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Check-up completo del computer
Pensi di essere vittima di un attacco informatico? Una periferica non funziona come dovrebbe? Cerca la soluzione nei file di log!
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I log rappresentano una sorta di “diario di bordo”nel quale il sistema annota tutto quello che accade al suo interno. Materialmente (se di materia si può parlare), si tratta di semplici file di testo il cui contenuto arriva, perlopiù, da due fonti principali: il kernel Linux e i servizi di sistema. Per fare qualche esempio, con i log è possibile reperire dati di accesso alla macchina, scoprire tentativi di intrusione, richieste di particolari servizi, riconoscimento di periferiche e molto altro. È chiaro, quindi, che i log offrono la possibilità di monitorare ogni singolo aspetto del sistema e, di conseguenza, rappresentano lo strumento migliore per scoprire le cause di eventuali malfunzionamenti e verificare il livello di sicurezza della macchina (monitoraggio e auditing). In pratica, tutte le informazioni generate dal kernel e dai servizi (spesso anche normali applicazioni), una volta inviate, vengono prese in consegna dal sistema syslog che si occupa di smistarle in differenti file, a seconda della loro provenienza, pronti per essere analizzati.

• Il file /etc/syslog.conf

L'elenco dei tentativi di accesso falliti

Sistemi di gestione
Nelle distribuzioni GNU/Linux che utilizzano il sistema standard di logging, sono sempre presenti due differenti demoni: Syslogd e Klogd. Il primo è “System logger daemon”, il logger di sistema, e il secondo il “Kernel logger daemon”. La funzione finale di entrambi è sempre la stessa: scrivere i log su disco in alcuni file specifici. Ma, mentre Syslogd è dedicato alla gestione dei messaggi provenienti dai servizi di sistema, Klogd si occupa esclusivamente della raccolta di quelli provenienti dal kernel. Detto questo, scopriamo dove sono posizionati tutti questi file e impariamo a interpretarne il contenuto. Per prima cosa, apriamo il file /etc/syslog.conf e identifichiamo il path dove vengono salvati i log. La directory che ci interessa è /var/log. Al suo interno sono presenti decine di file, alcuni comuni a tutti i sistemi GNU/Linux, altri specifici di particolari servizi, i più importanti sono: 
  • btmp - contiene il log dei tentativi di accesso falliti;
  • cron - contiene i log delle attività del demone crond;
  • dmesg - contiene le informazioni prodotte dal kernel in fase di boot;
  • syslog - contiene i log di sistema provenienti dai vari demoni;
  • wtmp - contiene i log con i dati relativi agli ultimi accessi.
Questo elenco mostra i file di log che sicuramente è possibile trovare su ogni distribuzione. In verità, ce ne sono molti altri, poiché ogni demone o servizio crea il proprio file di log. A questo punto, sappiamo dove vengono conservati i log, non ci resta che scoprire quali sono e come bisogna usare i programmi che consentono di leggerne il contenuto per poterli analizzare.
Il sistema  SYSLOG
Da Sendmail a strumento di logging predefinito
Syslog è stato sviluppato negli anni '80 da Eric Allman per il progetto Sendmail. Il nuovo sistema piacque così tanto agli sviluppatori che presto iniziarono ad utilizzarlo in tutti programmi, e di lì a poco Syslog divenne lo standard di fatto per il logging su Unix. Soltanto nel 2001 la IETF produsse un RFC per standardizzare a tutti gli effetti il meccanismo di logging. Da quel momento in poi sono state molte le aziende che hanno cercato di rivendicare diritti su Syslog, ma nonostante questo il sistema è rimasto sostanzialmente immutato per quasi
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Tag: Check-up, computer, log, sistema SYSLOG, Xferlog
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