
Alla scoperta dell'hardware che compone il nostro PC
La configurazione di qualunque dispositivo presuppone per prima cosa la conoscenza dettagliata dei suoi componenti. Ecco dove e come ottenere tutti i dati che ci servono
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Ad ogni nuova release, le distribuzioni
GNU/Linux migliorano dal punto
di vista del riconoscimento hardware. Tanto che, già durante
la fase di installazione, i dispositivi che compongono il PC
sono configurati automaticamente e subito pronti all'uso. Purtroppo,
è anche vero che capita spesso di imbattersi in qualche periferica che
rifiuta di funzionare. In questi casi, solitamente, per risolvere il problema,
si inizia subito con qualche ricerca su Google e post nei forum
e nelle mailing-list. Ma, prima di andare avanti, è innanzitutto
necessario conoscere in dettaglio il componente incriminato, altrimenti,
quali aiuti possiamo ottenere se non conosciamo esattamente
qual'è il modello della scheda video o quale chipset “pilota” la scheda
audio che resta ostinatamente muta? Solitamente queste informazioni
sono reperibili nella documentazione
fornita a corredo del componente
hardware. Ma se la manualistica è scarna
oppure non più disponibile? Allora restano
due alternative: aprire il PC, smontare il
componente e cercare qualche sigla chiarificatrice,
oppure, molto più semplicemente,
eseguire qualche utility per l'identificazione
dell'hardware.
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• I componenti collegati al bus PCI |
Strumenti standard
GNU/Linux rileva una miriade di informazioni relative all'hardware
su cui gira, ma il problema è che queste sono disponibili in modo frammentato
e bisogna far ricorso a diversi strumenti per reperirle: vediamo
quali sono quelli “classici” presenti in tutte le distribuzioni.
Iniziamo dal boot del sistema: negli ultimi tempi le distribuzioni
GNU/Linux preferiscono nascondere l'interminabile sfilza di messaggi
che compaiono generalmente durante l'avvio con una schermata
grafica sicuramente più accattivante ma che non fornisce nessun
dato rilevante. Naturalmente, è comunque possibile leggere
questi messaggi in un secondo tempo aprendo un terminale ed usando
il comando dmesg. Per scorrere con comodità i messaggi conviene
fare una pipe con il comando less: dmesg | less. Per ottenere, invece,
dati dettagliati relativi a tutte le periferiche collegate al bus PCI
della scheda madre bisogna usare il comando lspci. Ogni
periferica è identificata da un codice numerico composto nel modo
seguente:
: :
.
.
Nell'output riportato è possibile vedere che sul bus 00 sono collegate,
tra gli altri, la scheda audio, il controller IDE e quello USB;
i primi due sono gestiti dallo stesso controller che fa capo allo slot
02 (e sono identificati dalle funzioni 5 e 7), mentre il controller USB
è collegato allo slot 03. Informazioni via via più dettagliate
possono essere ottenute specificando dopo il comando lspci le opzioni
-v, -vv e -vvv (la v sta per "verbose", prolisso, ed in molti programmi
a riga di comando corrisponde all'opzione che abilita i messaggi
di output più esaustivi di quelli standard). Un comando analogo,
lsusb, mostra invece l'elenco delle periferiche USB collegate
al PC. In questo caso l'output del comando è molto sintetico
e possiamo soltanto dedurre che la macchina possiede tre
bus USB (numerati da 001 a 003), e solo sul bus 002 è collegata una
periferica (identificata con Device 002). A questo punto vi chiederete:
ma allora cos'è il Device 001 associato ad ogni bus? Eseguendo
nuovamente il comando, ma specificando, anche in questo
caso, l'opzione -v (lsusb -v), si ottengono dati più dettagliati che
ci permettono di scoprire che il Device 001 è un hub interno al quale
sono collegate, nella macchina dell'esempio, due porte USB in
un solo bus. Oltre a questi, è anche disponibile il comando lspcmcia
che consente di ottenere informazioni sulle periferiche collegate
alle interfacce di tipo PCMCIA.
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Analisi delle periferiche USB collegate al PC |
Hardware lister riga di comando...
Hardware Lister è una piccola utility che esamina l'hardware del PC
e presenta all'utente, in modo più organico rispetto agli strumenti
che abbiamo visto finora, un'infinità di informazioni: a titolo di
esempio possiamo citare le caratteristiche del processore, versione
del BIOS e funzionalità supportate, quantità e velocità della
RAM, dettagli sulle periferiche PCI, USB, PCCard (conosciute
anche come PCMCIA), dispositivi collegati ai canali IDE e SCSI (hard
disk, lettori e masterizzatori CD e DVD), ecc. Questo software è
presente
tra i pacchetti precompilati di quasi tutte le distribuzioni; per
installarlo, ad esempio, in Debian GNU/Linxu e derivate è sufficiente
eseguire il comando apt-get install lshw lshw-gtk. Come è facile
intuire
dai nomi dei pacchetti, Hardware Lister può essere usato in
due modi: eseguendo da terminale il comando lswh per visualizzare
in console l'elenco dei dettagli sui componenti del sistema, oppure
utilizzare l'interfaccia grafica, comando lshw-gtk. Per alcune
distribuzioni i nomi dei pacchetti possono differire leggermente:
ad esempio, con Fedora il comando per l'installazione del software
è quello seguente: yum install lshw lshw-gui. Detto questo, l'uso
da riga di comando è semplice ma occorre prestare attenzione ad
eseguirlo con i privilegi del superuser (root) per non rischiare di
ottenere solo informazioni parziali. Inoltre, dato che l'output del
comando
è piuttosto prolisso, può essere utile specificare l'opzione -
html in modo da salvare i dati raccolti in un file HTML: lshw -html
> rapporto.html. A questo punto, i file rapporto.html può essere
consultato con un qualsiasi browser web.
L'alternativa HWINFO
Potente ma disponibile solo a riga di comando
Hwinfo è un software per l'identificazione dell'hardware del
tutto analogo ad Hardware Lister ed è stato sviluppato in origine
da SuSE Linux ma ora è presente nei repository di diverse
distribuzioni.
Per Ubuntu, ad esempio, è sufficiente abilitare il repository
"universe" e, quindi, eseguire il classico apt-get install hwinfo.
Il programma dispone solo dell'interfaccia a riga di comando
ma raccoglie molte informazioni utili, anche più di Hardware
Lister come, ad esempio, il nome del device (/dev/xxx) associato
ad ogni componente, e il percorso all'interno dello pseudofilesystem
/sys, dove è possibile trovare e modificare le impostazioni
del kernel relative al dispositivo in esame.
Ricerca con KDE
Hardware Lister funziona, ma c’è pure KInfoCenter
Anche KDE dispone di una specifica applicazione grafica che
raccoglie informazioni sull'hardware: KinfoCenter, eseguibile
dal menu "K/Sistema/KInfoCenter": al pari di Hardware Lister
i dati rilevati sono organizzati in diverse categorie riportate nel
riquadro di sinistra. Cliccando su una di queste (dispositivi PCI,
USB, processore, porte I/O, interrupt, canali DMA, ecc..), nel
riquadro di destra vengono mostrati i dettagli.
...e in modalità grafica
Il funzionamento a riga di comando è importante perché permette
di usare il software per analizzare l'hardware anche quando non è
ancora configurato il sistema grafico (ad esempio perché la scheda
video non è stata riconosciuta), oppure quando si avvia il sistema
in "rescue mode" per risolvere qualche problema. Tuttavia,
Hardware Lister dispone anche di un'interfaccia grafica che può
essere richiamata dal centro di controllo di Gnome. Ma anche chi
non usa questo desktop environment può eseguire lshw-gtk, a patto
che abbia installate le librerie Gtk. In KDE, l'installazione crea
anche la relativa voce di avvio nel menu "K/Impostazioni". All'avvio
dell'applicazione vengono raccolte le informazioni sui dispositivi
hardware presenti nel sistema e organizzate in diverse categorie
che compaiono nei tre riquadri a sinistra della schermata. Gli elementi
rappresentati in neretto raggruppano sotto di sé alcune sotto-
categorie che possono essere espanse con un doppio clic. Quando
si seleziona una categoria di livello più basso comparirà nel riquadro
di destra il dettaglio delle informazioni relative. Hardware
Lister è uno strumento molto utile e fornisce una miriade di
informazioni,
ma se proprio vogliamo trovargli qualche difetto, possiamo
dire che il modo di scorrere le categorie è un po' insolito e una
classica rappresentazione ad albero sarebbe stata sicuramente più
intuitiva. Altra pecca è costituita dal fatto che attualmente questo
tool non rileva i dispositivi FireWire. È, comunque, sempre possibile
utilizzare lspci o il tool specifico per la gestione di periferiche
FireWire gscanbus ( http://gscanbus.berlios.de), in genere non presente
tra i software installati di default.
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Il comando lsusb -v fornisce più dettagli |
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• Hardware Lister in modalità grafica |
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• KInfoCenter è la risposta di KDE alle caratteristiche offerte da Hardware Lister |
Ma quanto parla questo lshw...
Vediamo come circoscrivere l'output ottenuto alla sola periferica che ci interessa
Scansione preliminare
I messaggi in uscita di lshw
sono molto dettagliati ed a
volte è complicato rintracciare la parte
che riguarda la periferica incriminata.
In questo caso possiamo innanzitutto
eseguire una scansione dell'hardware
lasciando la periferica scollegata e ridirigere
l'output su un file: lshw > primo_
rapporto.txt.
Colleghiamo l'hardware
A questo punto possiamo collegare
la periferica (quando si
tratta di dispositivi USB o PCMCIA non
è nemmeno necessario spegnere e
riaccendere il computer) e ripetere
l'operazione di scansione inviando
l'output ad un secondo file di testo con
il comando lshw > secondo_
rapporto.txt.
Troviamo le differenze
Infine, possiamo individuare il
componente trovando le differenze
tra i due file aiutandoci con il comando
diff primo_rapport.txt secondo_
rapporto.txt. Volendo possiamo ridirigere
nuovamente l'output di questo
comando su un file da inviare magari via
e-mail a chi può aiutarci a far funzionare
la periferica.