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A tu per tu con gli hacker di Dyne.org
Sono noti al “grande pubblico” per essere gli sviluppatori della distribuzione Dyne:bolic dedicata al multimedia. Ecco cosa ci hanno detto a proposito di arte, libertà di espressione e Open Source
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DYNE.ORG
L’iniziativa è nata in Italia e il nucleo del gruppo è formato da nostri connazionali. Possiamo definirli “hacker artisti” perché il loro obiettivo è usare il Software Libero per comunicare liberamente attraverso l’arte digitale (e non solo). Tra i loro progetti più importanti, oltre alla diffusione e promozione del software Open Source, ci sono la già citata distribuzione dyne:bolic e anche applicazioni dedicate alla gestione di contenuti multimediali del calibro di MuSE, IvySync , FreeJ e TBT, tutti progetti molto apprezzati a livello mondiale. Ecco come hanno risposto alle nostre domande due degli hacker più attivi del progetto: Jaromil (http://jaromil.dyne.org) e Pallotron (www.vitadiunsysadmin. net).
Linux Magazine - Salve ragazzi! Cos’è Dyne.org?’
Dyne.org – Il nostro progetto nasce dall’iniziativa di un gruppo di hacker (soprattutto programmatori e amministratori di sistema) per lo sviluppo di software che permetta la libertà di espressione: sviluppiamo architetture digitali che liberano la creatività e moltiplicano le possibilità di comunicazione di chi le usa, con l’idea che tutti abbiano il diritto di esprimersi, in particolare chi non ha i mezzi per farlo o chi non la pensa allo stesso modo del dittatore mediatico di turno. “Information want to be free”, insomma.
LM - Quando nasce e cosa vi ha spinto a crearlo? Qual è la vera storia che ha dato origine a Dyne.org?
Dyne.org - Il nostro sito è apparso online nell’estate del 2000 pubblicando il software HasciiCam (http://ascii.dyne.org), un’invenzione apprezzata per il suo valore artistico e per la possibilità di trasmettere “ascii video” online anche utilizzando un vecchio computer ed una connessione lenta. Sin dall’inizio la pagina principale si presentava con il suo tipico color rosa ed il nastro di Moebius a decorare il centro dello schermo, completato da una citazione di Gertrude Stein “a rose is a rose is a rose is a rose”. Tutto è partito così, un po’ tra l’astratto e il concreto, il poetico e il tecnico, l’idealista e il pragmatico. Nel corso degli anni, una rete sempre più larga di sviluppatori e utenti è stata coinvolta, finché non siamo diventati quello che oggi amiamo definire un “atelier del software”, una sorta di portale per la creatività digitale e per la media arte.
LM - Da cosa deriva il nome?
Dyne.org - Dyne è un termine derivante dal greco dynamis, cioè “forza”, “potenza”. In epoca recente è stato sostituito dal Newton al quale equivale in rapporto di 1 a un milione. Un dyne è la forza necessaria a far sì che una massa di un grammo acceleri alla velocità di un centimetro per secondo in assenza di altre forze. Rappresenta un po’ la spinta di tante persone, essendo un progetto collettivo che, pur sempre partito dalle spinte iniziali di pochi, mira al coinvolgimento progressivo di coloro che si appassionano ai nostri sviluppi. Il dyne è una misura stabilita da Eraclito, un filosofo greco che una volta disse anche “imparare a memoria non significa capire”, nonché autore del famoso motto “tutto scorre” (panta rei).
LM - Quante persone collaborano al progetto Dyne.org?
Dyne.org - È una domanda difficile a cui rispondere, ma ci proviamo e nel farlo ci troviamo davanti dei conti che è difficile rendere precisi, soprattutto data la fluidità delle collaborazioni nello specifico dei vari progetti. Contiamo un nucleo attivo di una dozzina di persone in tutta Europa, ma soprattutto italiane, in contatto giorno per giorno per il mantenimento dei servizi di rete e lo sviluppo software. Attorno a questo nucleo si sviluppa una rete più estesa di persone, circa una cinquantina, che tocca un po’ ovunque nel mondo e consiste di sostenitori ed entusiasti con i quali scambiamo regolarmente idee e ci troviamo spesso a sviluppare progetti affini. È soprattutto
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Tag: hacker, Dyne.org
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