo di quello originale. Il
comando utilizzato per creare collegamenti
simbolici è ln. Ad esempio, supponiamo
di avere un file di nome test.
Eseguendo il comando ln-s test testlink,
creiamo il collegamento simbolico testlink
che fa riferimento al file test.
D'ora in poi è possibile fare riferimento
al file test riferendoci a testlink. In
questo caso, abbiamo supposto che entrambi
i file, sia l'originale sia il link
simbolico, fossero presenti nella stessa
directory, ma è possibile eseguire la
stessa operazione anche con riferimento
a cartelle differenti, bisogna solo ricordare
di specificare i percorsi completi
quando si esegue il comando ln.
Ad esempio, per creare nella nostra
home il collegamento simbolico testlink
che fa riferimento a test presente
in /usr/local, il comando diventa: ln -s
/usr/local/test /hme/nome_utente/ testlink.
È facile verificare se un file è un collegamento
simbolico o meno indipendentemente
dal fatto che spesso la console
li visualizza con colori differenti:
basta utilizzare il comando ls -l all'interno
di una directory che ne contiene
qualcuno. Infatti, questi ultimi si distinguono
per una lettera “l” posta all'inizio
della relativa riga (per i file è
presente un trattino “-”, mentre per le
directory una “d”). Inoltre, alla fine
della stessa riga è presente il nome del
collegamento e il file a cui fa riferimento
rappresentati nel modo seguente
(sempre in riferimento all'esempio precedente):
testlink > test nel primo caso,
testlink > /usr/local/test nel secondo.