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Antonio Leo
Il Senior Channel Manager Red Hat Italia, risponde alle nostre domande e illustra le recenti strategie della casa di Raleigh. Leader indiscussa nella fornitura di prodotti Open Source
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ANTONIO LEO
Antonio Leo è nato a Pagani, in provincia di Salerno, nel 1973. In Red Hat sin dal 2003 ha lavorato in Gran Bretagna, dove ha operato sul canale italiano. Dopo tre anni di impegno ritorna in patria per occuparsi di partner, distributori, system integrator e ISV. Da due anni è Senior Channel Manager. In questa chiacchierata dettaglia molte scelte strategiche di uno dei principali attori nel panorama GNU/Linux e Open Source in generale a livello mondiale.

Linux Magazine - Red Hat da sempre rappresenta un must per tutti coloro i quali operano a livello professionale con i sistemi operativi Gnu/Linux. Il vostro Sistema Operativo è declinato verso vari target. Quali sono i segmenti di utenza verso i quali attendete una significativa crescita commerciale nel prossimo futuro e perché ritiene che le vostre scelte, nei segmenti in questione, siano le più appetibili?

Antonio Leo - Con l' ampia  gamma di soluzioni di cui dispone, Red Hat punta a soddisfare le esigenze dei propri clienti in svariati settori. Prendiamo ad esempio le soluzioni di virtualizzazione e cloud computing:  il nostro scopo è quello di abbattere le barriere della distribuzione, rendendo accessibile a tutti questa tecnologia, creando una virtualizzazione affidabile e fruibile su larga scala, un'infrastruttura ad alte prestazioni, sicura e gestibile on demand da parte dell'azienda,  che includa quindi risorse distribuite interne ed esterne in grado di gestire grandi carichi di lavoro ma anche di ottimizzare le risorse durante le fasi standard. Una strategia che ci consente di guardare a tutti quei clienti che hanno nella riduzione dei costi, nella scalabilità, nel controllo e nell’affidabilità le loro priorità.

LM - Red Hat significa da sempre alta qualità, quali sono i controlli a cui sottoponete gli elementi della vostra distribuzione per assicurare una alto livello di affidabilità?

AL - Il nostro settore engineering, da sempre, sottopone il software sviluppato a continui test che assicurano un alto livello di affidabilità. Sin dallo sviluppo congiunto del software con Fedora, l'attenzione sui processi di generazione di codice Open Source, corretto e rispondente agli standard di sviluppo, è molto molto alta; la maturazione, in termini di stabilità, e successiva adozione del software per le soluzioni Enterprise di Red Hat, avvia un processo di quality assurance (QA) che dura circa 6 mesi, questa fase è facilmente riconoscibile per il rilascio da parte di Red Hat di una soluzione Beta. In questo periodo il software viene ulteriormente testato, soprattutto test di compatibilità dei pacchetti RPM, ed è qui che iniziano le prime fasi di certificazione software ed hardware, che la grande macchina di Bugzilla si mette in moto anche sulla Beta permettendo a Red Hat, ai partner, alla/alle community di partecipare attivamente nello sviluppo di un software per trasformarlo in una soluzione di grande valore per i clienti Enterprise.

LM - Può parlarci delle principali differenze fra le due versioni principali del Sistema Operativo Red Hat, ovvero la versione Server e quella Desktop?
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Tag: antonio leo, red hat, linux
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