Gestione aziendale con Promogest

Perché spendere soldi per avere un software di gestione affidabile? Ne abbiamo provato per voi uno Open Source: facile, conveniente e sicuro
Amministrare la propria attività, piccola o grande che sia, richiede molto tempo ed alla base di tutto gioca un ruolo fondamentale la scelta del software di gestione che più si adatta alle proprie esigenze. Di programmi di questo tipo ne esistono a migliaia ed anche nel panorama Open Source le soluzioni valide non mancano. Tra questi c’è Promogest un potente gestionale “Made in Italy”. Il software è gratuito, completamente personalizzabile, veloce ed intuitivo. Inoltre, permette la completa copertura funzionale delle principali aree di gestione di un’azienda: acquisti, anagrafiche, banche, clienti, documenti, fatturazione, fornitori, listini, magazzini, pagamenti, prodotti, report, vendite e molto ancora. Altro punto di forza è l’architettura client/server che gira nativamente sotto GNU/Linux e Windows, un aspetto importante, specie per le aziende che, per varie ragioni, devono utilizzare sistemi operativi differenti. In pratica, il programma è composto da un client grafico che si interfaccia al potente database server (RDBMS) PostgreSQL (www.postgresql.org), dove vengono materialmente archiviati tutti i dati inseriti. Nel corso dell’articolo vedremo come installare ed usare Promogest per essere subito produttivi.

Photoshop? No, meglio GimpShop

Il programma di grafica Open Source è difficile da utilizzare? Niente paura, con questa interfaccia potrai sfruttarlo al 100%
Il giudizio degli utenti GNU/Linux, e non solo, è sempre la stesso: Gimp è potente come Photoshop, ma l’interfaccia poco intuitiva lo rende più difficile da utilizzare. In effetti, gli utenti non hanno tutti i torti. Gimp ha sempre adottato una particolare interfaccia utente che lo distingue da tutti gli altri software di grafica che, nel bene o nel male, hanno sempre cercato di uniformarsi ai canoni dettati dai prodotti leader del settore come Adobe. Purtroppo, quando si è abituati ad usare questo tipo di programmi è dura passare a Gimp e prendere la giusta confidenza con i suoi comandi: a volte, infatti, si perde tempo solo per trovare la funzione analoga a quella che in Photoshop si richiama ad occhi chiusi. In questi casi le strategie da seguire sono due: dedicare più tempo a Gimp o provare GIMPshop, Gimp con l’interfaccia di Photoshop!

Google Chrome per Linux è arrivato!

Dopo mesi di intenso lavoro, è finalmente pronta la prima versione Beta di Google Chrome per Linux, il browser Open Source sviluppato da BigG all’interno del progetto Chromium, lo stesso dal quale è nato anche Google Chrome OS(progetto Chromium OS), il sistema operativo Open Source orientanto al web sviluppato sempre da Google. A questo indirizzo è disponibile, oltre al link da cui poter effettuare il download del browser, una guida illustrata alle novità e agli obiettivi raggiunti fino a questo momento. Grazie ai numerosi sviluppatori del progetto Chromium e di WebKit (un altro progetto Open Source nato dalla combinazione di componenti del sistema grafico KDE, principlamente il browser Konqueror, e di tecnologie Apple.) Google Chrome per Linux è diventato in breve tempo stabile e veloce, come testimoniano anche i “numeri” relativi al lavoro svolto fin qui svolto.

Suonare è facile con TuxGuitar

Non diventeremo come Jimi Hendrix, ma potremo comporre facilmente i pezzi e farli suonare al PC per ascoltarli in anterpima

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Abbiamo “scovato“ un interessante software, TuxGuitar, per la composizione e l’esecuzione di brani musicali con la chitarra (e non solo) e abbiamo deciso di provarlo. L’installazione è semplicissima. Basta copiare il file tuxguitar-1.0-rc3-linux-x86.tar.gz, scompattarlo ed entrare nella nuova direcotry. A questo punto, per avviare TuxGuitar, eseguiamo ./tuxguitar.

Import/export

TuxGuitar e la gestione dei formati
TuxGuitar è un programma versatile, anche nella compatibilità con i formati. Può importare brani Tef e Midi, ed esportarli come MusicXML, Midi, Lilypond, ASCII e Pdf. Il salvataggio avviene nel formato .tg.

Scopriamo cosa offre

TuxGuitar permette di rappresentare il pentagramma secondo due stili: continuo e a pagina. Possiamo passare dall’una all’altra rappresentazione tramite pulsanti o menu a tendina (voce View). Come si può facilmente intuire, la rappresentazione continua permette di estendere orizzontalmente il pentagramma, fino ad arrivare a una lunghezza virtualmente infinita. Lo stile correntemente in uso, che evita problemi in fase di stampa, è quello di spezzare il pentagramma, per poi continuare su una nuova riga in corrispondenza del bordo dell’ipotetico foglio. Inoltre, TuxGuitar, essendo un editor musicale “completo”, dispone di diversi strumenti. Innanzi tutto, tramite l’opzione Add Track del menu Track possiamo aggiungere quante tracce vogliamo, potendo comporre come si fa per le orchestre; sempre dal menu Track accediamo (opzione Lyrics) a un editor dei testi associati alle tracce in lavorazione. Dal menu Composition possiamo modificare tutti i valori del brano, dalla chiave al tempo metronomico. Sempre dal menu Beat, invrce, possiamo aggiungere effetti e variare la dinamica del brano. Il menu Tools serve, invece, per selezionare i vari tool del programma. Da qui possiamo anche variare l’aspetto e la lingua attualmente in uso. Infine, non poteva mancare in TuxGuitar un player per riprodurre i brani che componiamo, associato a un metronomo. È altamente probabile che, così com’è, TuxGuitar si rifiuti di suonare il brano ed è necessaria qualche modifca. Ma prima di intervenire su sequencer e porta MIDI da Tools/Settings/Sound, è opportuno leggere le F.A.Q sul sito del programma.

BackTrack 5 R2 è qui!

La distro degli hacker si rinnova a partire dal kernel
Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di BackTrack. Non resteremo di certo stupiti se la conta delle mani alzate restituisse un valore molto scarso. Già, perché nel corso degli anni, questa distro è riuscita ha conquistare il cuore di numerosi seguaci del pinguino, hacker per primi che la considerano come una sorta di grimaldello universale capace di scardinare i lucchetti da qualsiasi chiave di protezione, che sia essa relativa ad un file criptato o ad una rete Wi-Fi altrui. Senza ombra di dubbio i principi sui quali BackTrack pone le sue radici non sono certo quelli di violare la privacy altrui, bensì quelli di difendere la propria, cercando di mettere sempre a dura prova la propria rete locale o il PC. Se pensiamo poi alla comodità che BackTrack offre ai sistemisti di rete di tutto il mondo ci rendiamo davvero conto di quanto grandiosa possa essere questa distro: tutto quello che serve in un solo DVD o pendrive USB da portare sempre in tasca, pronta a risolvere qualsiasi enigma.

Dynamic DNS a costo zero

Dovete pubblicare un sito o collegarvi sempre e ovunque al vostro PC e vi serve un indirizzo IP fisso? Noi vi mostriamo come farlo senza spendere soldi

Gli indirizzi IP statici su Internet, come è noto, non sono infiniti e sono una risorsa in via di esaurimento. I provider, per risolvere il problema, sono soliti assegnare ai propri clienti degli indirizzi dinamici, che cambiano cioé ad ogni connessione. In pratica, appena un utente si disconnette e “libera” l’IP, questo viene assegnato ad un nuovo utente appena connesso e così via. Tutto sommato questa non è una grossa penalit�? per dei semplici client che solitamente non debbono essere “contattati” da altri utenti. Con l’avvento dell’ADSL però la necessit�? di rendere la propria macchina accessibile dall’esterno, è sempre più sentita: chi non ha mai accarezzato l’idea di metter su un proprio web server casalingo? Altro scenario interessante potrebbe essere quello dell’assistenza tecnica ai propri clienti: esistono strumenti come VNC che consentono di controllare in remoto il desktop di una qualsiasi macchina connessa alla Rete ma come possiamo usarli se l’indirizzo IP cambia continuamente? Naturalmente esiste una soluzione: molte societ�? offrono servizi di Dynamic DNS (abbreviato con “DDNS”) e spesso lo fanno in modo del tutto gratuito. Tra questi il più famoso è DynDNS (http://www.dyndns. com).

Ubuntu approda su Windows Store: disponibile per Windows 10

Ubuntu è finalmente disponibile per il dowload su Windows Store. Si tratta di una notizia che va così a sancire la fine della guerra tra le due parti, Windows e Linux per l’appunto. Una faida durata anni e anni che ora termina con la disponibilità del sistema operativo sullo store di Windows 10. Ogni utente potrà quindi entrare nello store, scaricare il pacchetto e lasciare che l’installazione proceda in modo del tutto automatico. Così si potrà poi lanciare Ubuntu direttamente dal sistema operativo di Microsoft.

Quali sono i migliori browser per Linux? Oltre a Firex e Chrome c’è di più

Spesso, se facciamo riferimento ai browser di Linux, tendiamo a prendere in considerazione sempre e solo Firefox e Chrome. Sono indubbiamente due parti importanti del panorama offerto da Linux, ma non sono i soli che tu possa trovare. Del resto questo sistema operativo basa il suo successo sulla grande varietà di applicazioni e soprattutto sulle numerose alternative. Vogliamo provare a consigliarti e accompagnarti all’interno del vasto panorama offerto da Linux, così da conoscere tutte le proposte che sono a tua disposizione.

Va detto però che ogni nome che andremo a fare di seguito ha pregi e difetti, ma meritano di essere provati!

Firefox, Chrome e la carica dei browser Linux

Chrome, navigatore web sviluppato da Google che è riconosciuto come il più usato al mondo, e Firefox, web browser libero, sono in piacevole compagnia. Con loro possiamo citare Konqueror, il più semplice browser che esista, nato ancora prima che Apple puntasse tutto su Safari. Se però lo usate con Ubuntu potrebbe essere sconsigliato per una parte di utenti, poiché necessita di numerose librerie di KDE, la cui attività principale è sviluppare software liberi.

Passiamo allora a Elinks, browser minimalista che presenta solo il testo dei siti e non mostra immagini, Flash o Java. E’ consigliato soprattutto per gli sviluppatori o per leggere informazioni evitando così di imbattersi su javascript e annunci. In alternativa prova Arora che si basa su Webkit ed è una soluzione molto veloce, ricca di funzionalità. Prevede il blocco per i contenuti Flash, degli annunci, la possibilità di navigare in anonimo e la facile gestione della cronologia. Purtroppo però non viene aggiornato spesso.

Altri browser veloci e intuitivi

Cerchi fluidità e velocità? Allora prova Epiphany, browser ufficiale di GNOME che indubbiamente è il più facile in circolazione, dotato di buone funzionalità spesso aggiornate con nuove versioni. Luakit invece è un affascinante browser da configurare partendo da un’interfaccia utente che è davvero minimal e semplice. Inoltre è particolarmente leggero e difficilmente disturberà le prestazioni del nostro computer.

Non possiamo poi non parlare di Opera, disponbile anche come browser Android, che è indubbiamente l’alternativa più conosciuta da molti utenti. Per alcuni, risulta essere migliore di Firefox e Chrome, poiché funziona bene su qualsiasi piattaforma. Opera è completo, tanto da essere considerato molto più di un normale browser. Non a caso comprende un client IRC, uno di posta e addirittura un web server personale. Quest’ultimo è perfetto per media streaming e per la condivisione di file.

Last.fm, tutta un’altra musica

Rivoluzionario, coinvolgente, molto più di una semplice radio online. Cosa aspetti? Entra a far parte anche tu della nuova generazione musicale
Sono oltre undici milioni gli amanti della musica che hanno scelto Last.fm, e il numero continua a salire. In poco tempo è diventato un vero e proprio luogo d’incontro, una immensa community dove è possibile scambiare idee, suggerimenti e raccomandazioni su brani più o meno noti, tutto in nome della comune passione per la musica. Ma cos’è esattamente Last.fm? E soprattutto come funziona e come è possibile farne parte? Dal punto di vista tecnico Last.fm è un progetto di Audioscrobbler ( www.audioscrobbler.net) che permette di memorizzare informazioni, su tutta la musica che ascoltiamo con il PC, all’interno di un grande database, così da poter creare classifiche, playlist, statistiche e web radio da poter ascoltare ovunque direttamente online! Usare questo rivoluzionario servizio con GNU/Linux è davvero semplice. Dopo una veloce registrazione è sufficiente installare e configurare uno dei tanti player che dispongono del plugin adatto o il client ufficiale di Last.fm.

Registrare una sessione della shell

Tutto quello che compare a video può essere catturato con script

Pochi sanno che il comando script consente di registrare ogni carattere visibile sulla shell, sia che si tratti dell’input dell’utente, sia dell’output fornito dai programmi. Per iniziare a registrare la sessione basta eseguire il comando seguente: script shell.txt. Così facendo, ogni cosa visibile in console verrà inserita nel file indicato come argomento, in questo caso shell.txt. I campi di applicazione sono molteplici, e tutti molto utili: basti pensare, ad esempio, al fatto di poter registrare l’intera procedura che porta ad una particolare configurazione, oppure di creare una sorta di guida passo passo sulle operazioni da eseguire per ottenere un determinato risultato. Per fermare la ”registrazione”, una volta concluse tutte le operazioni del caso, basta premere Ctrl+D. Oltre che in questo modo, il tool script può essere utilizzato passandogli alcune opzioni particolari come, ad esempio, – a per aggiungere l’output (si dice appendere) al file invece di crearlo da zero, oppure lo switch -f per forzare la scrittura in un file di ogni singola linea (invece di attendere il riempimento di un buffer). L’unico limite di script è che non lavora correttamente con alcuni programmi che gestiscono direttamente lo schermo come, ad esempio, l’editor di testo vi.