TAGS CLOUD
Incrementa dimensioniDecrementa dimensioni
Condividere file con NFS
NFS (Network File System) un insieme di strumenti attraverso i quali poter accedere a risorse condivise (generalmente dischi remoti) come se fossero locali. Grazie a NSF diventa quindi molto semplice condividere cartelle all'interno di una rete locale e spostare velocemente file da un computer ad un altro, in modo simile a come avviene, ad esempio, con Samba. Per fare questo bisogna disporre di due componenti principali di NFS, il server e il client. Il server, serve per mettere a disposizione (il termine tecnico è esportare) le risorse, mentre il client è utilizzato per l'accesso a queste. Dopo aver deciso cosa condividere, è sufficiente configurare il file /etc/exported inserire alcune direttive particolari. Per poter modificare il file è necessario avere i privilegi di root. Ad esempio, la direttiva /home 192.168.0.1/24(rw,no_ root_squash ,async) permette di condividere a tutti i computer della rete (da 192.168.0.1 a 192.168.0.255) la cartella /home con il permesso di leggere e scrivere file. Mentre la direttiva / 192.168.0.99 (ro) offre accesso in sola lettura all'intero file system, ma da parte del solo computer 192.168.0.99. Ad ogni modifica è necessario riavviare il server NFS. Ad esempio, con Ubuntu bisogna eseguire sudo /etc/init.d/nsf-kernel-server restart, mentre con OpenSUSE il comando diventa sudo rcnsfserver restart. Inoltre per notificare eventuali cambiamenti è necessario eseguire sudo exportfs -a. Condivisi i file e le cartelle non rimane che vedere come “montarli” dal lato client. Per prima cosa è necessario creare una cartella con mkdir cartella_server_nsf e poi eseguire il comando mount, come mostrato chiaramente nell’esempio seguente:
sudo mount indirizzo_ip_del_server
_nfs:/home /cartella_server_nsf
A questo punto la directory cartella_ server_nsf potrà essere utilizzata come se fosse sul proprio disco fisso.

Lascia un commento
Tag: condivisione, file, Nsf
Condividi